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Violenza contro le donne, il nostro impegno concreto

Studio Associato MSC - Treviso

Il Belvedere di Palazzo Lombardia illuminato di rosso e la facciata del grattacielo Pirelli con la scritta luminosa #non sei da sola. La facciata della Villa Reale di Monza si colora di rosso. Una lunga serie di iniziative, convegni, dibattiti, rassegne e proiezioni caratterizza in tutta la Regione Lombardia la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che viene ricordata ogni anno il 25 novembre.

I dati rimangono purtroppo allarmanti e segnano per l’anno 2017 in Italia 123 vittime di omicidio volontario, mentre nei primi 9 mesi di quest’anno i casi di femminicidio sono stati 32, oltre ad una miriade di casi di violenza di genere. 

In Regione Lombardia  sono ad oggi attive 27 reti territoriali, con 36 centri che inseriscono i propri dati nel sistema O.R.A. (Osservatorio Regionale Antiviolenza). Le donne che hanno contattato i centri antiviolenza sono in progressione stabile, 4.317 nel 2015, 5.244 nel 2016, 5.892 nel 2017.

Nel corso del 2017 sono state registrate 5.892 schede relative a donne che sono entrate in contatto almeno una volta con un Centro Antiviolenza territoriale. A queste si aggiungono i 288 accessi al Pronto  Soccorso per violenza sessuale.

Nel 2017 nella sola provincia di Monza Brianza 350 donne sono state ascoltate presso i centri antiviolenza provinciali dove da anni operano con impegno Rete Artemide con una serie di sportelli d’ascolto gestiti dall’Associazione CADOM, da Telefono Donna e da White Mathilda.

“Quasi ogni giorno, purtroppo, la cronaca ci informa sui casi più gravi di femminicidio e di violenza contro le donne. – scrive la psicoterapeuta Paola Danieli nella relazione “Come riconoscere una relazione maltrattante” – Dietro i fatti clamorosi ce ne sono migliaia di subdoli e meno rumorosi, ma sicuramente dolorosi e potenzialmente pericolosi. Per affrontare seriamente il fenomeno e per dare strumenti di lettura e di prevenzione alle donne è necessario metterle in guardia rispetto al fatto che generalmente sono loro stesse a ignorare i segnali predittivi della violenza perché la sottovalutano, non sono in grado di riconoscerla e la vivono come un fenomeno lontano”.

Tematiche che abbiamo sempre affrontato con un interesse diretto: dopo essere stati coinvolti nell’estate scorsa nella nascita dell’Associazione XnoiVale di Seveso nel ricordo di Valeria Bufo, vittima di femminicidio a Cesano, lunedì 26 novembre saremo a Seregno per condurre un incontro- dibattito in programma alle ore 21 presso la sala Gandini di via XXIV Maggio. 

“Dietro le quinte della normalità” è il titolo della serata alla quale parteciperanno: Cristina Rubagotti, vicepresidente dell’Associazione CADOM – Centro Aiuto Donne Maltrattate di Monza: Mariapia Ferrario, medico responsabile del Pronto Soccorso della ASST di Vimercate; Lorena Peraboni, referente di Rete Artemide per gli ambiti territoriali della provincia MB. Saranno presenti come rappresentati dell’amministrazione comunale di Seregno Federica Perelli e Laura Capelli, rispettivamente assessore alla cultura e alla politiche per la famiglia.

Al termine delle relazioni verrà proiettato un video che consentirà una comune riflessione sui meccanismi che possono innescare situazioni di violenza e come sia sempre possibile scegliere con coraggio percorsi diversi di rispetto e di autenticità.

Il Sindaco di Seregno Alberto Rossi accompagnato dagli assessori Federica Perelli e Laura Capelli alla presentazione delle iniziative per la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

L’incontro di lunedì segue l’inaugurazione di domenica 25 in via Oliveti 17 della nuova sede dello sportello antiviolenza dell’ambito di Seregno, gestito dall’Associazione CADOM di Monza. Mercoledì 28 novembre presso l’Auditorium di piazza Risorgimento alle ore 21 è in programma lo spettacolo teatrale “Barbablù 2.0: i panni sporchi si lavano in casa”.  Il tutto con il preciso obiettivo di sensibilizzare soprattutto le donne a parlare, a confidarsi, a raccontare, senza aver paura. Perché le parole sono lo strumento primo per difendersi.

Non a caso il calendario degli eventi in programma a Seregno è stato titolato “Parole oltre il silenzio”. “Ci vuole coraggio a parlare – sottolinea il Sindaco di Seregno Alberto Rossi – ma le donne non devono sentirsi sole. Noi ci siamo, ci dobbiamo essere, siamo qui. Con attenzione e vicinanza. Perché insieme dobbiamo andare oltre il silenzio. Per accogliere, consigliare, tutelare e proteggere”.

c.g.

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