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Vimercate: operativo il Servizio Ospedaliero Antiviolenza (SOV)

Brianza Acque

Primo in Lombardia, all’ospedale di Vimercate è operativo da alcuni giorni il Servizio Ospedaliero Antiviolenza (SOV).  E’ stato questo l’ultimo atto del direttore generale Pietro Caltagirone che dal 2016 ha lasciato la responsabilità di questa imponete e nuova struttura a Pasquale Pellino.

Vimercate, nasce il SOV Servizio Ospedaliero Antiviolenza

Vimercate, nasce il SOV Servizio Ospedaliero Antiviolenza. Foto di rito per la presentazione ufficiale. 

Caltagirone, presentando il SOV, si è soffermato sull’impegno dell’ospedale di Vimercate per arrivare a questo nuovo servizio, che affiancherà i medici del Pronto Soccorso ogni qualvolta si presenterà una donna, ma anche un uomo o un bambino, vittima di maltrattamenti.  “Dopo lo sportello della Mangiagalli – ha detto Caltagirone –  l’ospedale di via Cosma e Damiano è l’unico in Regione attrezzato con operatori qualificati in grado di  garantire alle vittime di violenze, che si presentano al  Pronto Soccorso, un percorso di accoglienza protetta e un supporto psicologico, favorendo l’emersione del fenomeno”. 

Il Servizio Ospedaliero Antiviolenza nasce dall’intesa  tra l’Ordine dei Medici di Monza e  Brianza, la Procura della Repubblica di Monza, l’Asl, l’ospedale di Vimercate e può contare sul contributo delle forze dell’ordine e delle diverse associazioni antiviolenza che operano in Brianza a partire dal Cadom.

Alessandro Pepè, Procuratore di Monza, ha ricordato che la gran parte di questi reati si consumano fra le mura domestiche.  Nel 2013 il tribunale di Monza ha aperto 851 fascicoli per maltrattamenti. Nel 2014 sono stati 887. “E’ un fenomeno dai costi sociali elevati – ha proseguito Pepè –  che impegna molto i magistrati.  Non basta la repressione di questi reati, è determinante prevenirli con  interventi  culturali che favoriscano la denuncia della violenza. E’ importante convincere le vittime a denunciare, ma è altrettanto essenziale essere loro accanto anche dopo il passaggio in ospedale, con le strutture territoriali. Lo sportello Antiviolenza di Vimercate va in questa direzione, è soprattutto accanto alla donna nel momento di maggiore debolezza ma guarda anche al futuro”.

Un cambiamento culturale della valutazione di questi gravissimi reati, che per la gran parte vede vittima la donna, ma che interessa anche altri soggetti. “Il Servizio Ospedaliero Antiviolenza – ha concluso Pepè – è una iniziativa adeguata, capace di intercettare nella fase più acuta tutti coloro che sono vittime di questi reati che sono poi presi in carico dal tribunale, sovente anche in assenza delle denunce della parte offesa”.

Carlo Maria Teruzzi, presidente dell’Ordine dei Medici di Monza e Brianza si è soffermato sul fatto di aver bussato, per attivare questo progetto, a diverse porte. Solo l’ospedale di Vimercate si è fatto carico di questa emergenza in continua crescita, attivando, con lo spazio presso il Ps,  un progetto che impegna con i medici di base, diverse figure appositamente preparate con specifici percorsi formativi. Violenze che non sono solo sulle donne, ma sempre più anche su bambini, anziani, disabili. “ Con la collaborazione del Tribunale di Monza  i medici di famiglia possono essere un importante tassello per contrastare questo triste fenomeno” ha sottolineato Teruzzi.

“E’ importante che i medici sappiano sin dal primo ricovero, dal primo accesso al pronto soccorso, interpretare questo disagio – ha detto Giorgio Gallioli, direttore del dipartimento d’urgenza dell’Azienda Ospedaliera di Vimercate che ha poi ricordato – in Europa questo sportello è operativo in molti ospedali.  Essere accanto alla donna nel momento di maggior confusione,  assicurandola sotto l’aspetto medico, ma anche legale è determinante. In questi primi giorni, sono stati affrontati in modo positivo i primi due casi”. 

Per Tiziana  Fraterrigo, responsabile del tavolo tecnico per i lavori del SOV, tavolo che in questi mesi si è più volte incontrato per predisporre un piano di intervento efficace, partendo dalla competenza, con specifici percorsi formativi per il personale sanitario medico e non : “è un giorno di festa.  E’ operativo uno sportello in una provincia dove ogni giorno si registra un caso di violenza sulle donne ma non solo”. 

Gabriella Esposto, psicoterapeuta che affianca i medici del Ps ha parlato di un servizio che va oltre il momento del ricovero ospedaliero, per essere accanto alle donne in ogni puntata di questo dramma. “Garantire un progetto di continuità assistenziale – ha detto la Esposto – con il sostegno con l’offerta di follow-up medico e l’intervento psico sociale  e legale, che opera in stretta integrazione fra ospedale e territorio con interventi   repentini”.   

Pierfranco Redaelli

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