Arte e Cultura Nel weekend

Vimercate, il MUST celebra l’arte di Giacomo Manzù

Studio Associato MSC - Treviso

Giacomo Manzù al MUST di Vimercate

Giacomo Manzoni detto Manzù

Il MUST (Museo del Territorio Vimercatese) per queste feste natalizie fa un grande regalo alla Brianza: sa sabato 3 dicembre ha aperto i battenti la mostra “Manzù. L’accento sull’arte” che resterà aperta al pubblico sino al 26 febbraio.

Trenta opere celebrano i venticinque anni della morte di questo grande bergamasco, che è presente con la sua arte in tutto il mondo. Giacomo Manzoni “Manzù” (in dialetto) è indubbiamente uno degli artisti più significativi della storia dell’arte italiana del XX secolo; insieme ad altri scultori ha saputo proporre e imporre un proprio ideale di forma e di arte indipendentemente dalle mode e dalle tendenze che hanno attraversato il secolo scorso.

L’esposizione è curata da Valentina Raimondo e le opere provengono dalla Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Raccolta Lercaro di Bologna, Museo MA*GA di Gallarate, Fondazione Adriano Bernareggi e Collezione UBI Banca Popolare di Bergamo – e da collezioni private. Come anticipa la curatrice, dalla mostra emerge un racconto sulla carriera di Manzù e sulla sua arte focalizzando l’attenzione su soggetti e nuclei tematici per lui significativi.

Manzù è noto al grande pubblico grazie alle sculture dei Cardinali, un tema che accompagna la sua carriera fin dal 1934 quando per la prima volta l’artista vede a San Pietro due alti prelati seduti ai lati del Papa. Il Cardinale seduto è inserito in mostra nella sezione dedicata al rapporto tra Manzù e la chiesa, accanto al grande bassorilievo con il Cardinale Lercaro, il Ritratto di Papa Giovanni XXIII, cui Manzù fu legato da profonda amicizia, alla formella con la Civetta, lavoro per la Porta della Basilica di San Pietro.

La moglie e i figli costituiscono per lo scultore alcuni dei modelli per eccellenza. Ancora una volta è la passione, quella familiare, a muovere l’artista. La mostra, nella sezione “Amori di famiglia”, presenta due straordinari ritratti di Pio, il figlio tragicamente scomparso nel 1969, accanto a quelli della seconda moglie Inge, musa ispiratrice dell’artista e una delle protagoniste assolute della sua arte, e a quelli dei figli Giulia e Mileto.

Il corpo femminile, la grazia e l’armonia che esso emana, è uno dei temi più ricorrenti nell’opera di Manzù. Da sola nell’intimità, o nell’atto dell’appassionato abbraccio con l’amante, la donna è celebrata dall’artista in moltissime occasioni. Nella sezione “Eros e la passione per l’eterno femminino” è esposto un gruppo di sculture e disegni raffiguranti gli Amanti, cui si aggiungono le altre sculture con donne in posa, o mentre danzano, o mentre si spogliano. Il rapporto con la natura nell’opera di Manzù è indagato nella sezione Nature morte, che presenta alcuni dipinti e una Sedia con natura morta, dove il bronzo, materia tradizionalmente pesante, dialoga con la luce e si alleggerisce.

Conosciuto soprattutto per la sua attività di scultore, Manzù è in realtà un artista poliedrico che sperimenta la propria passione attraverso molti strumenti e mezzi. Abile disegnatore e incisore, si applica anche nel campo della pittura, della ceramica e dell’oreficeria. La sezione “Giacomo Manzù. L’artista eclettico” presenta alcuni autoritratti, accanto a due opere inedite: un Vaso in ceramica del 1946 e un giovanile Dono di nozze in argento sbalzato e ottone.

Manzù al MUST di VimercateL’esposizione vimercatese propone così un viaggio attraverso l’arte eccelsa di Manzù, costellata di forti passioni e contrasti. I suoi temi ritornano con costanza nel corso degli anni e si incontrano e scontrano come Eros e Thanatos, passione e morte, due elementi imprescindibili per comprendere la sua poetica. La celebrazione della vita e della morte, la ricerca di una forma riconoscibile eppure astratta, la costruzione della scultura attraverso una materia pesante come il bronzo e la resa leggiadra dello stesso per mezzo della luce, sono tutti elementi della sua opera, facce opposte della stessa medaglia.

Concludono la mostra due filmati, proveniente dagli archivi di RaiTeche. Nel primo Manzù racconta, nella sua casa-laboratorio di Ardea, come nascono le sue opere, mentre nell’altro è ripreso mentre realizza un busto del giovane figlio Mileto.

Come sempre grazie all’abile regia del MUST accompagnano questo evento una serie di eventi collaterali dai laboratori per bambini e per adulti, a conferenze sulla figura del Manzù.

La mostra è aperta mercoledì e giovedì dalle 10 alle 13, venerdì, sabato e domenica  dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Inoltre l’8/12, il 6 /1 /2017 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.  Il 24 e il prossimo 31 dicembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, il 26 dicembre dalle 15 alle 19. Chiusura il giorno di Natale e Capodanno. E possibile visitare la mostra con gruppi guidati la domenica alle 16,30 con prenotazione obbligatoria, oltre a gruppi di adulti e scuola telefonando 0396659488 | Durata 1 ora.

Per ulteriori informazioni: 0396659488 – info@museomust.it.

Pierfranco  Redaelli

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