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Un’Europa dei popoli che preservi il patrimonio culturale di ciascuno

Studio Associato MSC - Treviso

Un’Europa dei popoli, ognuno dei quali impegnato nella valorizzazione e preservazione del proprio patrimonio culturale.

E’ questo il punto focale dal quale si snoda la trattazione della conferenza “Europa e pluralità, dalla storia all’attualità. Un continente da secoli irriducibile a un’unica dominazione” tenutasi mercoledì 22 maggio presso la biblioteca civica di Vimercate.
L’evento, che ha avuto come relatori Andrea Rognoni, direttore del Centro Culture Lombarde, nonché direttore della rivista “Idee per l’Europa dei popoli”; e il giornalista e saggista Mirko Molteni, è stata organizzato dall’Associazione Culturale Terra Insubre.

L’Associazione, nata a Varese nel 1996, svolge un’intensa attività di ricerca storica e archeologica sui popoli celtici, germanici e alpini che nel corso dei millenni hanno influenzato le genti e la storia dell’Insubria e della Lombardia, dell’area padano-alpina e anche del mondo mitteleuropeo.

Terra Insubre, quindi, si concentra fortemente sull’importanza di preservare valori, tradizioni e bagaglio culturale dei popoli. Per questo è da sempre impegnata a ridefinire fortemente il concetto di Identità, per la creazione di un’Europa che si impegni a conservare il percorso di crescita individuale di popoli e regioni.

Proprio grazie a questi studi si può appurare che l’Insubria, antico e storico nome della terra tipicamente lombarda, è sempre stata un crocevia di popoli dominatori e di differenti influenze culturali; eppure, nonostante ciò, ha sempre conservato le proprie tradizioni e le proprie basi culturali, costantemente memore della propria appartenenza.

Infatti, sotto la dominazione Celtica, un periodo che inizia circa nel XII secolo a.C., così come durante l’invasione romana del III secolo a.C., le popolazioni della zona non vengono completamente assimilate bensì continuano a vivere ancorate alle loro usanze, pur avvicinandosi alla cultura Latina e a quella dei precedenti dominatori.

Ecco perché, come eredi di questa storia millenaria, dovremmo essere ben consapevoli del fatto che, pur appartenendo ad una comune istituzione, quale quella europea, ciò che fa grande questa Europa è proprio l’insieme di colori differenti e dalle più svariate sfumature che ne compongono la tela.

Dunque, è questo il filo conduttore che lega i singoli interventi dei partecipanti alla conferenza: gli unici veri instancabili dominatori del continente europeo sono i popoli che lo compongono che, nella ferrea e costante preservazione e valorizzazione del proprio patrimonio culturale di tradizioni, di usi e costumi, rendono l’Europa quella che realmente è.

Francesca Motta

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