Motori

Tino Brambilla e i fratelli Consonni, cuore e passione tra ricordi e libri

Studio Associato MSC - Treviso

Ci sono personaggi che rimangono nella memoria collettiva degli appassionati di sport, in particolare di motori. Gente che ragiona quasi sempre col cuore e col cuore di muove e lascia il segno. Stiamo parlando di Ernesto “Tino” Brambilla, il “grande vecchio” dell’automobilismo monzese, Peo Consonni, pilota di formule minori con all’attivo anche la Parigi-Dakar, e il fratello Walter Consonni, che, dopo aver fatto il professore di ginnastica oltre al coach, si è scoperto scrittore, con risultati più che soddisfacenti.  In prima battuta ha dato vita a una inedita biografia dell’amico corridore (“Tino Brambilla – Mi è sempre piaciuto vincere’) alla quale, tanto per non farsi mancare niente, sono seguite altre due pubblicazioni tutte da leggere:  ‘Monza dai 60 ai Sesanta’, con i ricordi di una città che non c’è più, e ‘Amori  di contrabbando’, storie un po’ piccanti sempre attuali.

Sabato scorso a Lissone presso l’accogliente libreria ‘Il libro è’ della centralissima via Loreto, era in programma uno dei tradizionali ’Incontro con l’autore’, nell’ambito della rassegna Libritudine, per la presentazione dei primi tre libri di Walter scrittore. Qui è scattato l’immancabile siparietto pubblico tra gli ex piloti monzesi Consonni e Brambilla, allievo e maestro, quest’ultimo anche ex driver ufficiale della Ferrari. Tino quando si tratta si dire la sua sulla F1 non fa mancare mai il suo giudizio da veterano, men che meno se c’è di mezzo un clamoroso incidente come quello avvenuto alla partenza del Gp di Singapore.

‘’Per me, si è trattato di un normale incidente di gara. – sottolinea il buon Tino – I tre piloti Vettel, Raikkonen e Verstappen sono partiti determinati per cercare la miglior posizione possibile all’ingresso della prima curva del circuito ed il caso ha voluto che finissero per toccarsi, escludendosi automaticamente dalla competizione. Niente di particolarmente eclatante, se si esclude la spettacolarità della scena. Sono cose che succedevano anche quando correvo io. Lo stesso Autodromo di Monza è stato teatro in passato di incidenti analoghi. Basti pensare a quelli che coinvolsero il povero Bagnalasta in F.3 e Ronnie Peterson con mio fratello Vittorio in F.1’’.

Di parere opposto Peo Consonni: ‘’Tino Brambilla, con il passare degli anni, è diventato estremamente buono  – ha replicato l’altro pilota monzese – . Qurant’anni fa certamente si sarebbe espresso in altri termini.  Definiamo bene la cosa. Si è trattato di una evitabilissima carambola causata da tre “scemi”. Giusto andare a tutto gas  per ottenere la miglior situazione  all’imbocco della prima curva, ma, l’attenzione su come ci si posiziona in pista non va mai dimenticata. Non si può partire ‘a cannone’ senza tener conto di chi sta lottando con te. Vettel, scattato in pole position,  avrebbe dovuto, nonostante il suo diritto, chiudere meno bruscamente per parare l’attacco di Verstappen, conoscendo anche l’aggressività e la spavalderia dell’avversario, e Raikkonen, piuttosto opaco per tutta la stagione, pur indovinando la ‘partenza della vita’ allo spegnimento della luce del semaforo, avrebbe dovuto, occupando in griglia la quarta posizione, limitarsi a coprire le spalle del compagno di squadra invece di cercare, addirittura, di passarlo. Tutti i piloti più forti  corrono per vincere, ma, con un campionato del mondo in gioco, forse un po’ più di cervello non avrebbe fatto male. Da un pilota, per quattro volte consecutive campione del mondo, come Sebastian Vettel, da un driver  pure lui iridato come Kimi Raikkonen e da un potenziale Numero Uno a livello internazionale, come il giovane Max Verstappen, era logico attendersi una guida diversa in questo frangente’’.

Insomma le polemiche sul botto alla partenza di Singapore montano ancora tra gli appassionati, pur stemperate dal buon risultato dell’ultima domenica, che ha visto un grande Vettel in rimonta dall’ultimo al quarto posto, con il podio sfiorato. Ma il titolo mondiale per il tedesco pilota della Rossa sembra ormai obiettivo impossibile.

Per quanto ci riguarda e a ragion veduta, la responsabilità maggiore per quanto avvenuto a Singapore ce l’hanno in Casa Ferrari, dove avrebbero dovuto ben studiare delle strategie di gara, partenza compresa. In particolare Raikkonen, da b

Tino Brambilla intervisto con la spalle Walter Consonni autore del libro dedicato al grande pilota monzese

Tino Brambilla intervisto con la spalle Walter Consonni autore del libro dedicato al grande pilota monzese. Sotto l’ultimo lavoro di Consonni.

Amori di contrabbando Walter Consonni

uona seconda guida, non avrebbe dovuto trovarsi in quella posizione al momento del botto, se non altro per non dar fastidio a Vettel, in lotta per il ‘mondiale’, con soli tre punti di svantaggio su Hamilton. La realtà è che il pilota finlandese è stato libero di interpretare la situazione a suo piacimento, infischiandosene pienamente delle esigenze del suo team. Se non si fosse spinto così avanti pericolosamente, in cerca disperata della prima posizione, non si sarebbe trovato sulla parte estrema di sinistra della pista, con Verstappen superato e Vettel a solo metà macchina ed i due driver, partiti dalla prima fila, avrebbero avuto lo spazio necessario per correggere la traiettoria al meglio.  Con ogni probabilità Vettel sarebbe uscito primo dalla curva e si sarebbe, così, evitato il violento impatto. Forse con Jean Todt al muretto dei box, questo pasticcio in Casa Ferrari non sarebbe successo. Lewis Hamilton, che non è uno sprovveduto e che, più volte ha dimostrato di essere il migliore di tutti, trovandosi indietro nello schieramento e considerando le avverse condizioni atmosferiche, ha preferito, con la pista bagnata, partire in seconda marcia, per evitare spiacevoli coinvolgimenti alla prima staccata. E alla fine, pur scattando dalla quinta posizione in griglia, ha vinto inaspettatamente la gara e, con essa, con ogni probabilità il Campionato del mondo. Chapeau!

Per tornare l’incontro di Lissone, va segnalato, per dovere di cronaca, la grande affluenza di pubblico, soprattutto di appassionati, che hanno fatto la coda per acquistare i libri e farsi firmare la copia di carattere automobilistico dal sempre disponibile Tino Brambilla.

Peo Consonni (a sinistra) premiato dal Presidente del Ferrari Club Vedano al Lambro

Peo Consonni (a sinistra) premiato dal Presidente del Ferrari Club Vedano al Lambro

La serata per l’ex pilota della Ferrari e per Peo Consonni si è conclusa, poi, a Vedano, dove si festeggiavano i cinquant’anni del locale Ferrari Club, il primo nato a metà degli anni Sessanta, con l’assegnazione del ‘Premio Vittorio Brambilla’ all’ex pilota di F.1 Riccardo Patrese.

Enzo Mauri      

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