A tavola con gusto Fuori Brianza

Rocco e i Suoi Fratelli, non è un film ma un ristorante con una trama gustosa

Studio Associato MSC - Treviso

Rocco e i suoi fratelli RapalloNei giorni di ponte e nei fine settimana molti brianzoli corrono verso mare della Liguria, e in particolare arrivano nel Golfo del Tigullio, dove si possono ammirare scorci davvero unici. Ci sta quindi un consiglio enogastronomico da Fuori Brianza. Una nostra indicazione che nasce da prova… provata, abbondantemente superata, senza nulla togliere ad altri.

Se volete degustare dei buoni piatti di pesce dovete fare un saltino a Rapallo in vico Saline, praticamente in un angolo sul lungomare dove c’è Rocco e i suoi Fratelli. Nulla a che vedere con il film del 1960 diretto da Luchino Visconti e ispirato al romanzo Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori. Non troverete Alain Delon che intepreta Rocco Parondi, il ragazzo lucano, che su iniziativa di sua madre, Rosaria, raggiunge insieme a lei e ai suoi fratelli, Simone, Ciro e Luca, il loro fratello più grande, Vincenzo, emigrato già da qualche tempo a Milano, nella speranza di cambiare vita. Qui i fratelli non sono lucani, bensì siciliani doc e si sono trasferiti da tempo in Liguria, pure loro per cambiar vita, e lo hanno fatto in grande stile, con tanta passione e soprattutto gusto, dando sempre valore al senso di ospitalità tipico della gente di Sicilia.

La squadra vincente di Rocco e i Suoi Fratelli ristorante di Rapallo

La squadra vincente di Rocco e i Suoi Fratelli ristorante di Rapallo

“Alcune storie partono da lontano, la nostra è una di quelle. Correva l’anno 1885 quando la nostra famiglia apre la prima “Taverna con ristorante e camere” sulla strada maestra che collega ancora oggi Trapani a Palermo. Da allora non abbiamo mai smesso di cucinare” si legge nella sintetica storia pubblicata nel sito del locale.

Rocco e i suoi Fratelli è un accogliente ristorante di matrice sicula (i titolari come dicevamo sono tutti provenienti dalla Trinacria) con ovvie contaminazioni liguri. Nasce così una cucina raffinata, dai sapori intensi, dove a farla da padrone è il pescato fresco del territorio, ma non manca la carne, il tutto sempre a denominazione di origine controllata. Anche con una carta dei vini interessante e pure con una carta degli oli. Noi, per la cronaca, abbiamo assaggiato un buon Cataratto di Salaparuta.

Il primo chef è Rocco Costanzo, vero mattatore tra i fornelli, accompagnato da Giovanni e Davide Longo. Lo chef grillet è Francesco (…e sulla griglia davvero non si scherza!). Giovanni e Maria Elena Costanzo sono rispettivamente il responsabile di sala e l’addetta all’accoglienza con Sonia, Cristina, Viorika e Michele. Alì è il tutto fare in cucina. Insomma, una squadra ben affiatata per raggiungere un risultato finale complessivamente sorprendente, un emozione sensoriale consigliabile. In un rapporto qualità-prezzo consono alla levatura dei piatti che vengono presentati.

Crudo di pesce con gamberoni del Tigullio

Crudo di pesce con gamberoni del Tigullio

Le pietanze sono tutte preparate al momento. Trattandosi di prodotti di altissima qualità, lo chef di casa si adopera affinché la loro freschezza venga conservata fino infondo per garantirne il gusto originale. E per quanto assaggiato ci è riuscito appieno.

“L’arte dei cuochi sta nel dare valore alle materie prime, poi applica la sua interpretazione nell’amalgamare gli ingredienti e far nascere i piatti oggi come ieri ci sono cuochi interpreti e cuochi creatori di nuovi piatti e stili, entrambi originati dall’esperienze passate arrivate a noi di madre in figlia da chef a cuochi divenuti poi chef” scrive nella presentazione Rocco, così la matrice del locale.

Grigliata mista con spada, tonno, polipo, gamberoni, scampi

Grigliata mista con spada, tonno, polipo, gamberoni, scampi

Ed eccoci ad alcuni dei piatti dai noi degustati. Nell’antipasto: polpo alla papà con arance sedano pomodorino purè di patate al finocchietto; involtini di melanzane alla Siciliana in crosta di ricotta infornata e Ragusano d.o.p.; sarde Beccafico alla Capaciota e la sua salsa, crudo di pesce con gamberi di Santa Margherita. Poi siamo passati ad una mega grigliata mista con tonno, spada, gamberi, gamberoni, scampi, polipo (davvero eccezionale, tanto che quasi bastava solo lo spettacolare profumo quando il piatto è stato servito, sintesi di una cottura perfetta), calamaro ripieno con calamaro alla piastra. Infine, i dolci (sublimi) con la cassata siciliana e una degustazione di granite (i gelsi sono sempre stupendi).

La cassata siciliana

La cassata siciliana con pan di spagna e ricotta

Quasi dimenticavamo il pane sul quale Rocco e i suoi Fratelli hanno una filosofia ben precisa: “Non c’è cibo che regga il paragone con una fetta di pane. Lo prepariamo con cura e pazienza ogni giorno per darvi tutta la fragranza del pane fatto in casa. Non solo pane ma anche focaccia e grissini sempre fragranti. Piccoli dettagli, grandi cose”.

Che dire? Ve lo consigliamo davvero (e non ci hanno pagato per scriverlo… che ci crediate o no). Provate il menù degustazione che vi da la sintesi dei piatti di questo ristorante per molti versi sorprendente.

Carlo Gaeta 

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