
Il percorso di Winexpo si snoda tra Le Osterie di SlowCooking, dove ai prestigiosi vini della Valtellina si accompagnano piatti della tradizione territoriale nostrana, toccando punte espressive nelle degustazioni e negli aperitivi a disposizione nei quattro giorni; un Focus sui Vini della Valtellina porta i giornalisti Giacomo Mojoli, Guida Vini d’Italia Gambero Rosso, e Paolo Camozzi, Guida Slow Wine, a discutere di un terroir dalle grandissime potenzialità così vicino alla realtà locale del Salone.
Anche l’AIS, Associazione Italiana Sommelier, e l’ONAV, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, rinnovano la propria partecipazione alla Mostra, proponendo motivate degustazioni di ispirazione formativa: obiettivo valorizzare tra operatori e giovani la cultura del gusto enologico, un senso naturalmente presente in ciascuno ma affinabile attraverso esercizi e corsi appositi. È a questo principio che si ispirano i due appuntamenti proposti da ONAV nello spazio Forum della Kermesse, il primo dedicato ai prodotti piemontesi più apprezzati, dal titolo “Langhe e Roero a confronto”, il secondo ispirato ad una realtà meno conosciuta ma non meno importante, quella dei vini dei Colli Tortonesi.
Sono numerosissimi gli espositori coinvolti dall’iniziativa, provenienti da tutta Italia e dagli altri Paesi produttori europei, pronti a mettere in mostra le proprie eccellenze nei padiglioni di Ristorexpo. Tutte realtà di livello ben conosciute nei territori di riferimento, tra cui sembra doveroso citare le piemontesi Sottimano e Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy (rappresentate entrambe da Casartelli), che con i propri prodotti d’eccellenza hanno raggiunto la top 50 nella quarta edizione del BIWA, il Best Italian Wine Award. I loro Currà Barbaresco DOCG 2011 e Camp Gros Martinega Barbaresco DOCG 2010 hanno incantato e stupito la giuria, riempiendo i sensi e recando aromi di terre da sempre segnate dalle radici dei tralci.
Ristorexpo si avvale anche di alcune collaborazioni importanti per dare risalto al mondo dei drink, composito e variegato, durante i quattro giorni intitolati all’Anarchia Enogastronomica.
La Campary Academy propone un programma altamente qualificato incentrato sul mondo del bartending e del bar management, rivolgendosi sia ai professionisti che agli appassionati del settore. Lo scopo è mostrare gli strumenti migliori per conoscere, apprendere e sperimentare il “bere bene” filtrato attraverso la lente rossa propria del famoso bitter.
A dare un tocco di ufficialità interviene poi Abi professional, l’associazione dei barmen italiani, che attraverso i suoi Master svela i segreti di tre dei più utilizzati ingredienti nei cocktail di tutto il mondo; gin, rum e whisky vengono approfonditi nei loro tratti distintivi attraverso un’analisi delle qualità organolettiche e dei possibili accostamenti, senza dimenticarne la storia e la tradizione.
E se di storia si parla, non si può non citare la lezione di Luca Picchi, il famoso bartender del Caffè Rivoire a Firenze. Da sempre appassionato di Negroni, negli anni ha raccolto tutto ciò che con il blasonato cocktail ha a che fare, dalle diverse ricette alla vicenda delle sue oscure origini. A Ristorexpo esibisce la propria esperienza in due diversi appuntamenti, una Masterclass sulle sue sperimentazioni a base di Negroni e una presentazione della sua ultima fatica, il libro “Negroni cocktail”, in cui ripercorre le orme del poco conosciuto Conte Camillo Negroni.
A chiudere l’indagine sul “Caso Cocktail” interviene il Botanical Club di Milano, la prima microdistilleria di gin nostrana abbinata ad un bistrot di cucina raffinata e ricercata. La Scuola di Cucina che lo vede protagonista si prepara a stupire con i suoi blend originali e con l’esperienza fermentata in un alambicco di 150 litri, protagonista indiscusso del locale milanese.



