Com’erano i giardini della Reggia di Monza ai tempi in cui l’architetto Piermarini la costruì? Per la prima volta un libro e un dvd con ricostruzione in 3D svelano come doveva essere lo spazio verde disegnato intorno alla Villa all’epoca dei primi abitanti, Ferdinando d’Asburgo e Beatrice d’Este. Si è finora creduto che Giuseppe Piermarini realizzò a Monza i primi giardini all’inglese. Gli studi recentemente condotti dagli autori di una interessante pubblicazione, confrontando mappe, disegni, registri di cassa e diari, hanno invece messo in luce una storia molto diversa.
Gli indizi c’erano già e sono nell’acquerello dell’Albertolli che ritrae Eugenio di Beauharnais e una maestosa scalinata sul fondo, due quadri di Martin Knoller apparsi ad un’asta di Christie’s solo nel 1998 con una veduta inusuale dei giardini della Reggia di Monza. Solo ora c’è la conferma che quei giardini sono realmente esistiti, Piermarini, fin dai primi mesi di cantiere della Villa, aveva previsto di realizzare per l’Arciduca Ferdinando, una piccola Versailles con parterre fioriti, vasi d’agrumi, un labirinto, il roccolo e un giardino lunare.

La scoperta affascinante ha portato alla realizzazione del volume e del Dvd che per la prima volta racconta e visualizza i giardini di Piermarini, di cui non è rimasta quasi più traccia dopo l’intervento del Canonica.

“I giardini arciducali di Monza” ( AAVV. I Giardini Arciducali di Monza, pp.290, ed Il Libraccio, euro 53)



