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A quarant’anni dalla scomparsa di quello che viene definito “Il Maestro del Colore”

Studio Associato MSC - Treviso

PROROGATA SINO A FINE MARZO LA MOSTRA ANTOLOGICA DEL GRANDE PITTORE MONZESE LEONARDO SPREAFICO A CINISELLO BALSAMO.

A Cinisello Balsamo, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita e dove è sepolto con la sua compagna, la pittrice Ada Rusconi, il grande Leonardo Spreafico rivive grazie ad un’interessantissima mostra antologica di suoi dipinti, organizzata dagli eredi presso lo spazio espositivo ‘Rusconi Spreafico Expo’ di via XXV Aprile 15, a Cinisello Balsamo. Inaugurata prima di Natale dal professor Pier Franco Bertazzini con una brillante presentazione, la rassegna, visto il grande successo di critica e di pubblico, è stata prorogata almeno sino a fine marzo.
Una mostra delle opere di Spreafico a cavallo tra il vecchio ed il nuovo anno è diventata ormai una tradizione, visto che negli ultimi tre anni a dicembre, in tre località diverse, si sono inaugurate  altrettante esposizioni del pittore. Prima  alla Galleria Civica di Monza, su iniziativa dell’Assessorato alla cultura del comune monzese, poi, lo scorso anno, all’Antico Castello sul Mare di Rapallo, sotto l’egida dell’Amministrazione Comunale della cittadina ligure ed ora, grazie all’amore ed alla dedizione dei suoi parenti rimasti, nella galleria di proprietà nella via principale di Cinisello Balsamo.

‘’Artista lombardo dalla forte personalità, definito ‘Maestro del colore’, che, grazie al suo stile inimitabile, coniugato con l’irrinunciabile amore ed enfatizzazione per i colori, rende le proprie opere altamente originali ed appassionanti, piene di luminosità, di energia e romanticismo’’. Così aveva definito Leonardo Spreafico il Vice Sindaco ed Assessore alla Cultura di Rapallo Paola Tassara, intervenendo di persona, al fianco dell’immancabile professor Pier Franco Bertazzini, all’inaugurazione della mostra sul mare.

‘’Un artista monzese che ha incantato il mondo – racconta ora proprio Bertazzini – e che ho avuto modo di conoscere bene a Lissone nel 1939, nel corso di una personale offertagli dalla locale ‘Famiglia Artistica’ e successivamente negli anni nelle varie gallerie e nelle manifestazioni culturali. Si finì per conoscersi veramente a fondo e si crearono così vincoli di affettuosa cordialità. Conobbi anche la sua affezionata compagna, Ada Rusconi, una brava pittrice. Fu proprio lei a chiedermi di presentare Leonardo nel dicembre 1971 nell’ultima mostra che tenne a Monza , alla galleria Tremisse e, poi, in una postuma antologica, sempre nel capoluogo brianzolo, nel 1979 alla galleria d’arte Le Pleiadi, presso il Ponte dei Leoni. Leonardo Spreafico era un buono ed un generoso, severo con se stesso, comprensivo con gli altri, colto, signorile e distinto, dall’apparenza piuttosto riservato, ma anche capace di sciogliersi e di farsi gioviale. Pittore prima di meravigliose figure e di volti che incantano, creò, poi, fiori, boschi, giardini, foglie, piante, erbe, nature morte, ritmi cromatici, forme naturali allusive, grovigli di colore. Opere di Spreafico – conclude il professore – sono in gallerie e collezioni private d’Europa e d’America’’.

A Monza il ‘Maestro del colore’ nacque il 5 novembre del 1907 e nella sua città natale trascorse l’infanzia e l’adolescenza. Nel 1926 si iscrisse ai corsi locali dell’I,S,I,A, dove, negli anni Quaranta, dopo il diploma conseguito all’Accademia di Brera nel 1935 e parecchie esperienze negli Stati Uniti d’America ed in diverse città europee, tornò come docente in molte discipline artistiche. Da segnalare nel 1937 la sua opera ‘Mezza figura’, ora di proprietà di un ingegnere lissonese, figlio di un celebre maestro d’arte, premiata con medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi, nel 1942 il quadro ‘La modella triste’, acquistato dal Ministero per la Galleria d’Arte Moderna di Roma e nel 1948 la presenza alla Biennale di Venezia con ‘Barche in porto’. Gli anni della maturità, dopo la realizzazione anche di opere pubbliche e religiose, vetrate artistiche, pale d’altare e pitture murali, lo videro spostarsi in molte città italiane ed europee per presenziare a mostre con le sue opere, sempre meno orientate ai paesaggi lineari, a tinte contenute e poco luminose e  sempre più proiettate all’esplosione del colore, con minor rispetto del disegno e della figura, come per le ‘Venezie’, i ‘fiori’, i ‘paesaggi montani’,  gli ‘Arlecchino’ e le ‘nature morte’. In quest’ultima fase spiccano, buttati sulla tela ad intense  pennellate, il blu, il giallo, i verdi ed i rosa, con l’immancabile rosso, sempre ‘giocato’ in modo deciso e sovrastante.

Morì, sessantasettenne,  di morte improvvisa, nel dicembre 1974, anno ancora di fervida attività artistica ed espositiva, caratterizzata dal suo viaggio e soggiorno in Olanda per ristudiare Rembrandt.

Nella sua intensa, seppur non lunghissima vita, ebbe modo di conoscere e collaborare con pittori del calibro di Sironi, Martini, De Grada, Carrà e Guttuso.

A Cinisello Balsamo i quadri esposti sono in vendita, con quotazioni a partire da circa tremila euro per le opere ad olio di piccolo formato.

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