Arte e Cultura

Pina Sacconaghi, Monza racconta la sua pittrice in una mostra

Studio Associato MSC - Treviso

Pina Sacconaghi all'opera - Courtesy of MEMB Monza

Pina Sacconaghi all’opera – Courtesy of MEMB Monza

Lunedì 6 giugno sarà inaugurata la mostra “PINA SACCONAGHI. La vita e le opere di una artista monzese”, a cura del MEMB di Monza (Museo Etnologico Monza e Brianza) e articolata in due sezioni, esposte in luoghi diversi.

La prima sezione, ospitata dal Mulino Colombo, consiste nell’esposizione dei documenti fotografici, epistolari, archivistici che riguardano una delle fondatrici del Museo Etnologico Monza e Brianza. A completamento, inoltre, sono esposti abiti, giocattoli e tessuti relativi alla Famiglia Sacconaghi.

La seconda sezione, allestita nella Sala del Camino dell’Oasi San Gerardo, presenta invece una selezione delle oltre 100 opere grafiche che la pittrice donò al Museo.

A dominare qui la scena: disegni, incisioni, acquarelli, pastelli che illustrano i principali temi della pittrice monzese: fiori, paesaggi e figure.

La Mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 30 giugno.

Pina Sacconaghi (Monza, 1906 – Renate 1994) può essere annoverata tra le grandi pittrici lombarde, stimolata all’arte fin da giovane grazie alla positiva influenza della madre, Cesarina Levati, allieva di Paolo BorsaNel 1924 la troviamo a studiare presso la prestigiosa Accademia di Brera, dove è allieva di Camilla Rapetti, Campestrini, Cattaneo e Fei. Ai corsi di decorazione è allieva di Giuseppe Palanti e dell’incisore Guidi. Frequenta anche i corsi dell’Accademia Internazionale d’Arte a Salisburgo, fondata da Oskar Kokoscha, riuscendo a conseguire premi.

Monza, sua città natale, nel giugno 2001 le ha dedicato la mostra retrospettiva “L’incanto della natura” negli importanti spazi espositivi del Serrone della Villa Reale.

Elizabeth Gaeta

I primi segnali di vita dell’Associazione risalgono al lontano 1976, quando la nota pittrice monzese Pina Sacconaghi mi espresse il desiderio di lasciare una testimonianza di quanto possedeva in oggetti e documenti, non avendo eredi diretti. Insieme pensammo ad un Ente che potesse conservare quanto da lei posseduto, e seguirono molte ricerche per una appropriata destinazione. La soluzione affiorò in modo imprevisto: uscendo da un importante Museo di Milano, che aveva appena rifiutato la nostra proposta di donazione, decidemmo che quei preziosi materiali non sarebbero usciti dalla nostra città: Monza e la Brianza avrebbero avuto un museo per ospitarli.
Qualche giorno dopo, nel corso di una riunione del Soroptimist Club di Monza, il gruppo dei primi volonterosi venne ampliato e si arrivò a concretizzare un progetto dinamico e capace di incidere sulla realtà sociale in cui si trovavano persone professionalmente impegnate in diversi campi; a queste si aggiunsero poi rapidamente altre personalità. Il primo gruppo di Soci fondatori era composto da undici membri, e tale è anche l’attuale consistenza del Consiglio Direttivo, formato da undici persone con professionalità diverse così da avere una specializzazione in tutti i campi.

Nel novembre del 1978 l’Associazione Museo Etnologico Monza e Brianza divenne una realtà, concretizzandosi con un atto notarile, e dando vita alla prima associazione nella regione a concepire la volontà di allargare la prospettiva di un Museo del Territorio.
Lo stretto legame con il territorio divenne quindi un aspetto strategico del Museo, in quanto il rapporto fra uomo, storia, ambiente e lavoro si esprime come una delle caratteristiche peculiari della tipicità della Brianza, e costituisce un elemento significativo di promozione.
In un primo tempo l’Associazione venne ospitata in un ufficio e in alcuni locali di deposito presso la Concessionaria FIAT di corso Milano a Monza, ma ben presto, saturato questo spazio, abbiamo avuto la possibilità di sistemare i nostri uffici in alcuni locali posti al secondo piano del corpo sopra il Teatrino della Villa Reale, con spazi anche per il deposito dei materiali.
Negli anni Novanta, per un felice momento di incontri intrecciati, si ebbe la possibilità di conoscere i proprietari del “Mulino Colombo”, e di stabilire con loro un rapporto amichevole e proficuo che portò per diretto interessamento del MEMB alla donazione al Comune di Monza di due locali al piano terra adibiti a oleificio. Il Comune provvide al restauro, e nel 1996 propose al MEMB una Convenzione che prevedeva l’utilizzo del Mulino Colombo come spazio per mostre e manifestazioni. Da quel momento si unì anche la volontà di approfondire con pubblicazioni e studi il territorio attraversato dal Lambro con i suoi innumerevoli edifici di archeologia industriale e con il suo grande impatto paesaggistico e naturale.
Al continuo lavoro di raccolta, catalogazione e ricerca, si è affiancata l’organizzazione di mostre, alcune in Villa Reale e all’Arengario, la maggior parte al Mulino Colombo: mostre con oggetti e materiali di nostra proprietà, mostre nate per un doveroso omaggio ai Donatori, ma sopratutto per approfondire quei temi relativi alla storia del nostro territorio.
Quando, al primo e piccolo spazio espositivo già aperto al pubblico, farà seguito lo spazio promesso dall’Amministrazione Comunale come sede principale del Museo, sarà finalmente possibile realizzare l’idea di Museo: un organizzazione aperta, vivace e attiva, con spazi per riunioni e conferenze, per la didattica, per il marketing culturale e per spazi di ritrovo e di ristoro. Un luogo di attrazione al quartiere Cederna e un punto di riferimento per tutta la Brianza. 

Anna Sorteni – Presidente del MEMB

 

 

Pina Sacconaghi.Vita e opere di un'artista monzese

PINA SACCONAGHI. La vita e le opere di una artista monzese”

Dal 6 al 30 giugno 2016

Inaugurazione: lunedì 6 Giugno 2016

ore 18.00
MULINO COLOMBO – vicolo Scuole 11, Monza
ore 19.00
OASI SAN GERARDO – Sala del Camino, via Gerardo dei Tintori 18, Monza

Ingresso libero

Apertura straordinaria “Letture ragazzi”, lunedì 6 giugno 2016, dalle 21 alle 23

Giorni ed orari apertura
Mulino Colombo – martedì e giovedì 9-12; mercoledì, sabato e domenica 16-19; lunedì e venerdì chiuso
Oasi San Gerardo –  da lunedì a venerdì orario d’ufficio

Per info

www.memb. it

museo@memb.it

T. 039.2304400

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