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Nuovi limiti sulla SS36 Valassina, presto la mattanza delle multe con gli autovelox

Studio Associato MSC - Treviso

Valassina SS36Da oggi, 1° agosto, su tutta la Valassina sono in vigore i nuovi limiti di velocità, da Cinisello Balsamo fino al Trivio di Fuentes dopo Colico. Su quella che dovrebbe essere una Superstrada vige ora l’obbligo dei 90 orari, con tratti a 70 all’ora e pure qualche tratto dove la velocità massima consentita scende a 50. Ad onor del vero, viste le pessime condizioni complessive dell’arteria, tra le più trafficate e incidentate d’Europa, la velocità massima dovrebbe essere tra i 20 e i 30 Km/h al massimo, per permettere il salto della buca, la gimkana tra gli avvallamenti, il zigo-zago tra le pozzanghere che si formano con la pioggia anche in galleria, la visione di segnali stradali coperti da fogliame, indicazioni spesso messe alla Carlona (tanto per citare il nome di chi scrive), e pure la “centratura” delle uscite e nei vari ingressi, alcuni dei quali metterebbero a dura prova anche i riflessi del miglior pilota di F1. Va detto che ultimamente qualcosa è migliorato perché sono stati portati a termine numerosi lavori di manutenzione del manto stradale, in particolare nella corsia più a destra, e anche di sostituzione di molti guardrail incidentati.

Sulla SS36 non si mette a posto quasi niente per mancanza di denari ma si emette una bella ordinanza, penalizzante per gli automobilisti, la numero 226, spedita pochi giorni fa per conoscenza ai Sindaci dei Comuni interessati dalla società che gestisce la Valassina sulla quale le auto adesso possono viaggiare ad un massimo di 90 chilometri orari. Confermato, come previsto dal codice della strada, il limite dei 70 km/h per i mezzi pesanti sopra le 35 tonnellate.

Onestamente, ci pare proprio la solita, italica presa per i fondelli, condita di sana italica ipocrisia.

A prendere la contestata decisione l’ANAS che gestisce l’arteria, che non avrebbe informato per tempo manco la Polstrada che comunque, neanche a dirlo, accetta di buon grado questa decisione, che, nelle intenzioni, dovrebbe servire a diminuire il numero degli incidenti. Con i tempi che corrono, il provvedimento serve soprattutto a pararsi le terga e a fare cassa, perché di automobilisti “polli” che andranno a 95 all’ora (5% è la tolleranza consentita per legge) ne beccheranno a tonnellate, come i tonni in mattanza.

L’ulteriore riduzione dei limiti di velocità appare davvero penalizzante perché in alcuni tratti già il limite fissato a 100 era già difficilmente rispettabile. Ad esempio, viene fatto rilevare da più parti, come il tratto in discesa all’altezza dei distributori di Mandello del Lario, dove, anche lasciando la marcia in folle, si è costretti a frenare per non superare il limite imposto a 70 chilometri orari.

In totale su 88 km di Superstrada, meglio dire Extraurbana principale secondo la definizione ANAS (figuriamoci quelle non principali), i 90 all’ora si possono tenere per meno di 65 km, circa 20 sono a 70 all’ora.

Le domande a questo punto potrebbero essere decine. Ne sovvengono alcune immediate, tanto per comprendere certe logiche: se una moderna autovettura, dotata di sistemi di sicurezza di ultima generazione, è costretta ai 90 all’ora al massimo, bastano 20 km orari in meno per garantire la sicurezza e gli spazi di frenata di un mezzo pesante?

Analogo discorso vale anche nella logica comparazione tecnica tra una vettura di moderna concezione e una immatricolata oltre dieci anni fa. E, per carità, evitiamo le solite becere accuse di classismo, perché la classe sociale non c’entra nel discorso che stiamo affrontando, stiamo parlando di sicurezza reale e non percepita. Se una Panda del 2000 si schianta contro un guardrail a 90 all’ora, i danni per il conducente saranno certamente letali; più facile portare a casa la pelle con una vettura moderna dotata di controlli della stabilità, della frenata, della trazione, con airbag ecc. Quindi quella Panda, per viaggiare più o meno sicura non dovrebbe superare i 60/70 orari, nel rispetto della comparazione a cui facevamo cenno.

Chi controlla lo stato di usura degli automezzi, dalle gomme ai freni, alla revisione, con fari ecc…? Chi verifica l’obbligo di gomme invernali nelle province ai piedi delle Prealpi? Fa più danno procedere sulla superstrada a 100 all’ora o girare con gomme alle tele o estive sull’asfalto ghiacciato?

Per farla breve, andrebbero seriamente adottate, non solo sulla SS36, norme in grado di assicurare a tutti una percorrenza sicura secondo parametri riferiti al mezzo sul quale si viaggia e alla strada, garantendo però gli standard viabilistici di una superstrada di livello europeo.

E’ più facile invece predisporre una serie di autovelox, che diventano come reti per i poveri automobilisti tonni, mattati da multe in quantità. Per aver “drammaticamente” superato i fatidici limiti imposti da una discutibile e penalizzante normativa.

Nelle prossime settimane infatti arriveranno anche quattro colonnine fisse autovelox che rileveranno la velocità delle auto in transito: saranno visibili e segnalate agli automobilisti in modo che sia molto forte l’elemento deterrente oltre a quello sanzionatorio per chi non rispetterà i limiti. Oltre a questi controlli, proseguiranno quelli con gli autovelox mobili che vengono effettuati saltuariamente dalla Polizia stradale.

«Questi provvedimenti sono stati assunti esclusivamente in funzione delle nuove norme del Codice della Strada e della sicurezza degli utenti dell’arteria. In alcuni tratti, anche caratterizzati da molte curve – ha spiegato l’ingegner Ferrara ai colleghi de La Provincia di Como –, è stata riscontrata l’assenza della banchina, il margine laterale della carreggiata. Nella parte a sud sono già in corso lavori di rifacimento della pavimentazione e di adeguamento della sede stradale: lì i limiti, provvisoriamente abbassati a 70/80 km/h, verranno man mano alzati a 90 km/h o a 100/110 km/h dove possibile. Una volta conclusa questa fase ci si concentrerà sulle banchine». Sperem!.

Carlo Gaeta

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