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Museo della Collegiata a Castiglione Olona

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Castiglione Olona la CollegiataFra i siti più ricchi di storia, di antichità, di cultura, facenti parte di un patrimonio capace di raccontare il passato, vi è Castiglione Olona, Comune del Varesotto ad ovest della Brianza. Grazie alla sensibilità dell’intera comunità in questi ultimi anni sta conoscendo un momento di “grazia” il locale Museo della Collegiata.

Venerdì 16 ottobre, per dare risposte alle curiosità, alle richieste delle persone che in qualche modo sono interessate o coinvolte nella ricerca di cosa ci sia dietro un restauro, la restauratrice Lucia Miazzo, esperta di oreficeria, che insegna tra l’altro al prestigioso Centro Conservazione e Restauro di Venaria Reale, ha guidato il pubblico in un affascinate viaggio nel mondo del restauro degli oggetti di arte applicata, attraverso i recenti lavori svolti per il museo castiglionese.

In particolare la Miazzo ha presentato le scoperte che hanno accompagnato il restauro di 5 opere d’arte con diverse sorprese .  “Non si è trattato solo di una nuova, importante tappa nel percorso di conservazione e di valorizzazione dell’importante collezione di opere mobili del Museo, che era cominciato con i grandi corali quattrocenteschi di canto ambrosiano – spiega la conservatrice Federica Armiraglioma anche di un’esplorazione affascinante tra tecnologia e creatività, che merita di essere condivisa”.

Dal forziere quattrocentesco, con il suo sistema di serrature al calice in argento il cui piede è folto di personaggi; dalla singolare navicella al raffinato ostensorio, alla star della serata, la lipsanoteca in avorio, che ha rivelato un contenuto di eccezionale rilievo.

“Un restauro è sempre un’opportunità per conoscere meglio le opere, che spesso serbano un volto inatteso – racconta Lucia Miazzo – e l’esperienza del restauro è sempre unica ed entusiasmante. Ma con le opere di Castiglione lo è stata in modo particolare, perché ha richiesto quell’inventiva che rende questo ancora poco conosciuto mestiere un vero piacere”.  

A narrare le scoperte della Lipsanoteca anche il giovane paleografo Marco Zocco Ramazzo, che ha decifrato i cartigli trovati all’interno del cofanetto trasformato in portareliquie, al momento della sua apertura.  Il restauro delle cinque opere, che era una necessità dal punto di vista conservativo, ha permesso anche di valorizzarne i dettagli, seguendo il filo rosso che ha guidato l’allestimento delle nuove sale museali aperte nel 2013 e dedicate proprio alle opere mobili. In conclusione di serata sarà possibile visitare in via eccezionale le sale e ammirare dal vivo le novità dei restauri.

“Siamo davvero soddisfatti dei risultati ottenuti – dichiara il direttore del museo Dario Poretticonfidiamo nella generosità di sponsor privati che ci permetta di poter proseguire nel recupero e restauro di altre opere. Fra queste l’importante tavoletta con l’Annunciazione assegnata al pittore rinascimentale fiorentino Apollonio di Giovanni, il velo rinvenuto sul volto del cardinale Branda Castiglioni nel 1935, durante la ricognizione del sarcofago”.

Pierfranco Redaelli

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