
Si tratta di una produzione de Il Dialogo e dell’Associazione Amici de Il Dialogo. Il progetto è sostenuto da Camera Commercio di Monza e Brianza, Caritas Decanato di Monza, Consorzio Exit – Cooperativa Sociale 2000, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Onlus ed ha il patrocinio del Comune di Monza.
La Casa Circondariale di Monza, costruita a partire dal 1987 e consegnata nel 1992, si trova in via Alessandro Sanquirico, dalle parti di via Enrico Fermi (viale delle Industrie in zona San Rocco). La capienza regolamentare è di 406 posti, mentre quella dichiarata tollerabile è di 730. In realtà, al netto delle sezioni inagibili, i posti risultano essere 364. Il tasso di affollamento, calcolato considerando solo le sezioni agibili è dunque del 186%.
La progettazione iniziale era stata fatta pensando a celle singole, ben presto raddoppiate. In anni più recenti, per gestire il gravissimo sovraffollamento, l’amministrazione carceraria ha deciso di aggiungere brande pieghevoli per ospitare tre ed a volte più detenuti per cella. Esternamente lo stabile mostra segni di usura piuttosto evidenti. I problemi strutturali, già presenti sulla facciata, si stanno verificando anche all’interno. Considerando che ha solamente poco più di vent’anni, la struttura risulta essere complessivamente in non buone condizioni.
Tutte le celle sono dotate di bagno, con wc e lavabo, in un piccolo locale separato, dotato solo di acqua fredda. Le docce sono comuni, in sezione. In quelle di ‘media sicurezza’ le celle ospitano 3 detenuti cadauna ed ogni sezione dispone di due sale di “socialità”, utilizzate per un’ora e mezza al giorno, dalle 16.30 alle 18. I detenuti sono ammessi a 4 ore d’aria al giorno, con un prolungamento di sessanta minuti, fino alle 16, nel periodo estivo. Mediamente a Monza sono presenti 670 carcerati, dei quali 300 stranieri, con 22 collaboratori di giustizia.
Per informazioni sul documentario, che sarà proiettato con libero accesso a tutti, contattare www.ildialogodimonza.it
E.M.


