
Hanno, infatti, già dato la loro adesione: Paolo Maldini, Rino Gattuso, Maurizio Ganz, Lino Golin, Giovanni Lodetti, Fabio Cudicini, Karl Heinz Schnellinger, Nevio Scala, Saul Malatrasi, Roberto Biasiolo e Paolo Monelli. Tanti altri si aggiungeranno nelle prossime ore.
Angelo Anquilletti, passato alla storia, oltre che per le sue sempre generose prestazioni sportive, per la celebre frase ‘…..e alla fine, a marcare il più forte, tocca sempre a me!’, era nato a San Donato Milanese il 25 aprile del 1943. Nel suo palmares figurano un Campionato Europeo Nazioni, uno scudetto, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e due Coppe delle Coppe.
Cresciuto nella Solbiatese in Serie D, nella stagione 1964-1965 il coriaceo marcatore passa all’Atalanta, che milita nella massima serie ed Il 15 novembre 1964, a 21 anni, esordisce in Serie A in Cagliari-Atalanta, partita vinta dagli orobici per 1-0. A Bergamo rimane a disputare due campionati.
Nel 1966, a 23 anni, Anquilletti viene trasferito al Milan, dove rimane, vestendo la mitica maglia numero 2, per ben 11 stagioni, fino al 1977, totalizzando 418 presenze. Con i rossoneri Anquilletti vince uno scudetto, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e due Coppe delle Coppe (1968 e 1973).
Il granitico giocatore lombardo fece, anche, parte della ‘rosa’ che si aggiudicò il Campionato europeo di calcio 1968 a Roma, pur non disputando alcuna gara. Il suo debutto avvenne in occasione di una tournée in Messico, effettuata nel gennaio del 1969, in vista del Campionato mondiale di calcio 1970. Due incontri con la nazionale messicana che lo videro entrambe le volte in campo, le uniche sue presenze in azzurro. Per il resto si trovò, praticamente per tutta la carriera, ‘chiuso’ in nazionale dalla presenza di Tarcisio Burgnich, sempre impiegato nel suo stesso ruolo.
Il celebre ‘Anguilla’ concluse la sua carriera agonistica, all’età di 36 anni, al Monza, in serie B, con due dignitose stagioni dal 1977 al 1979, totalizzando 41 presenze ed indossando anche la fascia di capitano.
Enzo Mauri

