
Terruzzi, laureato nel 1982 in Lettere e Filosofia, ha mosso i suoi primi passi nel giornalismo sportivo giovanissimo nella seconda metà degli anni Settanta; è stato poi in un’agenzia giornalistica con Beppe Viola e capo della redazione del programma Matrix, diretto da Enrico Mentana, prima di essere vice-direttore della testata Sport Mediaset e responsabile della rubrica ‘Motori’, come inviato ed editorialista, nonché collaboratore di diverse testate tra le quali il Corriere della Sera. Giorgio collabora da tempo ai testi di Claudio Bisio e di Diego Abatantuono ed ha scritto testi per il teatro, per la pubblicità e per il cinema e la TV. Nel 2012 ha realizzato il documentario dal titolo ‘All Bec’, premiato all’International Sport Film Festival.
La presentazione del nuovo lavoro di Giorgio Terruzzi “Grazie Valentino” diventa ghiotta occasione per ascoltare le previsioni di un esperto su quella che, prevedibilmente, sarà la corsa più combattuta e drammatica degli ultimi tempi per il protagonista del libro, Valentino Rossi, alla ricerca del decimo titolo mondiale.
La speranza di tutti è che domenica, sulla linea di partenza, la brutta parentesi di Sepang, culminata con il duello ravvicinato tra il campione del mondo in carica Marquez e Vale46, con l’intromissione del compagno di squadra Jorge Lorenzo, antagonista diretto per il titolo 2015, possa essere dimenticata e si possa assistere ad una sfida leale, corretta e spettacolare, senza incidenti e strascichi polemici.
Tornando al libro, edito da Rizzoli, 192 pagine, al costo di copertina di 12 euro, ci piace riportare il commento dell’autore, posto sul sito della Casa editrice.

Il suo libro ‘Suite 200 – l’ultima notte di Ayrton Senna’’, uscito nell’aprile 2014, ha vinto nel 2015, per la seconda volta, il premio Bancarella Sport.
A noi brianzoli piace ricordare anche l’opera ‘Il bello del gas’ con Marco Pastonesi, simpatico siparietto di vita vissuta a Monza, tra campioni e semplici ‘smanettoni’, con sullo sfondo il mitico ‘Bar di stupid’ e la storia di due fratelli che, anche se non menzionati espressamente tra le pagine, tutti hanno identificato in Tino e Vittorio Brambilla.
Enzo Mauri

