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Milano, Il duo artistico Brandi-Vogel sorprende con “Buon anno ragazzi”

Studio Associato MSC - Treviso

"Buon anno ragazzi" di Francesco Brandi e Raphael Tobia Volger - foto di Elizabeth Gaeta

“Buon anno ragazzi” di Francesco Brandi e Raphael Tobia Volger – foto di Elizabeth Gaeta

Fino al 1 giugno 2017 al Teatro Franco Parenti di Via Pier Lombardo a Milano, va in scena Buon anno, ragazzi, una nuova perla, frutto del sodalizio ormai vincente, tra la penna di Francesco Brandi e l’immaginario creativo del regista Raphael Tobia Vogel.

Sul palco lo stesso Brandi, accompagnato da Sebastiano Bottari, Miro Landoni, Daniela Piperno e Camilla Semino Favro, in una produzione del Teatro Franco Parenti.
Una scenografia semplice ma efficace. Un unico gigantesco tappeto peloso appeso alle spalle del palco divide lo spazio, simulando la parete di una casa e, steso, scende fino a costituire il pavimento di una stanza. La morbida parete mette in mostra uno squarcio, un taglio vivo verticale, un’apertura che sembra quasi alludere al sesso femminile e che rappresenta il particolare accesso a un’altra stanza, mai visibile durante lo spettacolo, dalla quale emerge sempre una luce rossastra. Una stanza attraversata più volte dagli attori durante lo spettacolo. A completare la scena un semplice tavolo pieno di libri, un piccolo divano a due posti, una vaschetta per pesci e un immaginario balconcino.

Lo spettatore si trova così catapultato nel modesto appartamento di Giacomo, precario professore di filosofia e scrittore inconcludente, separato e padre di una bambina di quasi 3 anni.
E’ capodanno e Giacomo si impone di proseguire il suo benedetto libro. Pensa quindi di restare in casa solo, fatta eccezione per la compagnia della sua piccola che dorme indisturbata nella stanza dalla luce rossa.

Ma, uno dopo l’altro, i suoi affetti più cari, dall’amico all’ex moglie, fino ai suoi genitori, irrompono in casa sua, senza bisogno di tanti preamboli, piovendogli addosso con parole, discorsi, nevrosi, paure e problemi.
E lui, Giacomo, un uomo che ha fatto delle sue piccole nevrosi, ossessioni e abitudini, un bottino di sicurezze e certezze utili per sopperire a più profonde mancanze, si ritrova così sbalzato e senza possibilità di fuga, tra i moti burrascosi dei suoi rapporti, come una barchetta in mezzo a una tempesta di onde anomale. Un’intera flotta in mare che rischierà la deriva emotiva ma che, questo è certo, non avrà lottato per nulla.
Le luci, sapientemente distribuite, sottolineano gli attimi più significativi e, attraverso il loro crescere e cambiare intensità e colore, aggiungono forte simbolismo alla scena.

Francesco Brandi e Sebastiano Bottari in "Buon anno ragazzi" di Francesco Brandi e Raphael Tobia Volger - foto di Elizabeth Gaeta

Francesco Brandi e Sebastiano Bottari in “Buon anno ragazzi” di Francesco Brandi e Raphael Tobia Volger – foto di Elizabeth Gaeta

I temi chiave sono molteplici, come molteplici sono gli specchi per il pubblico, perché Brandi ha la grande capacità di gettare luce sui pozzi profondi dell’umanità, quelli in cui quotidianamente e segretamente gli uomini scaricano a secchiate acqua sporca, convinti di non esser visti. E lo fa con leggerezza e una buona dose di grottesco umorismo. E Vogel, dal canto suo, sembra proprio saper dar vita in modo perfetto alle sue parole.

C’è l’incapacità del dire, dell’esprimere, del fare emergere la verità, quello che davvero si prova, quello che si desidera e di cui si ha più bisogno, quello che manca. C’è la paura di esser feriti che genera il fraintendimento che, legato al non detto, genera a sua volta veri e propri mostri.
C’è l’estrema difficoltà del saper dire anche il bello alle persone e non solo cosa non sono, cosa sbagliano, in cosa mancano e quanto poco sono.

Quanto facile è trasformare in parole la rabbia piuttosto che l’amore?

Abitudini umane che hanno creato le fondamenta per un’altra incapacità: quella di non sentirsi meritevoli del bene e di non riuscire così ad accoglierlo e, prima ancora, a riconoscerlo.
E ancora c’è la cecità volontaria: il non voler guardare e vedere, il non rendersi conto di puntare ad una stessa direzione con il rischio di farsi guerra durante il cammino, per arrivare poi a capire in extremis e provare a cambiare, proprio come accade in Buon anno ragazzi, solo quando l’irrecuperabile è ormai imminente e il fondo è toccato con tutto il corpo, e in caduta libera.
Uno spettacolo riuscitissimo, capace di far ridere dell’amarezza della vita e dei rapporti umani, segnati da difficoltà che risiedono nei tempi dei tempi.

Un potente invito all’introspezione e all’evoluzione che il vincente duo Brandi-Vogel fa al pubblico, trascinandolo abilmente tra gli stretti cunicoli dei rapporti umani e dell’esistenza stessa.

review di Elizabeth Gaeta

 

TEATRO FRANCO PARENTI 
Via Pier Lombardo, 14  – Milano (MI)
 
Per Info e prenotazioni:
T. 02 59995206
e-mail biglietteria@teatrofrancoparenti.it
http://www.teatrofrancoparenti.it/
Orari Biglietteria:
dal lunedì al sabato
dalle h 10.30 alle h 14.30
e dalle h 16.00 alle h 19.30  – segue botteghino

domenica 
dalle h 12.00 alle h 14.30

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