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Made in Brianza a rischio contraffazione

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Made in Brianza logoLa contraffazione compisce anche il Made in Brianza. Oltre 640mila pezzi contraffatti sono stati sequestrati solo nel 2014 in Provincia di Monza e Brianza, per un valore che supera gli 11,6 milioni di euro. Questi i numeri emersi da un recente studio condotto dall’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. Nella provincia MB, prendendo a riferimento il terzo trimestre 2015, operano 640 imprese artigiane esposte a rischio contraffazione, il 6,2% dell’intero manifatturiero; i settori più fragili sono l’Abbigliamento (con 280 attività) e il Tessile (167). Nel 2014 sono stati effettuati a Monza Brianza 42 sequestri con 6,5 milioni di euro di accessori d’abbigliamento contraffatti e 4,8 milioni di euro in apparecchiature elettroniche.

Al III trimestre 2015 le imprese artigiane lombarde maggiormente esposte alla concorrenza sleale del sommerso sono oltre 168 mila, due terzi delle imprese artigiane presenti nella Regione. Il 22,3% di queste imprese appartengono ai tre settori più colpiti da questo fenomeno: Altri servizi alle persone (12, 5%), Trasporti e magazzinaggio (7%) e Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (2, 8%).
La quota più alta dell’artigianato maggiormente esposto al fenomeno dell’occupazione irregolare viene rilevata a Lodi (72,0%), a Pavia (70,4%) e a Bergamo (68,3%).

Dal 2008 al 2014 in Lombardia sono avvenuti 21 mila sequestri di merce contraffatta, che hanno comportato il ritiro dal territorio di oltre 46 milioni di pezzi, il cui valore è stato stimato attorno ai 751 milioni di euro, l’1,1% del valore aggiunto prodotto dalle imprese manifatturiere lombarde. Il valore delle merci contraffate sequestrate nei sette anni considerati 2008-2014 equivale al fatturato prodotto in un anno da oltre 10 mila addetti in imprese artigiane, il 5,4% degli occupati nell’artigianato manifatturiero.

Il valore stimato per le merci contraffatte sequestrate ha incidenza più elevata sul valore aggiunto prodotto da imprese manifatturiere a Milano (2,3%), a Lecco (0,7%) e a Brescia (0,5%). Sono 9.898 le imprese dell’artigianato lombardo manifatturiero più esposte al fenomeno della contraffazione, l’8,9% di tutte le imprese manifatturiere presenti sul territorio.
Sui 12 territori lombardi le imprese artigiane esposte al fenomeno della contraffazione rappresentano una quota più elevata del manifatturiero a Mantova (19,5%), a Varese (10,4%), a Pavia (10, 2%) e a Como (9,4%).

«Sono molto preoccupato da questo fenomeno criminale che penalizza soprattutto le imprese che investono in ricerca e, forti della propria originalità, accettano la sfida del mercato globale» spiega il Presidente di APA Confartigianato Monza Brianza, Giovanni Barzaghi.

«L’azione repressiva – precisa il Segretario Generale, Paolo Ferrariodeve essere accompagnata da attività di prevenzione e da adeguate iniziative legislative a tutela dell’origine e della qualità dei prodotti. Ma bisogna anche intensificare le campagne d’informazione sui danni provocati dalla contraffazione, sulla difesa della proprietà intellettuale e industriale, sulla tutela del Made in».

A livello provinciale si osserva che l’artigianato esposto alla concorrenza sleale del sommerso si concentra principalmente a Milano, provincia in cui si contano 47.364 imprese esposte al fenomeno, il 28,1% delle 168 mila imprese artigiane esposte a livello regionale, seguita da Brescia con 22.678 imprese, pari al 13,4% del totale, da Bergamo con 21.691 imprese pari al 12,9% del totale, da Varese con 14.588 imprese, pari all’8,6% del totale e da Monza- Brianza con 14.546 imprese pari all’8,6% del totale, ben il 63,8% di tutte le realtà artigiane attive in Brianza. Il dato è significativo, ma si colloca nella parte bassa della classifica guidata dalla capolista Lodi con il 72% di PMI artigiane esposte a rischio, meglio di Monza Brianza fanno solo Brescia (63,6%), Como (62,6%) e Lecco (61%). I settori più esposti sono le Costruzioni e i Servizi alla persona (Benessere – Acconciatura ed Estetica, Pulizia, Riparazioni).

Sulla base dei Dati dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza relativi alla Contraffazione rileviamo che in Lombardia in sette anni, dal 2008 al 2014, si sono registrati 21.601 sequestri per un totale di 46 milioni di pezzi contraffatti sequestrati, per un valore complessivo stimato di 751 milioni di euro.
Il maggiore valore dei sequestri effettuati in Lombardia si riferisce ad Accessori di abbigliamento per il 73,6%, seguito da Abbigliamento per il 6,9%, da Profumi e cosmetici per il 4,4%, da Calzature per il 3,9%, da Apparecchiature elettriche per il 2,5%, da Occhiali per l’1,3%, da Giocattoli e giochi per l’1,1%, da Orologi e gioielli per lo 0,8% e da Apparecchiature informatiche per lo 0,2%; alle altre tipologie merceologiche si riferisce il restante 5,2% del valore dei beni sequestrati.
Il valore delle merci contraffate sequestrate in Lombardia nei sette anni considerati 2008-2014, stimato pari a 751 milioni di euro, si stima equivalga al fatturato prodotto in un anno da oltre 10 mila addetti di micro imprese artigiane, che rappresentano il 5,4% dell’occupazione complessiva dell’artigianato manifatturiero.

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