Lo studio di fattibilità per un impianto fotovoltaico è un’analisi fondamentale che determina la sostenibilità tecnica, economica e normativa di un progetto solare.
Il suo scopo primario è stabilire se l’investimento è realizzabile, redditizio e se risponde efficacemente alle esigenze energetiche dell’utente o dell’azienda.
Analisi preliminare del contesto e del fabbisogno
Il processo dello studio fattibilità fotovoltaico inizia con la raccolta dei dati di base necessari per il dimensionamento ottimale dell’impianto. È essenziale anzitutto definire il fabbisogno energetico, raccogliendo i dati storici di consumo elettrico, generalmente dalle bollette, per tracciare un profilo di carico dettagliato.
Su questa base, si può stimare l’autoconsumo potenziale, ovvero quanta energia prodotta sarà effettivamente utilizzata in loco. Contemporaneamente, si procede con la valutazione tecnica del sito. Si analizza l’irraggiamento solare specifico della località, si verifica l’orientamento (l’ideale è il Sud) e l’inclinazione della superficie disponibile, che deve essere ottimale per massimizzare l’esposizione solare.
Un punto critico è l’identificazione e la quantificazione di eventuali ombreggiamenti causati da ostacoli circostanti, poiché questi possono compromettere seriamente la produzione. Infine, si misurano la superficie disponibile per i moduli e la capacità strutturale del tetto o del supporto per garantirne la sicurezza e la stabilità.
Dimensionamento e stima della produzione tecnica
Dopo la raccolta dati, si passa alla pre-progettazione. L’obiettivo è il dimensionamento dell’impianto, stabilendo la potenza nominale necessaria in modo da bilanciare l’autoconsumo e l’energia potenzialmente cedibile alla rete.
In questa fase si scelgono anche le tecnologie appropriate, inclusi i moduli fotovoltaici (ad esempio, monocristallini) e gli inverter. Si valuta anche l’opportunità di integrare un sistema di accumulo (batterie) per aumentare l’indipendenza energetica.
Successivamente, si esegue la stima della produzione annuale attesa, utilizzando software di simulazione avanzati che tengono conto dell’irraggiamento, delle caratteristiche del sito e di tutte le perdite di sistema (dovute a temperatura, cavi, inverter, ecc.), così da ottenere una previsione affidabile della producibilità.
La valutazione economica e finanziaria del progetto
La sezione finanziaria è il cuore dello studio e determina la redditività dell’investimento. Si inizia con la stima dei costi, che si dividono in costi di investimento (CAPEX), che includono i componenti (moduli, inverter, strutture), l’installazione, la progettazione e le pratiche di allacciamento; e costi operativi (OPEX), che coprono la manutenzione annuale, le assicurazioni e le spese amministrative.
Parallelamente, si calcolano i ricavi e i risparmi previsti. Il beneficio primario è il risparmio in bolletta derivante dall’energia autoconsumata. A questo si aggiungono i ricavi provenienti dallo scambio sul posto (SSP) o dal ritiro dedicato (RID) per l’energia in eccesso immessa in rete. È fondamentale valutare l’accesso a eventuali incentivi, detrazioni fiscali o tariffe agevolate, che possono migliorare significativamente il ritorno economico.
Per giudicare la validità finanziaria, si usano indicatori chiave come il Levelized Cost of Electricity (LCOE), che deve essere inferiore al costo di acquisto dell’energia dalla rete, e il Tempo di Ritorno dell’Investimento (Payback Period), ovvero gli anni necessari per recuperare la spesa iniziale. Ulteriori metriche come il Net Present Value (NPV) e l’Internal Rate of Return (IRR) offrono una visione più approfondita del valore attuale e del tasso di rendimento del progetto.
Conformità normativa
Infine, l’analisi normativa e ambientale verifica la fattibilità legale e l’impatto. È necessario esaminare i regolamenti urbanistici e gli eventuali vincoli paesaggistici che potrebbero influenzare l’installazione, oltre a definire le procedure di connessione alla rete e le pratiche amministrative da sbrigare.
Dal punto di vista ambientale, si valuta la prevista riduzione di CO2 e si considera la corretta gestione dei moduli a fine vita. Il rapporto si conclude con una sintesi chiara dei risultati tecnici e finanziari. Si identificano e valutano i potenziali rischi (variazioni di costo o normative) e, in ultimo, si formula una decisione finale motivata: il progetto è fattibile, non fattibile, oppure è fattibile solo apportando specifiche modifiche e ottimizzazioni.

