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Lissone, basta bivacchi a Palazzo Terragni

Studio Associato MSC - Treviso

Lissone Palazzo TerragniLissone dice no al degrado urbano nel cuore della città, in quegli spazi che dovrebbero essere il fiore all’occhiello per tutta la comunità. In queste calde sere d’estate è facile trovare accanto ai monumenti storici, in giro per la città, gruppi di giovani ma non solo, che, incuranti della presenza di altri cittadini, occupano, deturpando gli spazi antistanti alcuni edifici pubblici ma anche privati.

Per cercare di arginare questa maleducazione a fine giugno il Sindaco Concettina Monguzzi ha firmato una severa ordinanza urgente:  “finalizzata ad assicurare l’uso pubblico e la tutela dei beni monumentali da attività e comportamenti degenerativi, lesivi del decoro urbano”.

Le prescrizioni si concentrano in modo particolare sugli spazi attigui a Palazzo Terragni che risultano troppo di frequente utilizzati in modo improprio. In particolare saranno repressi con maggior severità «schiamazzi, bivacchi, soste finalizzate al consumo in loco di cibi e bevande o alla riproduzione di musica ad alto volume» che rappresentano a tutti gli effetti «un utilizzo improprio dei beni pubblici e del patrimonio artistico».

“L’ordinanza è uno degli  strumenti che abbiamo a disposizione per indirizzare i comportamenti corretti e civili – sottolinea il Sindaco Monguzzi – che tengano conto dei diritti e delle necessità di tutti: di chi transita in piazza, delle associazioni e dei cittadini che utilizzano palazzo Terragni e anche di chi vive la piazza come luogo di relazioni ed aggregazione. Purtroppo per alcune persone è necessario un divieto esplicito e chiaro perchè il loro comportamento sia consono al luogo pubblico. E in alcuni casi usare argomenti persuasivi e atteggiamenti dialoganti non è sufficiente”.

L’ordinanza – valida sino al 31 maggio 2017 – fa divieto tra l’altro di sdraiarsi sul «gradone» di palazzo Terragni, di sedersi sugli scalini d’ingresso, di imbrattare, di consumare alimenti o bevande sullo storico monumento, così come di utilizzare fonti sonore ad alto volume e di gettare rifiuti, urlare e importunare i passanti, o comunque di «avere un comportamento contrario al senso civico».

Il giro di vite, che fa seguito al recente divieto di gioco a calcio e che scatta dopo un’iniziale fase di sensibilizzazione ed informazione preventiva ad opera dagli agenti di Polizia locale, si è reso necessario per l’aumento – dovuto anche al periodo estivo – dei fenomeni di vandalismo e maleducazione in piazza.

Appositi cartelli indicano il contenuto dell’ordinanza, grazie alla quale gli agenti potranno sanzionare le violazioni con multe comprese fra un minimo di 25 e un massimo di 500 euro, oltre all’eventuale obbligo di ripristinare il precedente stato dei luoghi e rimuovere i rifiuti. Si tratta di provvedimenti anche preventivi  per «contrastare atti e comportamenti che di per sé non si configurano come reato ma che, comunque, sono tali da compromettere la vivibilità della comunità comportando il danneggiamento del patrimonio pubblico e turbando gravemente l’accesso e la libera fruizione degli spazi pubblici».

«Con questa ordinanza forniamo alla nostra Polizia locale strumento giuridico per reprimere comportamenti incivili nel luogo più centrale della città – sottolinea l’assessore alla Sicurezza Roberto Beretta –. La cittadinanza ci chiede con sempre maggiore insistenza di poter vivere Piazza Libertà in totale sicurezza e tranquillità e perché questo accada c’è bisogno di una pluralità di iniziative, che in parte abbiamo già assunto: il rinnovo completo della videosorveglianza, il divieto dei giochi pericolosi, un arredo urbano che invita alla sosta, l’intensificazione delle pattuglie di vigilanza. Dopo la chiusura della scuole – aggiunge Beretta – gli agenti di Polizia locale hanno potuto aumentare la loro presenza in piazza Libertà e questo, unitamente alla volontà di dialogare con chi vive il centro, ha permesso di ridurre le violazioni riscontrate nell’utilizzo degli spazi adiacenti a Palazzo Terragni. Lo ripeto: anche con questa ordinanza (così come con la chiusura al traffico) tendiamo a trasformare piazza Libertà in un tranquillo salotto ancor più gremito di famiglie, di mamme con i bambini, di nonni con i nipotini; è questa la soluzione più civile e duratura: allora sarà la gente stessa che “abita” la piazza a garantirne una vivibilità gradevole per tutti”.

Pierfranco Redaelli

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