Arte e Cultura

Lissone, al MAC mostre d’autore

Studio Associato MSC - Treviso

Al Mac, Museo d’Arte Contemporanea di Lissone una serie di mostre visitabili fino al 3 luglio 2016. I piani del Museo saranno abitati da opere d’arte di diversi artisti, nazionali ed internazionali.

Tomas Rajlich, Untitled, 1974, acrilico su tavoletta, cm 77x76

Tomas Rajlich, Untitled, 1974, acrilico su tavoletta, cm 77×76

Tomas Rajlick, pittore nato a Praga nel 1940, con la sua mostra “AB Imis“. L’artista ha scoperto la vocazione per la pittura verso la fine degli anni Settanta e da allora la sua pittura viene ascritta nell’area analitica, riduttiva o fondamentale. Si tratta di un dipingere minimalista che non trascura in modo assoluto le problematiche ed i concetti ma che tutt’altro ne fa comune denominatore di ogni opera.

Rajlick utilizza il colore per trasmettere l’ordine psicologico ed emozionale allo spettatore e nel corso degli anni non ha mai concesso all’ovvietà e alla ripetizione di farsi strada nel suo percorso artistico.
Per l’artista non esiste un modello da imitare, semmai un modulo, nella fattispecie di una griglia, capace di instaurare la “collaborazione” tra artista e colore.
Il pittore alterna tinte scure ad altre più squillanti fino a rendere i suoi monocromi così intensi da renderli corpi materici, luce solida.
Con Ab Imis Rajilick sembra volerci far conoscere l’aspetto fondante e fondamentale della pittura.

Piero Fogliati, Rivelatore cromocinetico

Piero Fogliati, Rivelatore cromocinetico

Il Mac di Lissone dedica a Piero Fogliati (Canelli, Asti 1930 – Torino 2016) una mostra intitolata Teoria del Pluriverso che raccoglie alcune delle sue opere storiche più rappresentative.
Fogliati, ha provato ad immaginare un pluriverso straordinario, inebriante ed elettrizzante, andando oltre la realtà e la conoscenza comune.
E’ un artista che ancora oggi non smette di stupire, degno di essere riscoperto e approfondito nella sua completezza.
In Fogliati non c’è trucco o inganno ma solo ingegno; per lui arte non era finzione ma incanto e stupore.
Ancor più che opere d’arte quelle esposte sono invenzioni di un grande “visionario”.
Questa esposizione, che avrebbe dovuto affermare la genialità e la carriera del pittore, non potrà godere della sua presenza fisica ma sarà una grande dedica al suo animo.

Grazia Varisco, Silenzi, 2005, alluminio verniciato nero, tre elementi, larghezza variabile, misure variabili (aperto)

Grazia Varisco, Silenzi, 2005, alluminio verniciato nero, tre elementi, larghezza variabile, misure variabili (aperto)

Troveremo anche Grazia Varisco, con la sua mostra “Il corpo come campo dei sensi” si soffermerà sui suoi lavori dai primi anni del Duemila fino a i giorni nostri.

Diversamente dalle solite mostre antologiche il MAC di Lissone ha voluto porre attenzione al presente: la mostra indaga infatti la complessità e la vastità di informazioni che compongono l’attuale ricerca dell’artista.
Nel corso degli anni ci sono ovviamente stati dei cambiamenti e delle evoluzioni nel tragitto artistico di Grazia Varisco che l’hanno portata a concretizzare nuove idee convertendole in cose, pregne di messaggi cinevisuali in grado di comunicare alla collettività nuove metodologie nella fruizione. Esempi di questo tipo di opere sono i Double, opere che si prestano ad un’ampia gamma di associazioni divergenti: fronte e retro, dentro e fuori, noto e ignoto.

LUIGI GHIRRI, Parigi, 1979, c-print, cm 40x28

LUIGI GHIRRI, Parigi, 1979, c-print, cm 40×28

E’ in programma poi la mostra “Dell’Infigimento. quello che noi crediamo di sapere della fotografia” che ospiterà le opere di sedici autori italiani ed internazionali provenienti dalla collezione Malerba, diventata nel corso degli anni un importante riferimento nazionale nel mondo della fotografia.
L’esposizione propone lavori di maestri quali: Luigi Ghirri, Mino Di Vita, Nobuyoshy Araki, Lukas Einsele, Annabel Elgar, Joan Fontcuberta, John Hilliard, Renato Leotta, Tracey Moffatt, Yasumasa Mo-rimura, Olivier Richon, Thomas Ruff, Hyun-Min Ryu, Alessandra Spranzi, Thomas Struth, Kazuko Wakayama.
La mostra è un’occasione per interrogarsi sulle modalità con le quali il mezzo fotografico svela il mondo come appare agli occhi dei fotografi; giocando sulle analogie tra fotografia e teatro, tra camouflage e spettacolo, si attraverserà l’equivoco, l’inganno e il trucco ottico, incarnato da particolari fotografie esposte per l’occasione.
Ma vi saranno anche fotografie che affrontano il tema del paesaggio e dell’architettura, non mancheranno quelle capaci di evocare racconti ma ci saranno soprattutto le fotografie di Ghirri, Hilliard, Ruff e Leotta che non documentano più il soggetto, quanto invece il rapporto tra l’artista e la sua macchina fotografica.

Emilio Isgrò, foto di Ferdinando Scianna, 1998

Il MAC di Lissone, infine, prosegue con la rassegna “ARCH # IVE 3 – Emilio Isgrò“, progetto nato dall’idea di Alberto Zanchetta che permette di consultare una selezione di documenti, carteggi, foto, cataloghi relativi ad un particolare periodo od evento connesso alla vita di un artista. La disponibilità di questo materiale non andrà a costituire semplice materiale da esposizione ma sarà perno per altre mostre che si susseguiranno nel corso dell’anno.

La rassegna si è aperta con un primo ciclo di quattro esposizioni, a cura di Lorenzo Respi e Simona Santini, organizzato da All Around Art. Terza tappa del percorso è questa mostra, dedicata all’Archivio Emilio Isgrò.
Isgrò è un artista concettuale e pittore, poeta, scrittore, drammaturgo e regista, nato a Barcellona di Sicilia nel 1937, è divenuto uno dei nomi dell’arte italiana contemporanea più conosciuti a livello internazionale.
A partire dagli anni Sessanta elaborò la sua poetica della cancellatura, contribuendo alla nascita della poesia visiva e dell’arte concettuale.
Presente alla Biennale di Venezia nel 1972, 1978, 1986 e 1993, Isgrò è un instancabile ed ironico interprete della società e del suo tempo.
La mostra al MAC di Lissone presenta una sua consistente selezione di materiali originali, prevalentemente inediti.

Elizabeth Gaeta

MAC – Museo d’Arte Contemporanea
Viale Padania 6 (fronte stazione FS), 20851 Lissone, MB
dal 14 maggio al 3 luglio 2016

Inaugurazione di tutte le esposizione: sabato 14 maggio 2016 ore 18.30

Ingresso Libero

Orari:
mercoledì e venerdì 10.00-13.00 –  giovedì 16.00-23.00
sabato e domenica 10.00-12.00 / 15.00-19.00 –  lunedì e martedì chiuso.

Per Info:
www.museolissone.it
tel. 039 2145174

Print Friendly, PDF & Email