Teatro

Limbiate, una finestra nel muro di Mombello

Studio Associato MSC - Treviso

Limbiate Una finestra nel muro di Mombello teatroUn passaggio da Limbiate può significare anche essere colpiti da un forte pugno nello stomaco che si chiama Mombello. I ricordi giovanili di chi ha qualche primavera sulle spalle riportano a quel maledetto edificio che nascondeva la follia e forse anche l’orrore. Li c’erano i “matti”, quelli che era meglio non vedere, non sentire, e spesso i “grandi” per spaventarti se “rompevi” ti minacciavano pure di chiuderti li dentro, se non la smettevi. Brutta presenza, brutti ricordi, che alcuni ragazzi hanno voluto elaborare dando vita ad uno spettacolo teatrale che fa riflettere su quanto di bello l’animo umano contiene, oltre quella che viene definita follia.

Proprio dalle memorie di un internato famoso è nato “Una Finestra nel muro di Mombello. Una carezza alla follia” un toccante spettacolo teatrale, liberamente tratto da “Cosa è la follia” dell’artista Gino Sandri, presentato nei giorni scorsi che ritroveremo di sicuro in tour dopo le ferie estive. Protagonisti unici sono gli studenti dell’Istituto Castiglioni di Limbiate diretti da Paola Perfetti, attrice e drammaterapista. Con lei ha curato i testi la professoressa Emilia Bisi.

Paola Perfetti in una pièce teatrale

Paola Perfetti in un fotogramma tratto dallo short film Doris Ortiz con la regia di Daniele Sartori

Al centro del racconto il complesso di Villa Pusterla Crivelli Arconati che, da fortificazione medioevale, si trasformò, presumibilmente a partire dal XIV secolo, in residenza nobiliare dei rappresentanti delle famiglia Arconati e Crivelli, fu destinata ad accogliere tra le sue mura la corte di Napoleone nel 1797. Nel 1863, dopo svariate vicissitudini, la villa con il suo complesso venne acquistata dal Comune di Milano e trasformata nell’ex ospedale psichiatrico Giuseppe Antonini, meglio conosciuto come ex manicomio di Mombello. Oggi Villa Pusterla Crivelli Arconati è la sede dell’istituto d’Istruzione “Luigi Castiglioni” di Limbiate.

Autoritratto di Gino Sandri, grande illustratore morto a Mombello

Autoritratto di Gino Sandri, grande illustratore morto a Mombello nel 1959

 

 

Il manicomio di Mombello di Limbiate nel Novecento è stato l’ospedale psichiatrico più grande d’Italia e ha ospitato migliaia di uomini e donne qualunque, insieme a personaggi illustri, come l’artista Gino Sandri, Albino Mussolini, figlio illegittimo del Duce, Alda Merini.

Gino Sandri, pittore e straordinario disegnatore, internato forzatamente in manicomio, è oggi un testimone, forse scomodo, e l’intermediario con le tante anime perse che hanno attraversato i corridoi della casa psichiatrica. Sandri, che dell’arte ha fatto una forma di resistenza e via di fuga dal carcere psichiatrico, ha disegnato e raccontato le storie di diversi internati, ha ridato un nome, un’identità a uomini e donne che non erano nulla, se non numeri fastidiosi per una società che li aveva rinnegati e dimenticati.

Limbiate Una finestra nel muro di Mombello teatro 2

Vincent Fioriti e Sarah Finotto, due dei giovani studenti attori (foto di Francesca Meloni)

Guardando i ritratti e sfogliando i diari di Gino Sandri, i ragazzi dell’Istituto Castiglioni hanno “incontrato” tante identità. Hanno selezionato profili e vissuti di uomini e donne, per presentarli con obiettività ai visitatori che, per un’ora, si affacceranno alla finestra aperta nel muro di Mombello per scoprire che i “matti”, chiusi tra gli stretti confini del manicomio, hanno raggiunto a volte le più alte vette di umanità. A quella umanità gli studenti hanno aggiunto la loro, mettendo molto di sé in una messa in scena che li ha profondamente toccati.

La ricerca attenta e approfondita dei documenti della professoressa Emilia Bisi, la collaborazione preziosa della professoressa Daniela Pontiggia; il contributo artistico video di Gabriele Campana; le testimonianze di chi ha lavorato nell’istituto psichiatrico ( Augusta Buratto e Roberto Guffanti); le immagini di Mombello colte attraverso l’occhio sensibile di Cristina Paola Colombo; l’impegno personale dei giovani attori accompagnano lo spettatore verso un accenno di anima, una carezza alla follia.

I disegni somatici realizzati nell’istituto di Mombello, e gli scritti, facenti parte dell’Archivio del pittore Gino Sandri, sono stati dichiarati “di interesse storico particolarmente importante” dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia.

Limbiate Una finestra nel muro di Mombello teatro 3

 c.g.

 

“Una Finestra nel muro di Mombello. Una carezza alla follia” liberamente tratto da “Cosa è la follia” di Gino Sandri

TESTI A CURA DI EMILIA BISI E PAOLA PERFETTI

CON VLADIMIR AIROLDI, ALICE BRUSAMOILIN, EDOARDO DIMA, SARAH

AUGUSTA BURATTO, 86 anni, ex infermiera del reparto femminile di Mombello

AUGUSTA BURATTO, 86 anni, ex infermiera del reparto femminile di Mombello

FINOTTO, VINCENT FIORITI, MATTIA PASTORELLI, GIUSY PUJIA, GLORIA RESTANI, MIRIANA SAITA, LORENZO SPEDO, IVAN TALPO

E LA PARTECIPAZIONE DI DANIELA PONTIGGIA

VIDEO/AUDIO MAKER GABRIELE CAMPANA

TESTIMONIANZE VIDEO AUGUSTA BURATTO (ex infermiera del reparto femminile, 86 anni e presente in una delle foto), ROBERTO GUFFANTI (impiegato nel manicomio, addetto alla stampa dei giornali. Lavorava con gli internati all’interno del Manicomio)

IMMAGINI DI MOMBELLO OGGI CRISTINA PAOLA COLOMBO

REGIA PAOLA PERFETTI

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