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Legati per la vita, storia di due soldati brianzoli allo sbando dopo l’8 settembre

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Torna in libreria Walter Consonni, l’ex docente monzese di Educazione Fisica ed ex allenatore delle squadre azzurre femminili di ginnastica artistica, che, una volta raggiunta la pensione, ha scoperto l’arte di scrivere opere letterario di vario genere, producendo, nell’arco di tre anni, ben cinque lavori. L’ultimo, che sarà presentato domenica prossima, 23 settembre, alle ore 17, presso la Sala Consiliare del Municipio di Lesmo, dopo l’anteprima dell’8 settembre nella Sala Pulifunzionale della Biblioteca Civica di Lissone, s’intitola “Legati per la vita” ed è composto dai diari di due soldati brianzoli allo sbando, dopo l’armistizio del 1943. Enrico Consonni e Tarcisio Beretta i loro nomi. Due personaggi conosciuti e apprezzati poi per la loro vita professionale: il primo per aver dato vita ad un frequentato negozio di alimentari in centro Monza in via dei Mille (aperto fino al 1979), l’altro per aver fondato e presieduto per anni la Cassa Rurale e Artigiana di Lesmo, oggi BCC Brianza e Laghi. l libro, patrocinato dal Comune di Lesmo, dalla Città di Lissone, dall’Associazione Nazionale Autieri d’Italia e dal Comitato Provinciale di Monza e Brianza dell’A.N.P.I. è pubblicato da Bellavite Editore, curato da Walter Consonni, Carlo Maria Beretta e Francesca Passoni e lo si può trovare in tutte le principali librerie della Brianza.

‘’Legati per la vita’’ è un omaggio a due giovani uomini, autieri, con la raccolta delle loro memorie di guerra, intrise di pericoli e di angosce, di giorni e di notti di terrore, di fame, di sete, ma, anche, di tanto amore, di fede, di speranza e di solidarietà. Due uomini che dopo la guerra hanno saputo costruire guardando lontano.

Dalle righe del libro, oltre alle precise e toccanti descrizioni dirette dei protagonisti, traspare, nella presentazione e nella conduzione, il solito gran cuore e la genuina passione nel raccontare di Walter Consonni, uno dei due figli coinvolti. Emerge, anche, la non comune bravura di Francesca Passoni, la coordinatrice, nel cucire il tutto, nel rendere semplice la comprensione di fatti, a tratti, storicamente, complessi e di comportamenti non sempre facili da inquadrare e da spiegare. Carlo Maria Beretta, l’altro figlio, docente universitario, vice presidente della BBC Brianza e Laghi, ci ha messo il resto.

Bravi tutti e tre! Si è trattato di una lezione di umanità, generosità, umiltà, dedizione ed amore, che farà, indubbiamente, bene a tutti i lettori, di qualunque ceto sociale, intendimento politico e provenienza. Come accennavano il sindaco e l’assessore del comune di Lissone, durante la prima presentazione, questo libro andrebbe portato nelle scuole. Servirebbe a far cultura e ad insegnare etiche di comportamento, più di tanti testi imposti dal ministero.

Il momento più istruttivo ed edificante dell’avvincente racconto è rappresentato dal terrificante incontro, in mezzo al bosco, degli ex combattenti in fuga Enrico e Tarcisio con un soldato tedesco, con l’arma puntata contro di loro.

Walter Consonni

Consonni ha cercato di trovare qualche valida spiegazione per giustificare l’incredibile comportamento del giovane germanico, deciso nel risparmiare la vita ai due malcapitati, a tutti gli effetti nemici, seppure involontari, piuttosto che falciarli, con una sventagliata, come le dure regole della guerra avevano insegnato.  La risposta giusta potrebbe essere questa:  gli occhi di quei due poveretti.

E’ bello, infatti, credere che il soldato tedesco, in un attimo, come in un lampo, da quelle espressioni buone, indifese, pietose e pulite dei due miseri fuggiaschi, sia stato illuminato, forse folgorato ed abbia capito come, al di là del ‘gioco’ delle parti, due persone di codesti valori non potevano essere uccise.

E così la morale vuole che, ancora una volta, il bene trionfi sul male, per riconoscere tutti vincitori. Vincenti i due simpatici brianzoli in fuga, che, avendo sempre predicato la bontà e portando questo credo negli occhi, trovano, inaspettatamente, il giusto premio e portano a casa la pelle. Vincente il soldato tedesco che, nel momento più estremo, rinnega la cattiveria, impartita dal comando e rinuncia ad un, seppur macabro, ‘trofeo di guerra’ per far elevare, lontano da casa, nel buio di una notte, nell’intimo del suo cuore, di fronte a due sconosciuti, nemici per caso, il concetto di giustizia umana.

Il ‘Bruno Vespa della Brianza’ ha fatto, ancora una volta centro e sappiamo che già diverse scuole si stanno attivando per ospitare nelle loro aule gli autori e per far conoscere il libro a tanti ragazzi che, delle vicende della guerra, hanno solo lontanamente sentito parlare, senza poter approfondire l’argomento ed inquadrare il vero volto dei protagonisti.

Enzo Mauri  

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