A bilancio definitivamente ultimato, sono due i “desaparecidos” del Gran Premio d’Italia, a parte la Ferrari che sia in prova sia in gara non s’è vista. Se vogliamo, con l’arrivo di Liberty Media e del nuovo contratto milionario, ce n’è anche un terzo, ma in realtà si tratta di una nuova destinazione d’uso: ci riferiamo al building hospitality del paddock che, per contratto, è passato di mano, finendo in gestione agli americani con la SIAS (la società di gestione dell’Autodromo Nazionale, pardon, di Monza ENI Circuit) finita spostata lassù ai quattro venti, nel sottotetto del palazzo che a suo tempo costò una vagonata.
Le illustri “scomparse”, degne di “chi l’ha visto?”, sono senza dubbio lo storico Premio Confartigianato Motori, che in Autodromo aveva messo le tende da 34 anni e il venerdì, alla fine della prima sessione di prove, premiava piloti, tecnici, giornalisti, PR e addetti ai lavori, con tanto di accreditata giuria, e la tribuna Amici dell’Autodromo e del Parco, alla variante Ascari, una presenza fissa da decenni. Di fatto sono stati cancellati entrambi, ufficialmente perché finiti nel tritacarne del nuovo corso comandato da ACI Italia e da Liberty Media. In realtà per una serie di ragioni che fanno capo alla solita, atavica, incertezza, a una certa latente ipocrisia, e all’incapacità di far sentire per tempo la propria voce nelle opportune sedi, ricordando a tutti (belli e brutti, vecchi e soprattutto nuovi) che entrambe le situazioni avevano una storia certificata legata al GP.


Cos’è accaduto agli Amici? Semplicemente che la nuova SIAS “romana” ha chiesto come veniva gestita la tribuna e come poteva essere accampato quel diritto d’uso. Ebbene, pur essendoci in giro alcune carte che ne comprovavano utilizzo e gestione concordata con la direzione da tempo immemore, mancava forse la “pezza” giustificativa giusta per dire “è nostra”, anche perché tutto l’impianto vive su terreno demaniale ed è soggetto a concessione. La questione, come l’altra sopra descritta, è più o meno esplosa a fine giugno e per quieto vivere si è cercato in qualche modo di mettere una pezza in estate. Tenuto pure conto che l’ex presidente degli Amici siede oggi nel consiglio di AC Milano e pure in quello della SIAS. Quindi sarebbe stato come pigliarsi a pugni in faccia da soli. Fatto sta che i soci sono stati in qualche modo accontentati e sono stati sistemati anche i portatori di handicap che, con i loro accompagnatori, trovavano da anni posto ai piedi dei gradoni all’uscita della curva Ascari. Gli altri, come da miglior tradizione, si sono attaccati al tram! Con il rischio che anche il rosso avamposto vada a sparire dal villaggio dell’Autodromo. Pure in questo caso c’è qualcuno che ha minacciato fuoco e fiamme. A frittata già fatta però! Ufficialmente perché bisognava permettere che tutto si svolgesse in tranquillità, per non disturbare il manovratore, con la promessa che gli invenduti sarebbero poi tornati in mano agli Amici. Ma pare non sia andata proprio così.
Per entrambe le titolate “sparizioni” vedremo come finirà. Intanto, il nuovo corso dell’Autodromo ha marcato un incasso record, anche se molti biglietti della Tribuna Ascari nr.15 pare siano rimasti invenduti (costavano “appena” 460€ per la domenica, 480€ si si optava per l’abbonamento per i tre giorni).
Carlo Gaeta


