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In campo col Fiocco Bianco

Brianza Acque

Violenza alle donne campagnaDomenica 22 novembre alle ore 15 a Gorgonzola si gioca per la Lega Pro (ex serie C) la gara Giana- Pro Patria. Per l’occasione le due formazioni scenderanno in campo con sulla maglia un “Fiocco Bianco” per dimostrare la loro solidarietà al mondo femminile in vista dell’imminente Giornata Internazionale contro la violenza alle donne  in programma il prossimo 25 novembre. 

Indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 per ricordare tutte le donne vittime di violenza, la  Giornata viene celebrata in tutto il mondo, anche in Brianza, con una serie di  iniziative tutte pensate per far riflettere l’umanità sul rispetto verso le donne. In particolare, è stato scelto il 25 novembre poiché è la data in cui vennero uccise le tre sorelle Mirabal, assassinate nel 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo. Tale data è diventata così il simbolo dell’atto d’accusa della società civile nei confronti del fenomeno, purtroppo ancora in crescita, della violenza sulle donne.

Perché un fiocco bianco?  Simboleggia l’impegno che gli uomini hanno deciso di portare avanti in prima persona per dire no alla violenza sulle donne. Questo simbolo è una presa di posizione attiva e non una semplice astensione dalla violenza: implica una condanna. Portare un fiocco bianco rappresenta un impegno personale a non commettere mai, né a giustificare o a rimanere in silenzio, di fronte ad atti di violenza commessi sulle donne. La campagna del fiocco bianco nacque in Canada nel 1991, a seguito di un tragico fatto di cronaca: l’uccisione di 14 ragazze nella facoltà di ingegneria di Montreal, per mano di uno squilibrato che volle così riaffermare la preponderanza maschile in certi campi del sapere. Furono allora gli stessi uomini a riunirsi per prendere le proprie iniziative e a muoversi in maniera attiva contro la violenza sulle donne. Dopo solo sei settimane di preparazione, più di centomila uomini in tutto il Canada hanno portato un nastro bianco, a testimoniare che non volevano più essere complici del silenzio.

Pierfranco Redaelli

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