Blogger... su due ruote

Il racconto di un compleanno… diversamente abile

Brianza Acque

Che significato ha un compleanno? Che significato ha per me un anno in più? Domande forse banali per chi vive una vita normale, non tanto per chi guarda il mondo da… due ruote. Il 23 maggio scorso ho compiuto 36 anni e mi sono reso conto di come il tempo scorre veloce, forse più della luce. Così ho tirato un mio primo bilancio di questa mia vita costretta su una sedia. 

 Se torno indietro nel tempo, nonostante le mie grandi difficoltà, posso dire che comunque ho fatto molte esperienze positive, partendo da quelle scolastiche. Per me anche imparare a leggere e scrivere non è stato così facile. Pian piano, con molta applicazione e costanza, sono riuscito a raggiunge questi traguardi essenziali.

Il percorso formativo iniziale è stato emozionante perché per la prima volta mi sono trovato a condividere con altri il mio handicap. Devo dire che questa esperienza fin da subito è stata positiva e ricca di umanità. Uno scambio quotidiano che mi ha permesso di crescere e di arricchirmi, non sono sotto l’aspetto culturale. Per imparare a leggere e scrivere l’aiuto maggiore l’ho avuto dalla dottoressa Adriana Anderloni che mi ha seguito, con molta pazienza, cura e professionalità, nei miei primi anni. Lei è sempre stata disponibile e in stretto contatto con i miei insegnanti delle elementari. Oggi la ringrazio di cuore per questo.  

I compagni di scuola mi hanno sempre accolto con molto tatto ed emozione e mi hanno aiutato dove potevano. Anche grazie a loro ho potuto sviluppare certe mie capacità e smussare agli angoli alcune mie introversioni e timidezze. Non è mancato però il classico “pirla” di turno che qualche volta, senza ragione, mi ha preso in giro forse non rendendosi conto del mio stato. Oggi sento parlare tanto di bullismo e purtroppo devo dire che c’è sempre stato, magari in forme diverse. La mia mente ha rimosso da tempo quegli episodi, ma al momento dell’accaduto mi sono reso conto di quanto “poveri” fossero quei compagni. Li ho comunque perdonati.

Terminati gli anni della scuola dell’obbligo, ho partecipato ad un interessante corso di informatica a Monza dove ho imparato ad usare il computer che, pure alle prime armi, qualche volta avevo già usato a scuola, adattato alle mie scarse capacità visive. In particolare ho imparato a navigare su internet, ad utilizzare programmi di videoscrittura ed Excel (sempre adattati alle mie particolarità). Stiamo parlando dell’inizio degli anni 2000. Quindi ormai in un’altra epoca, se pensiamo allo sviluppo di questi sistemi che, per me, non è facile seguire passo dopo passo.

Una delle cose che mi ha dato grande soddisfazione ed emozione è stata fare il dirigente accompagnatore di due squadre di basket, la Pallacanestro Bernareggio e la Pallacanestro Agrate. Il basket è il mio sport preferito grazie al carissimo amico Giordano Rossini, che è stato mio insegnante di sostegno e mi ha fatto conoscere ed apprezzare questa disciplina sportiva. Quando insieme andavo a vedere le partite, tornavo a casa sempre con la camicia bagnata, segno evidente della mia grande passione. Erano i tempi del Nava web Bernareggio che militava nel campionato di C1 maschile. Quei sabato sera erano fantastici e pieni di adrenalina. La cosa bella è aver memorizzato tutto il regolamento di questo sport. Anche questa sembrerà una cosa scontata ma non lo è affatto per me.

I miei ricordi sportivi mi riportano anche ai tempi in cui (allora frequentavo le scuole medie) il signor Quadri, mio prof di educazione fisica, mi faceva di fare l’arbitro delle partitelle di hockey che i miei compagni giocavano nella palestra di Bernareggio. Il brutto era quando mi cadeva il fischietto… recuperarlo dalla sedia a rotelle non era semplice e quindi si fermava l’azione con qualche improperio dei compagni. “E’ fallo! Non hai fischiato!”. Ma come ho già scritto, lo sport è bello anche per chi lo guarda!

Ciak si gira! I miei due momenti da film, che ricordo ancora con grande emozione e qualche palpitazione, sono stati, senza dubbio, i due esami di terza media e di maturità. In quelle due occasioni mi sono sentito particolarmente coinvolto, perché ho potuto riferire alle commissioni ciò che, con molta fatica, avevo imparato negli anni precedenti. Nell’esame di maturità il presidente di commissione mi fece addirittura i complimenti per come avevo svolto il tema d’italiano e per come avevo esposto i contenuti nell’orale. Naturalmente, una volta terminato il mio impegno, ho stretto la mano a tutti e mi sono subito chiesto quale sarebbe stata la mia valutazione: alla fine un bel 98/100!  Non avevo di che lamentarmi. E’ stata davvero una grande gioia e ancora lo è oggi a distanza di anni quando ci penso. Mettetevi nei miei panni! Questo la dice lunga su un ragazzo con gravi handicap dal punto di vista motorio e non solo, che, impegnandosi con forza, può raggiungere inaspettati traguardi. Mai e poi mai avrei pensato di sfiorare il massimo.

Per non essere distratto durante la mia esposizione orale, non avevo voluto la presenza di nessuno, tranne l’amico Giordano. Anche i miei compagni avrebbero dovuto rimanere fuori dall’aula, invece si sono intrufolati in silenzio a mia insaputa e me li sono ritrovati alle spalle pronti ad applaudire al mio risultato, facendomi commuovere non poco. Un bel momento davvero di una vita diversa, ma pur sempre bella.

Guadandomi allo specchio, mentre spengo simbolicamente le 36 candeline di questo compleanno, dico semplicemente che sono contento di vivere, anche se qualche volta lo sconforto non manca. Credo che ciò sia comprensibile. 

Così, per farmi passare ogni accenno di abbattimento, ho festeggiato degustando la mia torta preferita, confezionata dalla mia cara mamma, fatta con pasta di mandorle, crema pasticcera e marmellata. Devo dire proprio che era una delizia, anche se molto calorica (la prossima volta vi do la ricetta).  

Per concludere, ringrazio di cuore tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri e sono stati davvero tanti, il che significa che ci sono tanti amici che mi vogliono bene e si ricordano di me.

La vita è bella anche per questo. 

Federico Malchiodi 

PS il mio amico Carlo Gaeta la torta non l’ha mangiata perché ci tengo alla sua salute e, visto che ultimamente sta ingrassando, è meglio che stia un po’ a dieta!

Print Friendly, PDF & Email