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HRC Monza, ritorno a casa 19 anni dopo

Brianza Acque

HRC panizza2Tutto è pronto al PalaRovagnati di Biassono per l’esordio casalingo del HRC Monza con lo sponsor Centemero nel campionato di Serie A1. Dopo 19 anni una società del capoluogo brianteo ospiterà una partita della massima categoria di hockey su pista, facendo riaffiorare le grandi emozioni regalate dall’H.C. Monza e Roller Monza, ma anche, seppur per un brevissimo periodo, dall’Arengo, agli appassionati di questa storica disciplina.

Per la serata d’eccezione, sotto il ‘pallone’ tirato a lucido ci sarà, contro la compagine biancorosso azzurra, il Sind Bassano, una delle ‘corazzate’ del torneo, che il calendario ha affibbiato ai padroni di casa nelle prime giornate, come una sorta di dazio da pagare per entrare subito tra le “grandi”.

I giallorossi, sesti classificati nello scorso campionato, si sono decisamente rinforzati nel mercato estivo, ma hanno inciampato nella prima giornata, tra le mura amiche, perdendo 4-2 contro un’altra candidata alla conquista dello scudetto, la Sinus Matera. Unica scusante, l’assenza per squalifica del forte portoghese Emanuel Garcia.

“Il calendario ci costringe ad incontrare, nelle prime tre giornate, tre delle quattro squadre che, a mio parere, si contenderanno il titolo tricolore – sottolinea l’allenatore dell’ HRC Monza, Tommaso Colamaria –. Come hanno confermato i risultati della prima giornata, le prime battute di campionato fanno, però, storia a sé. Certo che contro il Sind Bassano, al completo e reduce dal passo falso dell’esordio, sarà per noi una gara decisamente scomoda. Quella giallorossa, più che una squadra è una ‘macchina da guerra’. Può contare, infatti, su tiratori dalla lunga distanza, come Diego Nicoletti, Sergio Silva e Samuel Amato e su giocatori abilissimi sottoporta, come l’argentino Dario Gimenez, Massimo Tataranni ed Emanuel Garcia.Noi abbiamo lavorato sugli aspetti negativi emersi domenica scorsa a Follonica, nella gara pareggiata 3-3 contro il Viareggio, dopo essere stati in vantaggio per 3-0. Ora occorre un atteggiamento più attento. Di fronte ad una compagine meglio attrezzata, come il Bassano, il gioco di squadra dovrà avere ancora più prevalenza, rispetto agli spunti individuali.Mi aspetto, anche, una bella risposta dal pubblico monzese, in quanto, al di là del tifo, Il campionato di Serie A1 è indubbiamente molto più spettacolare rispetto a quello di A2. Ci sarà certo quest’anno da divertirsi!’’

Per quanto riguarda il Centemero Monza, sarà un partita particolare per Michele Panizza, Andrea Camporese e Francesco Compagno, tutti nativi di Bassano del Grappa, una delle roccaforti nazionali dell’hockey su pista. Per l’ex Panizza, lo sarà maggiormente, considerando che il 39enne difensore, col Bassano, ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa, una Coppa CERS ed una Coppa del Mondo per club. Lo scudetto, il primo della storia in riva al Brenta, e la Coppa Italia li, l’esperto giocatore li ha conquistati, per di più, con indosso la fascia di capitano.

HRC Monza panizza

Michele Panizza

“Affrontare il Bassano è per me sempre qualcosa di particolare – ammette il numero 33 del Centemero Monza – in quanto si tratta della società dove ho mosso i primi passi coi pattini ai piedi, dove ho giocato per oltre vent’anni e dove avrei voluto terminare la carriera. Vincere il primo scudetto nel 2004 è stata un’emozione unica e farlo per giunta da capitano è un ricordo indelebile. Comunque, quando mi sono trovato il Bassano di fronte, da avversario, ho cercato sempre di dare il meglio. E quando mi è capitato di segnare, pur non portando rancore per la mia ex società d’appartenenza, ho sempre esultato.  Quest’anno, sotto il Monte Grappa, è stata costruita una squadra da finale scudetto e al PalaRovagnati sarà una partita molto dura per noi”.

Da segnalare che, in concomitanza con il primo incontro casalingo di campionato, in programma con inizio alle ore 20.45, l’Hockey Roller Club HRC Monza inaugurerà una nuova iniziativa, in collaborazione con il Circolo Fotografico Monzese. In occasione delle gare interne della prima squadra, saranno, infatti, allestite mostre fotografiche a cura del glorioso club di Monza, che celebra, così il suo 50° anniversario di fondazione. S’inizierà con ‘Inverno sui laghi Briantei’, progetto di Giancarlo Mannetta, sviluppato all’interno del Parco della Valle del Lambro e comprendente i laghi di Pusiano, Alserio ed Annone.

Enzo Mauri

Un sabato da ricordare

Un sabato così, comunque vada, ce lo ricorderemo, perché ci riporta d’un botto alla nostra gloriosa storia rotellistica. M’immagino in questo momento personaggi come Bruno Citterio e Piero Ferlinghetti che da lassù si gusteranno la partita, ricordando i loro stupendi trascorsi. Tra una battuta e l’altra, sorridenti e felici ripasseranno come su un rosario le perle delle loro grandi vittorie, scudetti e coppe, europee ed internazionali.

Un sabato davvero “bestiale” perché atteso quasi da un ventennio. Un vuoto che è stato come un buco nello stomaco per i monzesi che amano questo sport fatto di velocità e destrezza, di forza fisica e di intelligenza tattica, di scatti e di frenate, di intuito e genio allo stato puro, anzi allo stato brado, perché spesso le giocate sui pattini a rotelle sono frutto di fantasia e invenzione.

La memoria corre veloce come la scura pallina sparata dal bastone in questa vigilia tanto attesa e ci riporta ai grandi, grandissimi della storia biancorossa e biancazzura, oggi fusa in un tutt’uno per molti versi da brivido. Il fermo immagine della mente ci porta ai fratelli Gelmini, ai Castoldi, , a Bolis, a Bosisio detto il “belga”, ai fratelloni Citterio, a Marzella, ai fratelli Mariotti, Paghi, Cinquini, a Paez e Aguero, fantastici argentini. Senza dimenticare forse il più grande di tutti, Antonio Livramento, definito il Maradona dell’hockey su pista, ma il “pibe de oro” è arrivato dopo di lui. E prima ancora c’era gente come Kullman e Citterio padre, giocatori con le palle. 

Quanta storia, ragazzi miei. Quante serate memorabili trascorse prima in via Boccaccio all’aperto e poi a Brugherio, Sesto San Giovanni, Biassono, nella palestra di via Ardigò, con la pista al limite del regolamento. I cuginetti monzesi insieme hanno vinto ben undici scudetti, Coppe delle Coppe, Coppa CERS, Coppa delle Nazioni, Coppe Italia. Hanno disputato pure un paio di finali di Coppa dei Campioni. Mamma mia che bottino! E non m’interessa manco separare i colori di queste vittorie che rimangono comunque monzesi.

Tutta questa gloria finì nella tazza a metà degli Anni Novanta. Infondo, dopo i successi degli Anni Sessanta non eravamo mai stati davvero profeti in patria, perché questa Monza avara non era stata capace di costruire un palazzetto per l’hockey e soprattutto, con il presidente dell’Hockey Club Monza Fossati, fuori dai giochi nel ’91, e con il presidente del Roller Ferlinghetti, prematuramente scomparso a fine ’95, non aveva più appassionati mecenati in grado di mettere il “grano” e di attirare amici e sponsor per sovvenzionare questa disciplina unica che fa parte del patrimonio culturale e sportivo della città.

Vinto l’ultimo, commovente, scudetto nel ’96 con il Roller del compianto Piero Ferlinghetti, inesorabile arrivò così l’oblìo, con qualche sparuto tentativo di rinascita come quello degli amici del Monza Brianza, tra i quali mi piace ricordare Umberto Aldovieri, grande arbitro.

Oggi mi vien la pelle d’oca nel ritrovare uniti i colori dell’hockey monzese in questa serata del grande ritorno in serie A1 sulla pista di casa (che proprio di casa non è) che si annuncia vibrante contro un avversario storico, dicono più forte di noi. Sono contento di rivedere due grandi giocatori come Tommaso Colamaria, nel ruolo di coach, e Franco “Cirio” Girardelli, in quello di vicepresidente. Senza dimenticare il Presidente Andrea Brambilla, figlio di Enzo giocatore degli Anni Sessanta. 

Porca miseria, allora mi vien proprio da dire: “RAGAZZI FATECI SOGNARE!!”. Come una volta, come un tempo. 

Carlo Gaeta

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