Territorio e Turismo

Grigna e Resegone, le montagne che fanno da sfondo alla nostra vita

Brianza Acque

Si stagliano all’orizzonte. Il profilo calmo e sereno di una piramide imponente che urla al cielo tutta la sua grandezza. Sono loro. Le nostre montagne.

La Grigna e il Resegone.

Il sole caldo e rosso dell’alba ad est, e a ovest la sagoma elegante e prorompente delle montagne. Sono il nostro punto di riferimento, una delle nostre poche certezze quando apriamo la finestra alle prime luci del mattino.

Grigna e Resegone, le montagne che fanno da sfondo alla nostra vita

Un saliscendi di roccia e di pendii scoscesi, di vette aguzze che sembrano bucare il manto celeste. Le nuvole vi si raccolgono intorno quando sono basse nel cielo, sfiorano i fianchi ripidi eppure morbidi della montagna, uno spruzzo di zucchero filato sulle cime più irte e fiere della Terra. Nuvole bianche come il latte e soffici come la neve contornano la bellezza virtuosa delle nostre montagne, impreziosendole, come una stupenda donna che sfoggia una collana di perle.

Prima ancora di guardare il cielo, sono loro, la Grigna e il Resegone, il nostro personale meteo di fiducia.

Quando il sole è alto e caldo all’orizzonte e il cielo non minaccia pioggia, stagliandosi cristallino come la superficie del mare, le montagne brillano. Le loro vette, prive di quel tocco argenteo donatogli dalla neve, ormai sciolta, sembrano il diamante di un anello che sfavilla al tocco dei raggi del sole. Che meraviglia! Una visione che appaga gli occhi e risveglia la mente.

E quando, invece, il cielo non è così clemente e lascia presagire una giornata grigia e nuvolosa, le montagne si affievoliscono all’orizzonte. La loro lucente brillantezza e nitida presenza si perde, e sembra svanire pian piano tra le nuvole cariche di pioggia. Come se una nebbia leggera si frapponesse tra loro e i nostri occhi.
Eppure sappiamo che sono lì. Anche nelle giornate più buie e malinconiche, anche con l’orizzonte più minaccioso, noi sappiamo che loro, le nostre montagne, sono lì. A ergersi contro la tempesta e pronte a riemergere con lo spuntare dell’arcobaleno.

Grigna e Resegone, le montagne che fanno da sfondo alla nostra vita

La Grigna e il Resegone. I figli della natura che, più spesso di quanto ci si possa immaginare, finiamo per osservare nell’arco della giornata. Comparse costanti e fedeli delle nostre fotografie a immortalare il paesaggio estasiante della natura che si estende nella nostra verde brianza.

Sono la meta dei nostri viaggi, oppure i destinatari del nostro ultimo saluto a quell’orizzonte che chiamiamo casa. Quell’unico e solo profilo che, scorgendolo, ci conferma di aver fatto ritorno al nostro luogo d’appartenenza.

Un profilo, quello delle catene montuose della Grigna e del Resegone, che è difficile lasciarsi alle spalle senza mai guardarsi indietro. Che è difficile salutare senza quel pizzico di malinconia. Un sentimento che Lucia, celebre invenzione di Alessandro Manzoni, conosce benissimo. E che descrive in tutto il suo struggente dolore e senso di perdita e di smarrimento, nell’altrettanto noto brano “Addio ai monti”. Uno dei passi, non a caso così nominato, più commovente e profondamente intimo, de “I Promessi Sposi”.

Grigna e Resegone, le montagne che fanno da sfondo alla nostra vita

La Grigna, dipinta nelle leggende popolari come un’amante aspra e crudele che ostinatamente cerca di respingere tutti i suoi possibili pretendenti, è la metafora della montagna irta e pericolosa, ostile a qualsiasi scalatore cerchi di domarla, di scalarla. Questo suo aspetto, viene invece mitigato e addolcito dal significato che sembrerebbe nascondersi dietro la scelta del suo nominativo. Dal termine “grignare” cioè “ridere a bocca spalancata”, in riferimento alle moltissime caverne che costellano la catena montuosa. Una spiegazione, questa, che al contrario della precedente ci fa apprezzare e amare ancora di più la nostra Grigna, figurandocela come una dolce madre che accoglie i figli nel proprio ventre, offrendo loro riparo e protezione nelle caverne che si aprono lungo i lati scoscesi dei suoi fianchi rocciosi.

L’altrettanto imponente e amato Resegone, invece, deve il suo appellativo alla propria conformazione geologica. Le nove cime che compongono il sistema montuoso, infatti, si susseguono spigolose ricordando proprio la forma della lama di una sega, in dialetto lombardo “resegòn”.
Un’altalena forgiata dalla natura, il nostro Resegone. Su verso il cielo, poi giù a toccare terra, e di nuovo su nell’aria e nel vento, a dipingerne le vette irte e aguzze.

Grigna e Resegone, le montagne che fanno da sfondo alla nostra vita

Quelle piramidi tutte nostre. Roccia, muschio, il verde della vegetazione e il bianco della neve. L’acqua cristallina del lago a lambirne la terra a valle, al posto dei granelli di sabbia del deserto.
Le nostre piramidi tutte da scoprire. La Grigna e il Resegone.

Francesca Motta

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