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GP di Monza, la Regione “offre un caffè” ad Ecclestone

Studio Associato MSC - Treviso

Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni con il suo vice Fabrizio Sala

Il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni con il suo vice Fabrizio Sala protagonisti dell’incontro con Ecclestone, patron della F1

Colpo “gobbo” del Governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, che, complice Flavio Briatore, invita il patron della F1 Bernie Ecclestone a prendere un buon caffè a Palazzo Lombardia “zuccherato” con l’impegno economico necessario ad assicurare lo svolgimento del GP di Monza per i prossimi anni. Maroni per un giorno riesce a spostare l’attenzione mediatica da Roma a Milano, memore dei famosi slogan tanti cari al suo partito, e fa pure “leggerissimamente incazzare” il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani, che fino ad ieri aveva tenuto in mano tutta la partita del rinnovo, dopo aver esautorato dalla trattativa l’AC Milano e la sua controllata SIAS, la società che gestisce l’Autodromo Nazionale. 

Insomma, per la permanenza del GP di Monza la Regione non intende lasciare totalmente il pallino alla Capitale e così farebbe da garante per la parte mancante che Sias, con il bilancio tristemente in rosso, non ha in cassa e non sa manco dove reperirla, salvo proporre un piano di risanamento che non convince. Per coprire le spese del Gran Premio d’Italia 2016, per il momento l’ultimo ufficialmente in calendario a Monza, l’ACM ha approvato una delibera che mette a disposizione 5 milioni di dollari. 

"Pronto, devo venire a prendere un caffè in Regione per parlare del GP di Monza? Ma i dollari li avete?" sembra dire Bernie Ecclestone

“Pronto, devo venire a prendere un caffè in Regione per parlare del GP di Monza? Ma i dollari li avete?” sembra dire Bernie Ecclestone, padrone assoluto della F1

Per tornare all’oggi, diciamo subito che Ecclestone a Milano c’era già per un incontro in Pirelli e quindi Flavio Briantore non ha faticato molto a dirottarlo verso il palazzo della Regione dove ad attenderlo c’erano Maroni accompagnato dal vice Fabrizio Sala, che da buon brianzolo ha molto a cuore le sorti di Monza e forse pure quelle dell’amico conterraneo Andrea Dell’Orto, presidente della SIAS finito nell’occhio del ciclone. 

Prematuro dare per certo l’accordo, anche se i segnali che sono giunti da Milano dopo l’incontro paiono far incrementare di molto le percentuali di un risultato finale favorevole. La questione, non dimentichiamolo, fa riferimento al vil denaro, ma non solo. Ci sono in gioco pure la politica, quella romana contro quella lombarda, e anche alcuni equilibri in ACI, laddove il Presidente Sticchi Damiani ha messo sul piatto la sua credibilità in vista delle elezioni per il rinnovo della massima carica dell’Automobile Club d’Italia. 

Torniamo ai soldi: in totale alla FOM di Ecclestone devono arrivare 19 milioni di dollari l’anno, 12,5 dall’ACI, che ha ottenuto dal Governo la possibilità di usare i fondi del PRA (Pubblico Registro Automobilistico), mentre i rimanenti 6,5 potrebbero arrivare dalla Regione che si era già impegnata aveva per 70 milioni di euro in 10 anni da dare al Consorzio di gestione del Parco per opere di risanamento del polmone verde nel quale il circuito risiede.

Sticchi Damiani e il Presidente di AC Milano Ivan Capelli erano beatamente all’oscuro dell’incontro organizzato in Regione e quindi tanto bene non l’hanno presa. Per questo, dopo il ponte del 25 aprile, dalla Regione sarebbe stato richiesto un incontro a Roma in ACI per meglio spiegare cosa è accaduto a Milano “Durante l’incontro, che e’ stato molto cordiale – si legge nella nota ufficiale, nel quale –  si e’ discusso del futuro del Gran Premio di Monza”. Per il resto bocche cucite. 

Ci sfugge qualche passaggio che capiremo presto. Come può il Pirellone intervenire direttamente mettendo sul tavolo soldi pubblici? Anche perchè fino ad ieri si era parlato espressamente di finanziamenti regionali che arriverebbero nelle casse del Consorzio di gestione del Parco e della Villa Reale a fronte del fatto che la Regione entri in società con una quota importante. Ci potrebbe essere la finanziaria regionale Finlombarda, che (come scrive sulla sua pagina FB Patrizio Cantù, manager esperto di motorsport) avrebbe un buon potenziale economico. 

Intanto nel pomeriggio di martedì 26 aprile è stato convocato il CdA di SIAS dal quale nei giorni scorsi sono usciti i rappresentanti della proprietà (il presidente ACM Ivan Capelli e il presidente della immobiliare ACM Enrico Radaelli) che apertamente non condividono più la gestione del Presidente Dell’Orto e del procuratore/direttore Francesco Ferri, dei quali viene chiesto l’allontanamento. Per questo mercoledì 27 aprile è stata convocata l’assemblea dei soci di SIAS che dovrà pure approvare il bilancio 2015. 

La Regione con la mossa odierna, oltre che spiazzare in parte l’ACI, che comunque detiene la titolarità dell’evento sportivo, spiazza in buona parte anche l’ACM, chiamata a prendere decisioni delicate sul CdA di SIAS. Nei giorni scorsi, dopo le dimissioni di Capelli e Radaelli, dalla Regione era arrivata la disponibilità a sostituire i due membri dimissionari con funzionari regionali, segno evidente che nella partita Maroni e il suo vice Sala ci volevano entrare direttamente e lo hanno dimostrato incontrando Ecclestone. 

La sensazione è che settimana prossima ne vedremo delle belle perchè Dell’Orto non intende affatto uscire di scena a testa bassa e ha trovato una spalla forte sulla quale appoggiarsi, e forse pure una cassa in grado di risolvere i problemi economici della SIAS. Non sarebbe certo un’eccezione. Ad di la di quello che accade nelle altre nazioni che ospitano i Gran Premi, Imola, pronta a scippare la corsa mondiale a Monza, avrebbe in mano i soldi del consorzio pubblico Con.Ami. Insomma, oggi come oggi, per avere la F1, Pantalone deve mettere mano al portafogli. 

Carlo Gaeta

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