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Giovanni Cappelletti, ricordo del grande Pres biancorosso


Ricordo Pres CappellettiEra esattamente il 20 febbraio 1986 quando Giovanni Cappelletti, il Pres, che aveva fatto sognare Monza e tutta la Brianza negli anni Settanta, portando la sua squadra ad un soffio dalla serie A, ci lasciava prematuramente, a causa di un drammatico incidente sull’autostrada Milano-Venezia. Il mitico Sciur Giuan la massima serie l’aveva incredibilmente sfiorata nel 1979, dopo una stagione da incorniciare, con lo spareggio di Bologna, perso contro il Pescara.

Trent’anni dopo al cimitero di Monza si è ritrovato per la commemorazione della nefasta ricorrenza un nutrito e folcloristico gruppetto di nostalgici supporter insieme all’allenatore di quel sogno sfiorato, Alfredo Magni da Missaglia, l’irriducibile direttore sportivo Giorgio Vitali, il grande capitano Franco ‘Jimmy’ Fontana, il centrocampista jolly Fiorino Pepe, il nuovo Numero 1 della società biancorossa Nicola Colombo, accompagnato dall’addetto stampa Marco Ravasi, il super tifoso Angelo Scotti, ideatore e promotore dell’evento, tutto lo stato maggiore del Monza Club  Libertà, alcuni giornalisti e la figlia Renata con alcuni familiari.

Sempre vivo nel capoluogo brianzolo il ricordo dei cuori biancorossi per Giovanni Cappelletti, il più grande Presidente che abbia mai avuto il Calcio Monza. Una brava persona, umana, comprensiva con tutti, sempre gentile e disponibile, difficilmente irascibile, neppure nei rari momenti delle sconfitte, competente di calcio, amante del bel gioco e mai reticente nel far lanciare in prima squadra i giovani del vivaio, che ha scritto pagine indimenticabili nella storia del football cittadino, quello sano, genuino, fatto di sacrifici e di grande lavoro settimanale e domenicale.

Belle le parole scritte dall’amico Gianni Santoro, giornalista ed autore del libro sul centenario della squadra brianzola, ultimato da anni, ma non ancora pubblicato per mancanza di fondi e lette, in un momento di grande commozione, davanti alla sua tomba, da un esponente di vertice del club, prima di deporre un cuscino di fiori biancorossi.

Annunciando l’iniziativa, così si era espresso il Monza Club Libertà: ‘’ Un incidente stradale  si è portato via trent’anni fa il ‘Presidentissimo’, l’uomo immenso che ha condotto il Monza dove nessun altro è riuscito prima e dopo, in cima ai sogni. Grazie a Cappelletti, la società biancorossa ha vissuto anni meravigliosi. Era un grande appassionato di sport, di calcio, amava il  ‘suo’ Monza come un figlio. La gente di Brianza affollava il ‘Sada’,  sognando la serie A, sempre lì ad un passo, sfiorata, accarezzata, mai colta. Ma va bene così. Perché a volte basta sognare, per sentirsi felici e la gente di Monza e Brianza si è sentita felice, nel vedere la propria squadra del cuore lottare, vincere, entusiasmare. Grazie Giovanni! Ci manca davvero tanto un uomo come te!’’

‘’Grazie dell’affetto mostrato nei confronti del mio grande papà – ha detto commossa la figlia Renata, a nome di tutta la famiglia Cappelletti – La mamma, molto anziana, è mancata l’estate scorsa ed ora dei miei genitori rimane solo il ricordo. Mi ha fatto molto piacere questa iniziativa sincera e sentita. Devo ringraziare di cuore tutte le persone intervenute alla cerimonia. E’ stato bellissimo ricordare mio padre con tanti amanti dello sport che gli hanno voluto bene e lo hanno stimato. Un grazie particolare lo devo all’allenatore Alfredo Magni che papà considerava come un figlio. So che anche il tecnico nutriva un sentimento particolare verso di lui e lo approcciava sempre come un padre. Le parole pronunciate da Magni, davanti alla sua tomba, mi hanno fatto rivivere momenti fantastici e mi hanno strappato le lacrime.’’

Giovanni Cappelletti 2Affermato industriale ed ex giocatore, Giovanni Cappelletti prende il timone del Monza nell’estate del 1972 e sarà Presidente fino al 1980. Nel periodo della sua reggenza il Monza vive le stagioni più esaltanti della sua storia, sfiorando ripetutamente la promozione in sere A.

Recupera immediatamente la serie B nel ’76-77, alla sua seconda stagione ai vertici della società biancorossa, il Pres incamera, con la sua squadra, successi, soprattutto nella Coppa Italia di categoria. Per quattro anni, tra i Cadetti,  il Monza manca  ripetutamente la promozione nella massima serie per un niente, incamerando però ammirazione e consensi da ogni parte, con il ‘Sada’ sempre gremito di spettatori. Con l’inizio degli anni Ottanta, Cappelletti, avvilito anche da certe antipatiche critiche che lo volevano poco propenso a battersi nelle ultime partite di campionato per il passaggio di categoria a causa di uno stadio inadeguato e della mancanza dei fondi necessari, passa il timone al geometra Valentino Giambelli, apprezzato costruttore di Omate, conosciuto in tutta la Brianza.

Pure lui scriverà pagine importanti nella vita del Calcio Monza, ma non arriverà mai, pur avvicinandolo come intenti e conduzione, a raggiungere la popolarità del sciur Giuan. I risultati sportivi ed il gioco spettacolo del grande ‘Borussia della Brianza’, che faceva sognare il popolo biancorosso, resteranno, infatti, unici nella storia, come il suo mitico Sciur Giuan.

Enzo Mauri     

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