Arte e Cultura Nel weekend

Fotografia, il mondo di Vivian Maier in mostra all’Arengario di Monza

Studio Associato MSC - Treviso

– Vivian Maier, New York, July 27th, 1954 , 40x50cm (16x20 inch.) © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

– Vivian Maier, New York, July 27th, 1954 , 40x50cm (16×20 inch.) © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Nella sede espositiva dell’ Arengario di Monza arriva una grande artista, scoperta davvero per un caso fortuito, una cometa lucente dalla scia indelebile nel mondo della fotografia: dall’8 ottobre all’8 gennaio 2017 sono in mostra le immagini Vivian Maier, la tata-fotografa oggi considerata una delle massime esponenti della street photography.
Dopo il grande successo riscosso dall’esposizione di Robert Doisneau. Le merveilleux quotidien, Vidi Cultural, in collaborazione con il Comune di Monza, diCHromA Photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery di New York e la consulenza scientifica di Piero Pozzi, ci riprovano, proponendo questa volta Vivian Maier. Nelle sue mani, un’esposizione dedicata a una figura affascinante e singolare, dalla biografia decisamente insolita.
La mostra, curata da Anne Morin, nasce dal desiderio di rendere omaggio a un’artista assolutamente fuori dal comune e di svelare alcune immagini delle migliaia che Vivian ha sempre tenuto nascoste da qualunque sguardo che non fosse il suo. Attraverso un immaginario racconto che si snoda tra oltre 100 fotografie in bianco e nero e a colori, per la maggior parte mai esposte prima in Italia, oltre a rullini e negativi, la mostra apre una finestra su una Vivian Maier intima e segreta, che si racconta attraverso gli scatti . Non servono parole ad accompagnare le immagini, capaci di attraversare i sensi con l’intensità di fulmini.

Come sempre Vidi Cultural ama accompagnare il suo pubblico ad una comprensione più profonda dell’artista in mostra e anche parallelamente a questa esposizione non mancheranno incontri ed eventi aperti al pubblico, curati da Piero Pozzi, fotografo e docente di fotografia presso il Politecnico di Milano – Facoltà del Design.

Vivian Maier, Self-Portrait, 1956, 40x50 cm(16x20 inch.) , © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Vivian Maier, Self-Portrait, 1956, 40×50 cm(16×20 inch.) , © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Ma chi è quest’incredibile, affascinante, fotografa per caso, per intima passione?

Vivian Maier, nasce nel 1926 a New York da madre francese e padre austriaco. Trascorre gran parte della sua giovinezza in Francia dove inizia a scattare foto con una modesta Kodak Brownie. Perde entrambi i genitori molto presto, così, nel 1951 torna a New York e comincia a lavorare come tata per diverse famiglie della metropoli: una scelta che inevitabilmente condizionerà alcune decisioni importanti della sua produzione fotografica. Dopo poco tempo Vivian fa un salto di qualità e passa alla Rolleiflex, dalla quale non si stacca mai, nemmeno per una breve uscita, quasi fosse un prolungamento del suo corpo. I suoi momenti liberi dal lavoro sono interamente dedicati alla fotografia e si esprimono in un quasi compulsivo scattare, scattare e ancora scattare, congelando attimi fatti di sguardi, gesta, persone che incrocia nelle sue passeggiate di libertà, bambini che giocano, amanti che litigano, uomini al lavoro, con una capacità di identificare il momento decisivo che sembra incredibile, soprattutto se si pensa che non faceva molti scatti. Vivian scattava e poi camminava alla ricerca di altri stimoli e se si riflette su questo viene da chiedersi come potesse riuscire a trovare così facilmente quell’equilibrio che lega all’unisono soggetto, azione, inquadratura, tempo e luce. Istinto, animo, sensibilità, forse magia.

Vivian Maier, Undated, 40x50 cm(16x20 inch.) , © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Vivian Maier, Undated, 40×50 cm(16×20 inch.) , © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Fotografare è per Vivian una necessità esistenziale, come respirare, e in breve tempo si trova così a collezionare infiniti rulli di negativi, alcuni dei quali non riuscirà nemmeno a stampare. Investe ogni soldo guadagnato nella sua più grande passione ma questo non sempre basta purtroppo.
In un periodo della sua vita, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio, troviamo infatti all’asta tutti i suoi negativi: il suo bagaglio di vita pronto a lasciarla, per far fronte ad un mancato pagamento proprio alla società presso la quale li aveva immagazzinati. Ma è proprio grazie a questo terribile evento che, per uno strano gioco del destino, Vivian Maier trova il suo giusto riconoscimento approdando addirittura, sebbene da defunta, all’eterna gloria. Parte dei negativi viene infatti acquistata all’asta da un uomo, John Maloof, che, affascinato dalla misteriosa fotografa inizia a cercare i suoi lavori dando vita così a un archivio di oltre 120.000 negativi. Qualcosa di eccezionale, di mai sentito prima. L’archivio fotografico probabilmente più vasto del mondo. 
Da quel momento Maloof ha svolto una intensa attività di divulgazione della sua opera fotografica, organizzando mostre itineranti in tutto il mondo e permettendo a chiunque di scoprire chi era e cosa amava davvero Vivian Maier.

Vivian Maier, Armenian woman fighting on East 86th Street, September, 1956. New York, NY, 40x50 cm(16x20 inch.) , © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Vivian Maier, Armenian woman fighting on East 86th Street, September, 1956. New York, NY, 40×50 cm(16×20 inch.) , © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Ciò che rende questa mostra così unica è la particolarità legata alle immagini esposte, per la stragrande maggioranza fotografie non solo inedite in Italia ma che nemmeno gli stessi occhi di Vivian Maier hanno potuto vedere su carta, perché parte di rullini da lei mai sviluppati. Attimi nati dal suo animo, passati attraverso i suoi occhi e rimasti lì, in un mucchio di negativi che fortunatamente hanno potuto veder luce. Questa favola, perché di ciò si tratta, fa pensare a quanto si sarebbe potuto perdere per sempre, senza mai poterlo apprezzare e amare, se questa asta fosse andata deserta. Ed è inevitabile chiedersi se magari, da qualche parte nel mondo, esistono altre stelle nascoste come lei, magari tra scatoloni in un solaio o nei polverosi scaffali di una cantina chiusa. Visitare la mostra di Vivian Maier è molto più che ammirare meravigliose fotografie; è comporre una frase su un libro immaginario che continua a scrivere di lei.

Quando si dice che nulla è a caso…forse anche tutto quello che è capitato a Vivian era scritto…nelle strisce di luce delle sue infinite fotografie.

Elizabeth Gaeta

 

VIVIAN MAIER – NELLE SUE MANI

8 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017

ARENGARIO DI MONZA 

Piazza Roma – Monza (MB)

Orari

Lunedì chiuso

Da martedì a venerdì: 10.00 – 13.00 / 14.00 – 19.00

Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 20.00

Biglietti

Intero: 9,00 euro

Ridotto: 7,00 euro

Audioguide incluse nel prezzo

Scuole: 5,00 euro

Gli incontri guidati da Piero Pozzi si svolgeranno nella sede della mostra presso l’Arengario di Monza nelle giornate di giovedì dalle ore 17.15. Agli incontri si accede con il biglietto d’ingresso alla mostra, senza prenotazione e fino ad esaurimento posti. Il calendario degli incontri sarà disponibile sul sito Arengario Monza Foto

Info 

T. +39 039 329541

T. +39 02 36638600

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