Fiere, Feste, Sagre

Festa alla chiesetta del Dosso di Velate

Studio Associato MSC - Treviso

Dosso di Velate chiesetta della Madonna del CarmeloTorna, come ogni anno, il 16 di luglio, la Festa della Madonna del Carmine ad Usmate Velate e, più precisamente, al Dosso di Velate, località nel cuore del Parco dei Colli Briantei, distante  un paio di chilometri dalla Villa Scaccabarozzi, sede di mostre, concerti e convegni.

Al centro dei festeggiamenti la graziosa chiesetta del Dosso, con una capienza massima di una cinquantina di persone, che per la circostanza, viene vestita a festa con drappi e fiori e circondata da teloni aperti, sotto i quali, tantissime persone amano recarsi per sedersi sulle rustiche panche e gustare, sui tavoli grezzi predisposti dalla locale Protezione Civile, alcuni dei classici piatti della cucina brianzola.

Inutile dire che, nonostante il ‘fuori stagione’, la cassoeula recita sempre la parte da protagonista, con le costine e le salamelle alla griglia pronte ad offrire una valida alternativa a chi vuol restare fedele alla stagionalità del piatto, legato, per tradizione e per reperibilità delle verze sferzate dal gelo, alle fredde serate invernali.

Per chi al chiassoso ed affollato ritrovo nel pratone nei pressi della chiesina preferisce la tranquillità e la comodità di un locale, ecco, a disposizione, la storica trattoria ‘Pin del Rus’, situata di fronte alla chiesa, sulla curva della strada, ad una ventina di metri. Il proprietario Luca Zocca propone per venerdì 15 ‘Apericena al Chiringuito’ per le ore 20, all’aperto, sotto gli ombrelloni, con piatti caldi e freddi, con ‘Music & Drink’ e consumazioni a 6 euro, per sabato 16 e lunedì 18 ‘Serata Cassoeula’, con polenta, dalle ore 20 (in alternativa: arrosto o roast-beef con tradizionale contorno, formaggio oppure dolce, caffè, un quarto di vino e acqua, il tutto al prezzo di 20 euro e solo su prenotazione al numero telefonico 039-672020).

Per gli aspetti religiosi della festa, da segnalare, al Dosso di Velate, venerdì 15 luglio il Santo Rosario, con inizio alle ore 20.30, sabato 16 la Santa Messa alle 18.15 e domenica 17 ancora santo Rosario e Processione dalle 17.  

Dosso di Velate Chiesetta della Madonna del CarmineLa storia di questa antica chiesetta della Brianza, graziosa ma poco conosciuta, teatro in un recente passato di importanti matrimoni, in uno scenario naturale di grande suggestione, ad una dozzina di chilometri da Monza, merita di essere raccontata.

Questo piccolo ed isolato luogo di culto fu costruito, con ogni probabilità, nel primo quarto dell’Ottocento, nella zona dove si misura la maggior altitudine del territorio comunale di circa 280 metri, ha pianta circolare ed è dedicata alla Madonna del Carmelo. La pala dell’altare raffigura, infatti, la Madonna che dona lo scapolare del Carmelo a San Pietro, San Carlo Borromeo e San Rocco, il protettore dei pellegrini in cammino verso Roma e di passaggio in quel luogo.

La cappella rimase di proprietà privata fino al 1963, quando fu donata alla parrocchia di Velate, che ogni anno, il 16 luglio, vi celebra la festa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

La prima notizia del luogo la si può ricavare, però, da un testamento datato 1270, nel quale il  Beato Conte de Caxate fa riferimento ad alcuni suoi averi e, nell’elenco, compare proprio il possedimento al ‘dosso del prete’, da cui si evince come il posto fosse, fin d’allora, legato ad un edificio religioso.  Nel documento si parla, anche, di altri terreni prossimi, al ‘Dosso’, come il possedimento di Campofiorenzo, che fu dei Prealoni, l’appezzamento delle Quattro Valli, in una località nei pressi di Galgiana, vicino a Casatenuovo, dove sorgerà, nei primi anni del 1500, sotto l’egida dei discendenti del Conte de Caxate, il Conventino di San Giacomo, tenuto dai Domenicani, vicino alla  chiesuola campestre di San Giacomo Zebedeo, eretta in tempi lontanissimi.

Dosso di Velate altare chiesetta della Madonna del Carmine

Chiesetta del Dosso di Velate, l’altare della Madonna del Carmelo

In un documento del 1607, relativo agli atti del processo intentato contro Gian Paolo Osio, per la nota vicenda della monaca di Monza, si parla del notaio Francino che, in compagnia del vicario criminale Gerolamo Saracino, incaricato di condurre l’indagine, raggiunge Velate per un sopralluogo al sito in cui è stata ritrovata Suor Benedetta. Nella descrizione del luogo, si fa riferimento ad un pozzo senz’acqua profondo trenta braccia, distante un tiro d’archibugio da Velate e quindici passi circa, da una cappella, dislocata in una zona sopraelevata.  Lo stesso giorno il teste Pietro Paolo Alberico parla, pure lui, di una piccola chiesa, che fa bella mostra di sé e si staglia bianca, tra il verde dei prati circostanti e l’azzurro intenso del cielo, in quelle giornate in cui la si può appezzare, nella sua più pura essenza. L’ente dei beni culturali della Lombardia, che la censisce, certifica ‘Chiesa della Beata Vergine del Carmine al Dosso’, epoca di costruzione secolo XVIII.

Nel catasto Teresiano, nell’anno 1721, l’agrimensore Francesco Besoldo, preposto al censimento, disegna sulla mappa e precisamente al foglio quarto, di Velate, in posizione prossima al confine con il comune di Campofiorenzo, un piccolo edificio, siglandolo con la croce, che identifica la presenza di edifici religiosi e nelle note, a fianco, scrive che trattasi di cappelletta dedicata a San Giacomo, di proprietà privata, a distanza di 450 anni, ancora nelle mani degli ‘Heredi di Ambrogio de Casate’, dunque, lontani discendenti del Beato Conte del 1270.

E’ certo, che la costruzione, che oggi possiamo vedere in mezzo ad un prato, al confine con Camparada, non ha niente a che vedere con le chiese e cappellette indicate nella storia. Non è dato sapere se la soppressione del conventino di San Giacomo in Galgiana, avvenuta nel 1769 e la dipartita dei Domenicani, abbia avuto conseguenze negative, anche per l’edificio del Dosso. Si sa solo, dal racconto di una visita pastorale, nel 1838, del cardinale Carlo Gaetano Gaisruck, che, col passare del tempo, della chiesa in questione era rimasto ben poco, se non una sola parete, su cui era dipinta un’immagine della Maria Vergine, che gli abitanti delle limitrofe parrocchie, per un’antica devozione, veneravano assiduamente.

Su questo terreno, che era passato in proprietà al nobile Francesco Croce, e su cui restava il muricciolo con la sacra effige, grazie alla raccolta di offerte dei fedeli, che qui accorrevano sempre numerosi, era stato possibile, nel 1822, erigere un piccolo oratorio, con l’assenso del proprietario del terreno, ma senza alcun benestare dell’Autorità. Il cardinale, venuto a conoscenza di questa realtà, aveva prontamente negato il permesso di celebrare la santa Messa, causa anche la frequentazione del luogo, in ogni ora del giorno e della notte, da parte di troppe donne non proprio religiose, cosa contraria alla pubblica morale ed auspicato l’intervento delle Autorità, affinché l’edificio non fosse più aperto, a nessun titolo, ad uso di culto ed il luogo proibito all’affluenza del popolo.

Anche nel 1857, a distanza di anni, l’Arcivescovo Romilli, a seguito di una visita pastorale, proibì la celebrazione della Messa nella cappella detta del ‘Dosso’, avendo dubbi sul culto lì esercitato.

Dopo il nobile Croce, che al contempo deteneva anche la vicina chiesa del Masciocco (quest’ultima cambierà dedicazione, passando, nel 1856, da Madonna del Carmine e Carmelo a Santa Eurosia, , per differenziarsi dalla vicina cappelletta del Dosso, con la cessione dell’omonima cascina e dei terreni circostanti alle figlie),  proprietari diventano, prima la famiglia Borghi, poi, la famiglia Belgir, che, nel 1963 la cedono alla parrocchia di Velate.

Dosso di Velate Carlo Belgir ultimo proprietario della chiesetta

Carlo Belgir, ultimo proprietario della chiesetta del Dosso di Velate

Fatto curioso, a ridosso degli anni ’30 del secolo scorso, il cappellano dei Belgir, don Santo, incaricato di celebrare la Messa nella piccola chiesa, ebbe un diverbio insanabile con gli stessi tenutari e rinunciò al suo incarico. Così, a fianco della casa, che si era costruito personalmente, in stile prossimo al Liberty, fece erigere nel suo giardino, per non abbandonare i fedeli, che erano dalla sua parte, una cappelletta, con tanto di piccolo campanile, dove continuò, sino alla morte, a celebrare la Messa. Venuto a mancare don Santo, la celebrazione ritornò alla chiesa della Madonna del Carmine.

A proposito della famiglia Belgir, non possiamo non citare il signor Carlo, titolare dell’omonima azienda, fondata nel 1890 a Milano, nella centralissima via Dante, inizialmente ‘merletteria’, con pezzi di vario genere, dalle bordure alle finizioni, dagli inserti alle guarnizioni, ai centrini e, successivamente, alle tende, tovaglie, copriletti, tessuti per tende leggere e per arredamento in genere, provenienti da tutta Europa e da ogni parte del mondo, cotoni, voiles, tulli, sete e marquisette.

La Cascina ‘Il Dosso’, costruita nei primi decenni del Novecento ad un centinaio di metri dalla chiesetta, per desiderio di Carlo Belgir, omonimo nonno dell’attuale proprietario, stimato uomo di cultura e spettacolo, è stata la casa di villeggiatura di tutta la famiglia dell’imprenditore tessile. Tanti sono stati, negli anni, i protagonisti del XX secolo che il ‘buen ritiro’ di Velate, ha avuto il piacere e l’onore di accogliere, come amici ed ospiti. Da Giorgio Strelher all’attrice teatrale tedesca Andrea Jonasson, da Maria Callas a Renata Tebaldi, da Giuseppe di Stefano a Luca Ronconi, da Escobar e tutto il direttivo del Piccolo Teatro di Milano a Paolo Grassi, da Vittorio Sgarbi a Gianni Versace, da Ornella Vanoni a Valentina Cortese, da Rosalina Neri a Filippo Crivelli, da Arnaldo Pomodoro a Gae Aulenti.

Enzo Mauri

Si ringrazia Paolo Cazzaniga del blog https://scoprilabrianzatuttoattaccato.wordpress.com/) e il sito del Comune di Velate

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