
Si tratta di una festa paesana durante la quale si possono gustare vere e proprie specialità gastronomiche brianzole e non, quali la cassoeula, la buseca, il capriolo con la polenta, le salamelle e le costine alla brace, i formaggini di capra e la torta paesana. Il tutto con un contorno di giochi per i bambini e di ballo liscio sull’aia per gli adulti. La gente, approfittando anche del periodo festivo di Ferragosto, accorre sempre numerosissima per mangiare in allegria e sentire della buona musica dal vivo, facendo magari anche quattro salti in pista.

Dall’analisi delle mappe del 1722 di Carlo VI appare chiara la precedente struttura padronale della famiglia Della Croce, con orto, brolo, giardino strutturato su modulo quadrato, pascolo con salice ed una piccola chiesetta dedicata alla Madonna del Carmine.
La chiesa attuale, Oratorio dedicato a S.Eurosia, prende forma tra il 1880 ed il 1890, dopo la demolizione del precedente edificio.
E’ interessante notare, nell’evoluzione storica del lavoro e dei mestieri locali, la presenza nella cascina di numerose famiglie dedite, già all’inizio del secolo, all’attività di raccolta, separazione e rivendita dei rifiuti provenienti principalmente dalla città di Milano ed in particolare dal vecchio mercato alimentare del ‘Verzè’.
I nomi delle famiglie sono classici della zona, da Visconti a Brambilla, da Terenghi a Consonni, a Cazzaniga, con nonna Natalina, arrivata al Masciocco a vent’anni e che ora, con oltre ottant’anni sulle spalle, vanta 4 figli, sei nipoti ed un pronipote.
I ‘Ruè’, ovvero trasportatori di letame o immondizia varia, così chiamati, si recavano, con carrettini trainati da da asini e cavalli, nel capoluogo lombardo in tarda serata per iniziare la raccolta presso case private, con lanternino di carburo, per poi fare rientro al Masciocco intorno alle nove del mattino seguente. Il carico veniva selezionato nella speranza di scoprire tra i rifiuti oggetti di un certo valore e tutto ciò che potesse essere riutilizzato come materia prima.
I materiali raccolti venivano rivenduti. Il rimanente del carico, completamente biodegradabile, veniva mischiato con letame e stallatico ed utilizzato come concime nei campi. Un’antecedente importante dell’attività di riciclaggio e separazione del rifiuto, oggi largamente esercitata su scala industriale.

Tutte le famiglie si aiutavano l’un l’altra e lavoravano i campi, allevando galline, mucche, cavalli ed asini. I bagni, naturalmente, erano fuori dalle abitazioni.
L’associazione ‘Amici del Masciocco’ ha tenuta viva la cascina con tutte le sue tradizioni e i suoi riti. Sono quasi cento le persone di Lesmo, Camparada e Correzzana che se ne occupano, guidati dal presidente Davide Ravasi, da Roberto Beretta, anima del sodalizio, e Adolfo Crippa, volontario tuttofare.
Anno dopo anno, questi uomini curano il luogo agreste, per molti versi meraviglioso e carico di storia e, con il ricavato dalla sagra di metà agosto, aiutano associazioni come la ‘Lega del Filo d’Oro’ di Lesmo. La chiesina, cuore della cascina, restaurata proprio dagli ‘Amici del Masciocco’, conserva, a guardia, da cinquant’anni sempre nello stesso posto, una piccola statua della Madonna e tutte le donne del luogo, molto devote, sostengono che sia proprio lei a proteggere tutti, tenendo lontano dalla cascina malattie, disgrazie, calamità e quei brutti atteggiamenti, che caratterizzano troppo spesso l’era moderna.
Enzo Mauri


