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Eleganti “nonnine” a quattro ruote premiate a Cernobbio

Studio Associato MSC - Treviso

Grande successo per l’edizione 2015 del ‘Concorso d’Eleganza di Villa d’Este’, patrocinato da BMW Group e svoltosi nel penultimo weekend di maggio, con focalizzazione concentrata sul celebre e sontuoso albergo a cinque stelle di Cernobbio, sul lago di Como.

La Ferrari 166MM vince il trofeo BMW Group Italia al Concorso di Eleganza Villa d'Este, assegnato per referendum pubblico nei giardini di Villa Erba. Il trofeo è stato consegnato da Sergio Solero, Presidente e AD di BMW Group Italia

La Ferrari 166MM vince il trofeo BMW Group Italia al Concorso di Eleganza Villa d’Este, assegnato per referendum pubblico nei giardini di Villa Erba. Il trofeo è stato consegnato da Sergio Solero, Presidente e AD di BMW Group Italia

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Il Concorso, che ha radunato migliaia di appassionati di ogni età nello splendido parco di Villa Erba, ha confermato ancora una volta di essere il palcoscenico ideale per ammirare le dream car del passato e le più innovative concept car.

Assegnato, nella tarda serata di domenica, dalla Giuria, il ‘Trofeo BMW Group’ ha premiato il fascino della Alfa Romeo 8C 2300. La 8 cilindri del Geniale Vittorio Jano fu, negli anni epici, una delle auto sportive di maggior successo: vinse, infatti, tre volte la 24 Ore di Le Mans e la Targa Florio, due la Mille Miglia ed una  la  24 Ore di Spa. Anche Tazio Nuvolari ottenne diversi successi con questo modello. L’esemplare in mostra, con la carrozzeria firmata da Zagato, fu consegnato nel maggio del 1932 ad un acquirente di Genova, ma già nel 1937 varcò l’oceanoVILLA3 e giunse negli Stati Uniti dove rimase in possesso della stessa persona dal 1952 al 2003, prima di passare all’attuale proprietario di Beverly Hills. L’Alfa Romeo 8C 2300 nacque nel 1932, con 8 cilindri, 2336 cm3 di cilindrata e carrozzeria spider. Sulle sponde del lago di Como è stata portata in gara da David Svdorick, simpatico driver proveniente dagli Stati Uniti.

Premiata con la ‘Coppa d’Oro’, trofeo assegnato per referendum pubblico a Villa D’Este, la Ferrari 166 MM, un dodici cilindri del 1950, di 1995 cm3, carrozzeria Barchetta Touring, presentata dal concorrente inglese Clive Beecham. Questo modello di successo debuttò alla fine del 1948 al Salone dell’Automobile di Torino. Ne furono costruiti 25 esemplari ed Il primo proprietario di quello messo in concorso nel centro comasco  dal magnate britannico Clive Beecham, con numero di telaio 064, anno 1950, fu niente meno che l’avvocato Giovanni Agnelli.  Nel 1952 la Barchetta fu venduta al pilota, quattro volte vincitore a Le Mans, Olivier Grendebien. Dopo che Jacques Swaters, proprietario della Ecurie Francorchamps, vendette e riacquistò la vettura per ben sei volte, il trionfatore della mitica gara francese la fece restaurare per sé nel 1966. L’auto fu successivamente esposta al MoMA di New York, alla National Gallerie di Berlino e all’Idea Ferrari e rimase di proprietà della famiglia Swaters per 46 anni. Dopo essersi aggiudicata la ‘Coppa d’Oro’, la splendida Ferrari 166 MM ha saputo conquistare anche i gusti del pubblico di appassionati presenti a Villa Erba, aggiudicandosi il ‘Trofeo BMW Group Italia’ del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este.

La Pegaso “Cupula”, dalla stravagante e appariscente carrozzeria, ha, invece, suscitato l’entusiasmo degli spettatori più piccoli, vincendo il ‘Trofeo BMW Group Ragazzi’, assegnato per referendum pubblico dagli under 16 presenti nel parco di Villa Erba. L’ultimo premio assegnato sempre per referendum pubblico nei giardini di Villa Erba, il ‘Design Award for Concept Cars & Prototypes’, è stato, poi, appannaggio della Bentley ‘EXP-10 Speed Six’.

VdE2015_08270In campo motociclistico, da segnalare il successo ottenuto dalla Münch-4 TTS-E, premiata, sempre  a Villa Erba, con il ‘Trofeo BMW Group’, il Primo Premio assegnato dalla Giuria, Best of Show del Concorso d’Eleganza, dedicato alle motociclette storiche. Si tratta di un 4 cilindri tedesco del 1973, di 1177 c.c., presentato dal proprietario italiano Alessandro Altinier. Il sogno, a lungo accarezzato da molti appassionati motociclisti tedeschi, di avere un motore di elevata cilindrata e potente in una motocicletta di serie si realizzò a partire dal 1966, grazie al capomeccanico Friedel Münch, che lo elaborò  praticamente da solo. Utilizzò il motore a quattro cilindri raffreddato ad aria della NSU Prinz TT, costruì una trasmissione adeguata e passò alla storia come  innovatore nella realizzazione,  grazie al telaio posteriore, al forcellone e alla ruota posteriore realizzati in Electron. Per alcuni anni la Münch-4, prima motocicletta da 100 CV apparsa sul mercato mondiale, mantenne il primato, come la più potente e veloce due ruote di serie al mondo.

Enzo Mauri

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