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Diga delle Fornaci, la Valle del Lambro è più protetta dalle esondazioni

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La Diga delle Fornaci a Inverigo da oggi è una realtà e la Brianza lungo la Valle del Lambro è più sicura. La nuova opera idraulica, a difesa dalle esondazioni che possono colpire la vasta area attraversata dal fiume, finanziata da Regione Lombardia, interessa le tre province del Parco Valle Lambro Como, Lecco e Monza e Brianza. Alla cerimonia di inaugurazione in programma questo pomeriggio, lunedì 15 ottobre, alle 15.30, parteciperanno il Presidente del Parco Valle Lambro Eleonora Frigerio, il vice presidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala, l’Assessore regionale al Territorio e Protezione Civile, Pietro Foroni, il Sottosegretario con delega ai rapporti con il Consiglio Regionale Fabrizio Turba, i Consiglieri Regionali Alessandro Corbetta e Angelo Clemente Orsenigo, i Sindaci e i rappresentanti delegati dei Comuni di Inverigo, Veduggio con Colzano, Nibionno, Anzano del Parco, Arosio, Besana Brianza, Briosco, Erba, Merone, Monguzzo e Vedano al Lambro.

LA DIGA DELLE FORNACI – La diga è larga 12 metri (si intende il sistema di paratoie che regola il deflusso delle acque) e può contenere fino a 950 mila metri cubi di acqua. Si tratta di un’opera strategica per la sicurezza dei cittadini delle province di Como, Lecco, Milano e Monza Brianza. Un progetto che il Parco Regionale della Valle del Lambro ha realizzato con il suo Drf (Dipartimento di Riqualificazione Fluviale) in due anni. I lavori sono iniziati nel settembre 2016 per concludersi solo alcune settimane fa, nel settembre 2018.

DIGA DELLE FORNACI: OPERE PER 1,5 MILIONI DI EURO – L’area di esondazione delle Fornaci è un vasto territorio della Valle del Lambro posto tra i Comuni di Inverigo, Veduggio con Colzano e Nibionno. Oltre al manufatto idraulico finanziato con 1,5 milioni di euro, lo stanziamento complessivo messo a disposizione da Regione Lombardia  è di 5 milione e 400 mila di euro, che ha consentito di realizzare diverse aree umide nei territori di Briosco, Inverigo e Nibionno oltre a stabilizzare un’importante frana nel Comune di Veduggio con Colzano. E’ stata inoltre realizzata una pista ciclopedonale, di 500 metri sulla sommità arginale della Diga delle Fornaci.

DIGA DELLE FORNACI, DIFESA IDRAULICA DELLA VALLE – Quando le previsioni del tempo indicano l’arrivo di intense perturbazioni nel bacino del Lambro, i tecnici del Parco iniziano a monitorare l’andamento del fiume e delle Bevere suoi affluenti. Quando il livello del fiume raggiunge livelli di attenzione viene attivata la diga di Pusiano per ridurre la portata del fiume Lambro. Se, per effetto soprattutto degli affluenti del fiume, il Lambro continua a crescere allora entra in funzione la diga delle Fornaci che, attraverso una chiusura parziale delle paratoie, forma un lago a monte dello sbarramento. Alla fine dell’evento, con un’apertura progressiva delle paratoie le acque del lago vengono poi rilasciate nel fiume Lambro in condizioni di sicurezza.

DIGA DELLE FORNACI, SECONDO STEP DI TRE OPERE– Dopo la ristrutturazione nel 2015 del Cavo Diotti, la diga più antica d’Italia che regola le acque del Lago di Pusiano, la Diga delle Fornaci e la Cava di Brenno (del quale è pronto il progetto esecutivo con avvio dei lavori nel 2019), costituisce il sistema di difesa idraulica della Valle del Lambro che aumenta la sicurezza perché rende sempre meno probabili le piene del fiume Lambro che interessano i comuni brianzoli che si affacciano sul fiume e le città di Monza e Milano.

“La realizzazione delle opere di regolazione del fiume Lambro nei territori dei Comuni di Inverigo, Veduggio con Colzano e Nibionno, costituisce un ulteriore tassello del complesso sistema di difesa dal rischio idraulico che da sempre incombe sulla Valle del Lambro – ha spiegato l’Avv. Eleonora Frigerio, Presidente del Parco Valle Lambro (nell’immagini del corso di una recente intervista) –  A partire dall’alluvione del 2002, grazie al costante impegno di Regione Lombardia, il Parco della Valle del Lambro è in prima linea nella realizzazione di importanti interventi, come il Cavo Diotti e a breve della Cava di Brenno, che dimostrano come la difesa idraulica della valle può conciliarsi con la tutela del paesaggio”.

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