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Crollo del cavalcavia sulla SS36, Provincia di Lecco e Anas ai ferri corti


Valassina cavalcavia crollatoLa SS36 Valassina è tornata ad essere totalmente percorribile in entrambi i sensi di marcia nella serata di lunedì 31 ottobre intorno alle 20. La trafficata arteria era chiusa da venerdì pomeriggio dopo il tragico crollo del cavalcavia di Annone Brianza che ha provocato un morto e quattro feriti.

Con un comunicato l’ANAS ha fatto sapere che “Si sono concluse le operazioni di rimozione del cavalcavia crollato e le attività di ripristino della pavimentazione che era stata danneggiata dal crollo. Da venerdì sera uomini e mezzi dell’Anas hanno lavorato ininterrottamente con i Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine per le operazioni di rimozione delle macerie del cavalcavia crollato e per le successive attività di ripristino del manto stradale e delle barriere di sicurezza danneggiati dal crollo per consentire la ripresa della normale transitabilità in piena sicurezza».

Mentre si sono concluse le operazioni di ripristino, in parallelo è scattata l’inchiesta per omicidio e disastro colposi, con non pochi strascichi polemici tra ANAS e Provincia di Lecco.

Il comunicato stampa del 29 ottobre scorso della Provincia di Lecco recita testualmente: “In relazione al tragico evento di ieri ad Annone Brianza, la Provincia di Lecco esprime innanzitutto cordoglio ai familiari della vittima e vicinanza ai feriti. Si precisa che la ricostruzione dei fatti rappresentata dai comunicati stampa di Anas e dalle dichiarazioni dei loro responsabili non collima con le informazioni sull’accaduto in possesso della Provincia di Lecco. 

“Sono davvero rammaricato – ha commentato il Presidente della Provincia di Lecco Flavio Polanoper le comunicazioni rilasciate da Anas dopo l’evento con una tempistica quasi cronometrica, che addossano le responsabilità alla Provincia di Lecco, rispetto a una sequenza di fatti e circostanze che saranno chiariti dalle inchieste aperte, le quali stabiliranno le responsabilità”.

Insomma, siamo ai ferri corti, in particolare dopo le dichiarazioni a botta calda del responsabile ANAS intervistato in diretta da SKY che aveva fatto cenno ad un evidente ritardo nella chiusura della SP49 che attraverso il cavalcavia crollato collegava Annone a Cesana Brianza, imputando il colpevole ritardo alla Provincia non intervenuta subito dopo il primo sopralluogo di un accorto cantoniere ANAS che pure aveva lanciato l’allarme, attendendo peraltro anch’egli l’arrivo dei suoi superiori da Milano.

Successivamente ANAS aveva comunicato che “Dalle prime ricostruzioni dei fatti il mezzo pesante aveva una portata di circa 108 tonnellate, superiore a quella ordinaria, e non era stato autorizzato da Anas, che peraltro non ha in gestione la viabilità sulla strada provinciale SP49 dove era posto il cavalcavia”.

Infine, in una nota da Lecco hanno aggiunto che “La Provincia ritiene utile precisare che il ponte crollato, che collega i comuni Cesana e Suello con Annone Brianza, è di proprietà e quindi di competenza di ANAS, così come la strada Statale 36 sulla quale il ponte è crollato. E’ pertanto la stessa ANAS responsabile della manutenzione e dei controlli sia sul ponte che sulla strada. Si precisa inoltre che, a differenza di quanto sostenuto da ANAS, il Tir precipitato non era un trasporto autorizzato dalla Provincia di Lecco”.

Insomma, un botta e risposta non bello, che sa di scarica barile, aumentando quel senso di vergogna e di rabbia per quanto è accaduto in quella che un tempo era la fertile Brianza e oggi appare sempre più Brianza velenosa come cantava il grande Lucio Battisti che a pochi passi da quel ponte maledetto, in quel di Molteno, ha vissuto per anni.

Carlo Gaeta

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