Economia & Lavoro

Con il Covid cresce l’investimento in rete

Brianza Acque

Una tendenza che si sta consolidando di settimana in settimana e che, per la verità, si era già iniziata a registrare da qualche mese: sale l’interesse per l’investimento da effettuarsi direttamente in rete, tramite le piattaforme online, quindi in totale autonomia e senza dover ricorrere ad intermediari fisici.

Un universo nel quale non è assolutamente facile operare, tantomeno cercare di trarre profitti, ma che sta riscontrando un vero e proprio boom in questo preciso momento storico. Analizzando ad esempio i dati forniti dalla Consob, ovvero l’organo che in Italia è responsabile di vigilare su questo particolare mercato ed anche sugli operatori che ne fanno parte, andando a rilasciare i permessi, nel 2020 si è registrata una crescita del +83% del numero di società autorizzate a fornire di intermediazione finanziaria rispetto al 2018. In totale oggi, autorizzate ad operare in Italia, sono 242.

Il problema della regolamentazione

Si perchè proprio di autorizzazioni e regolamentazione si deve parlare per comprendere le criticità di questo mondo e per comprendere più da vicino questo boom delle piattaforme di trading online. Essendo costretti a stare in casa per il lock down gli italiani si sono dovuti regolare di conseguenza ed hanno dovuto delocalizzare in rete quasi tutte le azioni della propria vita quotidiana.
Anche il mondo degli investimenti ne è stato toccato, con la crescita del trading in rete; che prevede il ricorso proprio a piattaforme di intermediazione per operare sui principali mercati. Si può andare ad investire su tutti gli asset noti, dalle azioni alle materie prime passando per le valute estere e per le tanto ambite, oggi, criptovalute.
Il tutto in modo semplificato ma non per questo libero da rischi eventuali legati tanto alla perdita del proprio capitale (cosa che quando si investe deve sempre essere tenuta in considerazione) quanto al rischio di incappare in qualche truffa.

I rischi truffa nel Trading Online

Partiamo da un presupposto: rispetto al passato, quando il trading ha fatto la propria comparsa sul nostro territorio, le piattaforme sono indubbiamente più sicure. Anche perché sul mercato hanno fatto irruzione operatori anche grandi, brand noti (comprese alcune banche) che possono quantomeno garantire sicurezza all’utente.
Tuttavia i dati sulle truffe continuano a salire semplicemente perché è in aumento vertiginoso il dato di chi inizia ad investire in rete: ecco che di conseguenza anche il numero dei truffati è salito. Si parla quasi sempre di sfortunati che cadono nelle grinfie d i broker che operano sul mercato senza avere i requisiti, quindi letteralmente di piattaforme non a norma nelle quali può capitare di imbattersi. Inutile dire che si dovrebbe far di tutto per evitare questo pericolo e, se si desidera iniziare ad investire in rete, controllare che la piattaforma scelta abbia quantomeno i requisiti per operare.

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