
La rassegna è inserita nell’allestimento ‘Costrizione: tra velo e corsetto’, di Irene Carossia, ballerina, coreografa, scrittrice, maitre de ballèt, assistente alla regia, regista, cantante mezzosoprano, drammaturga, musicista di chitarra e pianoforte, che si è esibita, nella sua carriera, in tutti i principali teatri italiani, Teatro alla Scala compreso e in diverse tournée all’estero.
Le opere di Pieralberto Filippi, che da diversi anni risiede e lavora ad Usmate Velate, in località Il Dosso, saranno presentate da Alberto Moioli, con la voce ed il commento musicale, al pianpoforte, della stessa Carossia, accompagnate dalle fotografie del Maestro Luigi Angiolicchio e con la partecipazione degli allievi del Centro di Ricerca e Sperimentazione Teatrale Villa Mariani.
Tutto nasce agli inizi degli anni Duemila quando l’artista, partecipando al simposio ‘Ascoltando la pietra’, trova l’ispirazione per realizzare, su una lastra piana, un basso rilievo, sull’ingrandimento di un suo bozzetto rappresentante un movimento di danza. Dopo tre settimane di lavoro, viene alla luce la sua prima scultura dal nome ‘Bolero’ e cresce in lui la passione per proseguire su questa strada, con esperimenti con vari materiali, quali legno, argilla e terre refrattarie.
Dal 2002 fino al 2006 prende, quindii, parte ad altri simposi, imparando a scolpire i più diversi materiali, dalle pietre arenarie, come le pietre Berica e Molera, al marmo di Carrara, fino al classico legno. Dal basso rilievo al tutto tondo, il passo è breve e così Filippi trova, quasi naturalmente, la propria linea scultorea, derivante, del resto, dalla sua già affermata pittura.

Lo diventano quando Filippi, durante una visita alla fondazione Maeght, a Saint Paul de Vence, osservando l’istallazione di una scultura di Calder, scopre essere fatta di lamiera. Capisce, subito, che un materiale leggero, resistente e di facile reperibilità, può rappresentare la soluzione per dare dimensioni rilevanti ai suoi lavori.
Il primo modello realizzato in acciaio corten, lo intitola ‘Personaggi’ e rappresenta pienamente il suo attuale linguaggio artistico, che da allora non ha subito più sostanziali mutamenti. Le opere, per lo più da esterni, si susseguono a ritmo impressionante. La produzione non conosce soste.
La scultura di Filippi si costruisce sulla plasticità binomiale, in un rapporto di quantità, tra il vuoto ed il pieno della realizzazione e di qualità nella pienezza dell’insieme, che raggiunge l’osservatore pian piano, quasi attraverso delle ipotetiche feritoie nello spazio, per un immaginario dialogo.
Numerose sue opere sono presenti in collezioni private in Italia, Svizzera, Germania e Stati Uniti ed in alcuni musei dove l’artista monzese ha tenuto mostre personali.
La rassegna a Villa Mariani di Casatenovo, in via Buttafava, resterà aperta dal 12 novembre al 4 dicembre, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 19. In mostra, sculture in acciaio corten per esterni e in marmo per interni.
Enzo Mauri


