News Sport

Calcio: il Monza salvato “in corner” da un brianzolo

Studio Associato MSC - Treviso

Nicola Colombo

Il neo presidente del Monza 1912 Nicola Colombo (foto Rossi)

Nicola Colombo, figlio di Felice, ex presidente del Milan, è il nuovo “padrone” del club biancosso. 

Poco più di paio di decenni fa feci il tifo per Felice Colombo, perché ritornasse in qualche modo nel mondo del calcio che contava al fianco dell’amico Valentino Giambelli nella proprietà del Monza. Il geometra di Omate, presidente dall’80, ai tempi dava la sensazione di cercare qualche partnership e quella con i Colombo sembrava quantomai azzeccata. Un’abbinata tutta brianzola che avrebbe forse potuto far sognare i tifosi biancorossi che per tre volte, a fine Anni 70, avevano visto sfumare il grande sogno della A.

Per due o tre volte chiamai al telefono il capo della Cogefin a Bellusco per carpire se l’accordo con Giambelli si poteva fare in modo da portare nuova linfa nelle casse di via Ragazzi del ’99. Felice con i due fratelli, Angelo e Carlo, accompagnato spesso dal figliolo Nicky, era quasi ogni domenica in tribuna allo stadio, al vecchio Sada e poi al Brianteo. Prima di portare la famiglia nel Milan (mettendosi sul petto la Stella del decimo scudetto) era nel direttivo del Monza. Insomma, stiamo parlando di una stirpe di tifosi veri, appassionati e genuini. La moglie di Carlo, l’amica Clelia dei tempi di RV Radio, coinvolta fino al collo nella passione familiare, ha finito poi per diventare redattrice di articoli del Monza.

Felice Colombo, che con i marchi Philco e Zincol Lombarda era stato sponsor del Monza, preferì stare lontano dall’ennesima avventura calcistica, memore delle vicende patite quando ai vertici rossoneri era finito nel “borlotto” del totonero; una storia che ai tempi nostri forse sarebbe andata in altro modo. La magistratura ordinaria a fine 1980 assolse tutti perchè “il fatto non sussiste” quella sportiva invece picchio durò e così Felice venne radiato e il Milan finì in B. Vacci a capire. 

Oggi mi crea emozione vedere il figlio di Felice Colombo, Nicola, al timone del Monza, preso per i capelli all’ultima chiamata del Tribunale mentre stava per affogare nel mare del nulla. Avevo creduto qualche giorno fa nell’abbinata tra gli eredi Colombo e quelli Giambelli, perché sono un nostalgico dei tempi andati. Perché voglio bene alla Brianza e alla sua gente. Voglio bene soprattutto a quegli imprenditori che mettono il naso fuori dalla loro “fabbrichetta” per interessarsi anche delle cose belle della loro terra, non a quelli che la loro (nostra) terra l’hanno sfruttata e inaridita. Voglio bene a quegli imprenditori che s’impegnano nel sociale e nello sport. Perché fare seriamente impresa è anche un impegno verso la Società, pur vivendo in questo Paesello che l’impresa la vessa e non la sostiene, soprattutto se è di piccole dimensioni.

Se un brianzolo ha ancora a cuore le sorti del pallone nostrano, vuol dire che non tutto è perduto in questa Brianzuccia che spesso ha visto i suoi gioielli sportivi finire a gambe all’aria.

Grazie quindi al neo Presidente della neo Società Sportiva Dilettantistica SSD Monza 1912 a responsabilità limitata per questa speranza che da ai colori biancorossi. Il suo impegno merita rispetto e incitamento. Se poi non è solo, ancora meglio. Insieme al giovane Colombo pare ci sia in cordata qualcun altro. Vedremo.

Si è fatto riferimento agli industriali di Monza, inteso come associazione, dimenticando che la stessa è ormai praticamente milanese, nel senso che è ridotta a cotoletta. Quindi, mi sbaglierò, ma il buon Nico, dovrà far conto soprattutto sulle sue forze e sull’appoggio della famiglia per portare avanti il progetto.

Plaudo, ma una domanda mi resta: perché rilevare all’asta il povero Monza a tempo ormai scaduto per farlo ripartire dai gironi infernali dilettantistici quando si poteva acquisire prima con il titolo sportivo mantenuto sul campo in Lega Pro? Capisco che costava molto di più, complici ingaggi alti, stipendi, vecchi insoluti e perdite, ma è pur vero che qualche soldo in più girava in C, mentre adesso son tutte spese. Se Colombo avesse subito trovato partner accreditati con i quali dividere i costi magari… 

Vabbè Nicola, ti vogliamo bene e ti auguriamo davvero un viatico sportivo pieno di soddisfazioni per farci dimenticare la pochezza di questi anni amari nei quali al Monzello si è consumata la saga dei quaquaraquà e dei fetenti.

Carlo Gaeta

Print Friendly, PDF & Email