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Autodromo, Dell’Orto e Ferri danno i numeri … sulla gestione

Studio Associato MSC - Treviso

Andrea Dell'Orto, presidente SIAS, con il direttore Francesco Ferri (a sinistra)

Andrea Dell’Orto, presidente SIAS, con il direttore Francesco Ferri (a sinistra)

Autodromo di Monza, la querelle continua. Al terzo round scendono in campo Andrea dell’Orto, Presidente della SIAS, società che gestisce l’Autodromo Nazionale, e il procuratore-direttore dell’impianto Francesco Ferri, che si sono presentati alla stampa per rispondere alle varie accuse di “mala gestione” piovute in questi ultimi giorni sulle loro testoline. Una gestione non condivisa da due componenti del CdA, Ivan Capelli e Enrico Radaelli, rispettivamente presidenti dell’Automobile Club Milano e dell’immobiliare dell’ACM che hanno rassegnato le dimissioni la scorsa settimana.

Il due dirigenti si sono prestati al gioco delle domande senza palesare incertezze, forti di numeri che solo loro conoscono e che faranno parte del bilancio che dovrà essere approvato nelle prossime settimane dall’assemblea dei soci. Hanno risposto a tutte le domande rivolte dai numerosi giornalisti presenti, sciorinando cifre e circostanze, senza mai scivolare sulla classica buccia di banana che pure in tanti hanno cercato di piazzare sotto le loro scarpe. Soprattutto hanno dato la loro versione dei fatti, della quale da cronisti prendiamo atto, dopo i nostri precedenti resoconti con tanti interrogativi. Sempre per chi ha pazienza di leggere tutto il racconto.

Le parole del Presidente SIAS Andrea Dell’Orto

“Sono stato nominato presidente di SIAS nell’agosto 2014 – dice Dell’Orto – e fino a marzo 2015 non ho preso un soldo per quella che è una carica istituzionale. Dal marzo 2015, con l’insediamento del nuovo CdA, sono stato nominato anche amministratore delegato, ovviamente con poteri di firma, e per questo incarico ho ricevuto 80mila lordi, con tanto di delibera approvata nel giugno dello scorso anno dal CdA SIAS. Questo tanto per chiarire la questione degli emolumenti che mi sarei dato. Dall’insediamento del CdA ad oggi abbiamo lavorato sempre con grande impegno e dedizione, cercando di allargare l’offerta dell’autodromo nazionale per recuperare la difficilissima situazione ereditata. Ogni nostra delibera è stata approvata dal consiglio in modo compatto e unanime, anche con il parere favorevole di chi oggi si è dimesso. Onestamente, quale sia la “giusta causa” per la quale viene chiesto il mio allontanamento e quello dell’amico procuratore Ferri, non riesco a comprenderlo. Potrei fare delle ipotesi, ma preferisco di no. Me lo diranno quando sarà convocata l’assemblea dei soci” (ndr – il 22 aprile prossimo).

Sul tappeto rimane l’annosa questione del rinnovo del contratto con la FOM di Ecclestone per lo svolgimento del Gran Premio d’Italia di F1 dal 2017. Situazione delicatissima che rischia di veder Monza tagliata fuori dai giochi, con Imola ritornata in auge grazie alle spregiudicate avances del suo presidente Uberto Selvatico Estense che ha nuovamente incontrato il patron del circo della massima formula automobilistica in Bahrain. E mentre Imola si fa sotto, a Monza ACM e SIAS litigano e si frantumano.

Dopo l’odierna conferenza stampa facciamo fatica a comprendere quale sia il vero nocciolo della questione. Iniziamo ad avere tanti sospetti e poche certezze, al di la della gestione in “ross0” Dell’Orto-Ferri.

Andrea Dell'Orto SIAS

Andrea Dell’Orto

“Fino a settembre (ndr – nei giorni del Gran Premio di Monza) insieme a Ferri siamo stati coinvolti nella trattativa e abbiamo cercato di limare agli angoli le richieste della FOM che ci sembravano onestamente elevate, non solo per i bilanci della SIAS. – prosegue Dell’Orto – Poi da quella data ci è stato detto di farci da parte, ma nessuno ci ha detto il vero perché. Non ci è mai stata recapitata alcuna comunicazione ufficiale dai soggetti interessati, dall’ACI alla FOM. Quindi oggi non si può certo dire che un eventuale mancato rinnovo del contratto sia colpa di Dell’Orto e di questo management. Se questo è il vero problema era già risolto da settembre. Non capisco – aggiunge polemico il presidente Sias – perché fino al 2012 siano state tollerate certe gestioni finite nell’occhio della magistratura, ed oggi, stranamente, siano diventati noi il male assoluto di Monza”.

In queste ultime settimane si è parlato di una gestione che avrebbe sperperato fiumi di denari in scelte rivelatesi sbagliate e in costose consulenze che non hanno portato a risultati economici, facendo lievitare il deficit. Per giustificare il proprio operato e l’andamento economico di questo primo anno di attività il procuratore Francesco Ferri recita, come una poesia che s’impara a memoria, una serie di cifre, che fatichiamo a memorizzare d’un botto (fortunatamente c’è il comunicato stampa ufficiale che ci aiuta, scritto dall’ennesima società di consulenze esterna ingaggiata, la SEC relazioni pubbliche e istituzionali di Milano). Rimane però il fatto che non abbiamo un parametro di valutazione e quindi non ci resta che leggere il bilancio una volta approvato.

“I numeri son numeri – rimarca Francesco Ferri con un fare convincente – tutto il resto son chiacchiere e pettegolezzo, non oggettivo riscontro. Il nostro, checché se ne dica, è stato un grande lavoro di squadra”. Non si direbbe visto quanto è accaduto la scorsa settimana e voci che ci riportano di un malumore che si è generato fin dalle prime riunioni. Allora perchè il bubbone è scoppiato definitivamente solo una settimana fa?

Le cifre della gestione Dell’Orto-Ferri nel comunicato ufficiale

Il comunicato stampa ufficiale consegnato prima della conferenza racconta quasi di un successo.

“Più 5,1 milioni di ricavi, pari a +18% rispetto al 2014, con un valore della produzione superiore a 34,2 milioni, il miglior risultato degli ultimi sette anni; perdite più che dimezzate in un solo esercizio. I principali indicatori economici di SIAS 2015 testimoniano la netta inversione di tendenza nell’attuale dirigenza dell’Autodromo Nazionale Monza. L’aumento dei ricavi rispetto al 2014 è dovuto al miglioramento dei risultati delle principali manifestazioni e allo sviluppo di un programma specifico di diversificazione dell’offerta.

Dal primo punto di vista, i ricavi 2015 del Gran Premio di Formula 1 hanno registrato una crescita del 13% rispetto all’edizione 2014. La biglietteria è cresciuta del 4%: Monza è così fra i 5 circuiti al mondo che si sono distinti, anno su anno, rispetto alle vendite di biglietti. I ricavi derivanti da hospitality, grazie anche all’entrata di nuovi top client, sono superiori del 9%. Grazie poi a un’efficace azione di contenimento delle spese, il totale dei costi di organizzazione risulta essere diminuito del 5%. A marzo 2016, le vendite dei biglietti per il prossimo GP sono risultate superiori del 77% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

I ricavi del Monza Rally Show sono cresciuti del 15% attestandosi su 1,25 milioni di euro. A trainare le vendite dei biglietti il canale online e l’attivazione di nuovi punti vendita, come quello aperto presso EICMA.

Positivi anche i risultati delle altre attività realizzate allo scopo di diversificare le fonti di ricavi per l’Autodromo. Sono stati sviluppati nuovi eventi che hanno portato visibilità positiva all’impianto avvicinando pubblico non abituale, in particolare: Mille Miglia, Smart Mobility World, The Color Run, 12H Cycling Marathon, Biker Festival, concerto Manu Chao, gara di polo. Gli eventi aziendali sono cresciuti del 30% rispetto all’anno precedente, con diversi nuovi top client di rilievo internazionale. E’ stato varato un piano di rilancio dello Spazio Museale, che sta riscuotendo notevole successo di pubblico con la mostra dedicata a Senna (oltre 6.000 visitatori), mentre Info Point ha offerto nel corso del 2015 ad oltre 8.500 turisti diverse attività e visite guidate alla struttura.

La pre-chiusura 2015 prevede una perdita netta di circa 1,6 milioni euro, con il significativo miglioramento di circa 2 milioni rispetto al 2014 (-55%), quando il bilancio si chiuse a -3,6 milioni.

«La situazione economica complessiva sta migliorando, dopo che abbiamo ereditato una società in condizioni di bilancio e organizzative disastrose – ha commentato Andrea Dell’Orto, presidente e amministratore delegato di SIAS. I ricavi registrano un trend di crescita significativa e consolidata, frutto delle nuove strategie poste in essere con la piena condivisione di tutto il CdA.»

«Dal lato dei costi – continua il presidente SIAS nel comunicato –  sull’esercizio 2015 hanno inciso due fatti straordinari ed esogeni: da una parte l’accantonamento al fondo rischi per il pagamento dell’IMU, in base al contenzioso attualmente in corso, dall’altra la variazione del tasso di cambio euro/dollaro rispetto al 2014 che ha determinato un aggravio di costi di circa 1 milione di euro a valere sull’organizzazione del Gran Premio F1.  Senza queste due partite straordinarie il bilancio avrebbe chiuso sostanzialmente in pareggio.»

Tra gli altri provvedimenti, si segnala l’adozione per la prima volta nella storia dell’Autodromo di un moderno sistema di controllo di gestione, di procedure di project management per ottimizzare gli eventi, di una nuova organizzazione in grado di implementare il piano di rilancio.

«Per questi motivi – aggiunge Dell’Orto – ritengo ancora più incomprensibili le dimissioni dei due consiglieri, che oltre tutto sono avvenute nella fase delicata di rinnovo del GP di F1, nella quale abbiamo sempre fatto la nostra parte con senso di responsabilità, sia mettendo a disposizione parte significativa delle risorse economiche necessarie, sia coinvolgendo le istituzioni a partire da Regione Lombardia, che sta dando il suo fattivo e indispensabile supporto.»

Previsioni e principali novità per il 2016

Il piano 2016, alla luce delle attività di rilancio che hanno portato alla ristrutturazione dell’organizzazione e dei processi di SIAS, porterà al miglioramento dell’efficienza della gestione e all’ulteriore ampliamento dell’offerta:

  • introduzione di un maggior numero di gare e incremento del numero di manifestazioni anche non motoristiche e dedicate alle aziende
  • crescita dei ricavi derivanti dal Gran Premio di Formula 1
  • realizzazione di eventi musicali con artisti di fama internazionale come Gods of Metal a giugno e I Days a luglio
  • apertura dell’area bimbi presso la tribuna parabolica
  • ulteriore potenziamento delle attività turistiche con la possibilità di visitare l’autodromo con l’esperienza di realtà aumentata.

Per quanto riguarda gli investimenti per l’adeguamento degli standard di sicurezza della pista, propedeutici anche al ritorno delle due ruote e per la riqualificazione paesaggistica e monumentale del Parco di Monza, è in via di definizione la documentazione che permetterà di procedere con la Valutazione di Impatto Ambientale, al fine di raccogliere gli input di tutte le istituzioni coinvolte e arrivare alla definizione del progetto entro luglio. Si tratta nel complesso di investimenti per il 2016 pari a circa 5 milioni di euro effettuati con il contributo della Regione Lombardia, senza distogliere risorse dal rinnovo della F1, ma al contrario assicurando ulteriori fonti di finanziamento e di reddito per l’Autodromo.

Il budget approvato dal Consiglio di Amministrazione prevede per il 2016 un valore della produzione di 35,6 milioni di euro (+4%), la riduzione dei costi di gestione dato anche il termine delle attività di ristrutturazione effettuate nel 2015 e il ritorno all’utile.

Il procuratore Ferri dice la sua

Francesco Ferri

Francesco Ferri

“Abbiamo registrato perdite più che dimezzate rispetto al 2014 – sottolinea in conferenza stampa Ferri – potevamo essere in pareggio se il bilancio non fosse stato aggravato da un cambio euro-dollaro sfavorevole per circa un milione di euro, oltre a mezzo milione di imposte arretrate da pagare. Abbiamo poi avuto costi straordinari, che non si ripeteranno, dovuti all’avvio del piano di risanamento. Non siamo esenti da errori, ma sono errori che abbiamo rimediato subito, come l’allestimento iniziale dello Spazio Museo che non ha funzionato. Oggi però il museo sta ospitando la bella mostra dedicata ad Ayrton Senna che finora ha visto più di 6000 presenze. Abbiamo avuto circa un milione e mezzo di costi (autofinanziati) per ristrutturare parti dell’impianto abbandonate da tempo, compreso lo stesso Museo che è stato ripristinato nella volta e negli impianti. Abbiamo fatto fronte al pagamento della FOM, e lo faremo anche per quest’anno, nel rispetto dell’accordo in essere. Non dimentichiamo il costo della convenzione con il Comune di Monza pari a 885mila euro l’anno, oltre a Imu e ICI. Vogliamo andare avanti con questo piano, perché è l’unica strada che ci può permettere di risanare l’azienda. Nessuno ci ha contestato questi numeri, neanche il socio di maggioranza”.

Dell’Orto e Ferri non vogliono mollare il timone della SIAS

Insomma, Dell’Orto e Ferri parlano di gestione tutt’altro che fallimentare e non hanno nessuna intenzione di dimettersi. Risponda allora ufficialmente la “casa madre” AC Milano, chiamata a revocare il loro incarico nell’assemblea dei soci.

“Come imprenditori di Confindustria – aggiunge Dell’Orto – siamo stati interpellati nel 2014 per dare vita ad una lista di rinnovamento in grado di rompere col passato, mettendoci a disposizione di quest’azienda per operare proprio nel segno del suo rinnovamento, per risanare e fare utili. Abbiamo ricevuto un mandato per portare a termine un progetto preciso e l’unico motivo per cui siamo qui è e rimane il rilancio dell’Autodromo di Monza. Per questo obiettivo abbiamo operato in questo primo anno di attività. Quando sento dire che non ho esperienza di motorsport davvero ci rimango male perché la mia azienda ha 80 anni di storia in questo mondo e qualcosina ne saprò pure”.

A sentire i due baldi giovanotti si ha la netta sensazione che più di qualcuno stia “ciurlando nel manico”, anche perché per far vincere la lista Sport e Rinnovamento, che sta governando ACM, erano necessari voti che l’entourage confindustriale di Dell’Orto si è impegnato a reperire.

A sostegno dalla coppia interviene Alessandra Marzari, presidente del Consorzio Vero Volley. Lei all’interno del CdA di SIAS rappresenta i Comuni di Monza e Milano ed un poco ci stupisce con il suo intervento, che mette pure in discussione la convenzione d’affitto tra l’autodromo e l’ente che rappresenta.

“Abbiamo rilevato una società erosa dalle precedenti gestioni – dice il consigliere Marzari chiamata in causa direttamente dal management – E quando si parte così, si parte davvero male. Abbiamo ricevuto una cartella esattoriale da svenimento per tasse arretrate non pagate. Personalmente avevo richiesto una ripatrimonializzazione. Credo che a questo punto ognuno degli attori interessati all’autodromo debba dare il suo contributo per trovare nuove risorse, magari si potrebbe pensare di ritrattare la convenzione d’affitto”. Poi in un accenno polemico, si scaglia contro un esperto collega assente (e quindi non in grado di replicare), facendo riferimento al confronto numerico fra i dipendenti assunti dalla vecchia gestione indagata (30) rispetto a quello odierni lievitati fino ad oltre 50. In buona sostanza, anche i nuovi dipendenti e i consulenti ingaggiati sarebbero in linea con le necessità di rinnovamento dell’azienda. Anche su queste assunzioni il CdA SIAS era unanimemente d’accordo e il socio di maggioranza ACM pure? Parrebbe di si.

Perchè Ecclestone non vuole saperne dei due?

Rimane il fatto che Dell’Orto e Ferri starebbero beatamente sulle “balle” a Ecclestone. Per quale ragione? Non è che il vecchio Bernie si è contrariato perché la loro gestione vuole portare a Monza la Superbike? Perché le ipotizzate modifiche del tracciato non sono state affidate al suo amico tedesco Hermann Tilke, progettista di tutti i nuovi circuito della F1, più o meno uguali e più o meno noiosi?

Anche queste sono cose che non capiamo – ribatte Dell’Orto – A Zeltweg in Austria che hanno fatto? Non hanno forse modificato il tracciato per ospitare sia F1 che moto? Non va dimenticato che in Italia tutte le opere avvengono su bandi pubblici e qui da noi il bando se l’è aggiudicato Jarno Zaffelli (ndr – con lo studio Dromo che ha comunque importanti referenze avendo progettato il  circuito di Termas de Rio Hondo in Argentina, dove il MotoGp è approdato due anni fa). Con la Dorna abbiamo firmato un accordo che intendiamo rispettare: entro luglio di quest’anno dobbiamo dare una risposta per la gara del mondiale Superbike 2017. E’ in ballo una valutazione sull’impatto ambientale delle modifiche del tracciato da parte della Sovrintendenza. Non c’è ancora un parere negativo, anche perché l’intervento di modifica riguarda il nostro complessivo impegno per la riqualificazione del Parco e tocca anche Regione Lombardia, Consorzio di gestione e Comune di Monza”.

SIAS intanto ha contribuito alla riqualificazione di alcuni viali alberati e altro dovrà fare per tenersi buoni soprattutto gli ecologisti nostrani sempre pronti a legarsi intorno a qualche quercia malandata.

Per il 2016 Ferri parla di implementare le attività extra racing, gli incentive aziendali, i concerti (si mormora pure di Ligabue a settembre), l’area bimbi in Parabolica, la visita esperienziale in 3D dell’impianto. Tutte cose belle, speriamo non costose e in grado di portare denari. Ma il problema rimane mister B. Non quello di Arcore, quello di Londra.

Ecclestone, che un pò di sconto l’ha già fatto, vuole 19 milioni di dollari l’anno, 12,5 li porta l’Automobile Club d’Italia, per mano del Presidente Angelo Sticchi Damiani, gli altri li deve mettere SIAS, preferibilmente gestita da un uomo di Bernie, che si fida solo di pochi amici con il quali ama “personalizzare” le singole trattative. Forse proprio per questo Dell’Orto e Ferri sono oggi al canto del cigno a Monza, al di la dei bilanci più o meno in rosso, delle spese fatte, degli amici e delle amiche assunti per risanare la baracca, degli emolumenti che si sarebbero concessi per i loro incarichi, delle macchine date loro in dotazione dal mugnifico sponsor.

Carlo Gaeta

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