Benessere e Salute

Ansia: abbracciarla e non respingerla

Studio Associato MSC - Treviso

“Intensa preoccupazione o paura che si esprime sottoforma di forte stress per l’individuo”.
Questa è l’ansia. Uno stato di disagio mentale di cui soffrono moltissime persone ma che ancora ai giorni nostri, nel XXI secolo, purtroppo facciamo fatica ad accettare, considerandolo quasi un tabù.

Soffire di ansia non significa essere “non normali”…sempre che esista un vero e affidabile criterio per definire la normalità…sempre che esista questa normalità tanto agognata e, forse, stereotipata.

Se ci rompiamo un braccio o una gamba portiamo il gesso davanti a tutti, quasi con orgoglio, e non ce ne vergognamo minimamente. Se i problemi, i dolori, le rotture, riguardano il nostro corpo ricorriamo alle cure il prima possibile per guarire. Ma se il dolore, se il nostro malessere e la nostra sofferenza dipendesse da altro? Se fosse la nostra anima, la nostra psiche ad essersi rotta? Come aggiustarla? E, soprattutto, come accettarlo?

Come riconoscere e accettare l’ansia

L’aspetto più importante, infatti, è accettare questa sofferenza. Riconoscere, capire e accettare di avere un disagio e di soffrire di ansia è un passo fondamentale e necessario per affrontare la risoluzione del problema. La nostra mente non è indistruttibile o instancabile, reagisce esattamente come il nostro corpo, e se quest’ultimo può avere dei cedimenti, lo stesso può capitare alla nostra anima. Non vi è nulla di vergognoso nel soffrire d’ansia, nell’accettarlo come parte del nostro essere e quindi, di parlarne serenamente e di trovare le giuste accortezze e i mezzi necessari per stare meglio.

Ansia: abbracciarla e non respingerla

Solitamente, l’ansia si presenta nel peggiore e nel più estremo dei casi con gli attacchi di panico.
Un attacco di panico (pur premettendo che ogni individuo è un essere distinto che esterna l’ansia con sintomi propri) si manifesta generalmente con sudorazione, associata a formicolii, agli arti inferiori e superiori, palpitazioni, mancanza di fiato, sensazione di svenimento, vertigini…
Ma l’aspetto che contraddistingue inequivocabilmente ogni attacco di panico, è il fatto di avere un apice di massima tensione, di paralizzante terrore, per poi avere una discesa e infine risolversi.
Spesso il primo episodio di attacco di panico certamente non passa inosservato, ma viene valutato come un avvenimento limitato a una determinata situazione e al quale, inoltre, tendiamo sempre a dare una spiegazione razionale. Il vero crollo, pertanto, avviene al manifestarsi del secondo attacco di panico, quando tutte le precedenti spiegazioni razionali crollano e, di conseguenza, crollano anche le nostre ultime rassicurazioni, dunque avviene la crisi.

L’importanza di ascoltarsi e di ascoltare la nostra anima

E’ inutile, quindi, cercare di risolvere una situazione d’ansia, che sia essa occasionale o generalizzata, con spiegazioni razionali. La giusta strada da intraprendere, invece, è quella di accettarli e accettarsi, assumendo in sé la consapevolezza che tutto nasce dalla mente, non dal corpo che diventa, in questi casi, uno specchio sul quale si riflettono i disagi della nostra psiche.

Chi si è ritrovato almeno una volta nella propria vita in una situazione simile, sa quanto i disturbi d’ansia siano un circolo vizioso. Una spirale dalla quale, una volta innestata, è difficile uscire. Proprio perchè è la nostra mente a influenzare il nostro corpo, ad amplificarne i sintomi e a demolire ancora di più la nostra psiche già in preda all’ansia.

L’ansia e i relativi attacchi di panico sono un campanello d’allarme che il nostro corpo e la nostra mente congiunti, alleati, ci inviano per farci notare una certa situazione di disagio. C’è a chi, dopo un periodo o una situazione particolarmente stressante, viene la gastrite, a chi la colite, ad altri spuntano i foruncoli, e poi ci sono persone alle quali si presenta l’ansia.

Ansia: abbracciarla e non respingerla

Chi soffre d’ansia

Le persone particolarmente predisposte a soffrire d’ansia sono di solito eccessivamente pretenziose verso se stesse, con un forte se non eccessivo senso del dovere e che tendono, purtroppo, ad ascoltarsi troppo poco. Persone alle quali mente e corpo inviano in continuazione delle piccole avvisaglie, ma che loro trascurano, non ascoltano nemmeno, troppo avvolti dalla loro razionalità. E allora, è proprio a questo punto che l’alleanza tra corpo e mente invia loro gli attacchi di panico, ovvero, in poche parole, un allarme che non possono in alcun modo non sentire.

Come affrontare i disturbi d’ansia

Respirare con la pancia distendendo i muscoli e i nervi, affidarsi a tecniche di rilassamento nonché di riflessione sul hic et nunc, cioè sull’importanza di vivere e di concentrarsi sul “qui e ora”, e infine dedicarsi alle distrazioni, alle attività che ci piacciono e che ci coinvolgono emotivamente, sono delle ottime strategie per affrontare l’ansia e per non farsi imprigionare da essa.

E’ proprio questo l’aspetto che è necessario comprendere: affrontare l’ansia. Sì, perchè l’ansia non si può debellare, non è come un’influenza dalla quale si guarisce. L’ansia va accettata e abbracciata, non respinta. Deve diventare una parte di noi che abbiamo ormai compreso e che ogni volta sappiamo tenere a bada, ma non perchè la neghiamo, ma perchè la guardiamo dritta negli occhi e ascoltiamo la nostra anima.
Un’anima che, esattamente come il nostro corpo, ha tanto, tantissimo da dirci e che merita di essere considerata, sempre.

Francesca Motta

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