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Ambiente, difendiamoci dalla Popillia Japonica

Studio Associato MSC - Treviso

Popillia Japonica

La Popillia Japonica, scarabeo che attacca le nostre coltivazioni

Il bello e il buono che ogni giorno ci regalano le nostre campagne, i nostri frutteti, ma anche lo stesso verde delle nostre città è minacciato dall’invasione di alcuni insetti “alieni” provenienti dai paesi asiatici ma anche dall’America. La denuncia arriva dalla Coldiretti Lombarda che lancia l’allarme per la possibile distruzioni di raccolti di mais, di soia per mano di un esercito di insetti della specie Popillia Japonica.

A portare nelle terre del Varesotto, dell’ovest e dell’est milanese, lungo le coltivazioni che si affacciano sul corso del Ticino questo insetto killer potrebbe essere stata la flotta aerea intercontinentale che atterra a Malpensa.

“Sono circa 4 mila – spiega Coldiretti Lombardia – le trappole posizionate dal Servizio Fitosanitario dell’Ersaf in collaborazione con gli agricoltori per fermare l’avanzata della Popillia Japonica, insetto appartenente alla famiglia degli scarabeidi in grado di colpire tutte le specie vegetali: dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti. I rischi maggiori li corrono il mais, il pesco, il melo , la vite e la soia”.

“Se una popolazione di questi insetti finisce in un campo di soia, ti fa fuori tutto come un’ondata di cavallette – spiega Cristian Capoferri, imprenditore agricolo a Turbigo – per questo è importante monitorare la situazione e fare prevenzione”. Fra  le coltivazioni prese di mira dalla Popillia vi è il mais, coltivato in regione su 350 mila ettari. E’ questo un cereale preferito dagli allevatori per sfamare circa un milione di bovini. Mais e soia utilizzati anche  come mangime per oltre tre milioni di bovini. In  passato nell’area della Martesana a provocare allarme era stata l’Army Worm, un insetto proveniente dal nord America che aveva distrutto coltivazioni di orzo. Ma la Popillia non è l’unico “alieno” arrivato nei nostri territori.

Secondo Coldiretti sono dieci tra insetti, rettili e pesci le minacce straniere più gravi alla biodiversità in Lombardia. La “top ten” degli invasori comprende: Popillia Japonica, tarlo asiatico, vespa del castagno, pesce siluro, testuggine dalle orecchie rosse, scoiattolo grigio nordamericano, gambero della Louisiana, minilepre, diabrotica e nutria.

“La Lombardia vanta un tesoro di oltre 23 mila specie animali e vegetali messo a repentaglio dalla progressiva avanzata di parassiti che arrivano dall’Asia e dall’America, soppiantando la flora e la fauna autoctone e provocando danni e perdite alle produzioni agricole – incalza Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – un patrimonio secolare che è a rischio. Anche perché non ci sono competitor che possono frenare la loro espansione”.

Come non ricordare poi i danni milionari provocati ogni anno su terreni e canali irrigui dalla nutria, un animale di origine sudamericana ormai diffuso in tutta la Pianura Padana. L’America ci ha “regalato” anche la diabrotica che attacca il mais, lo scoiattolo grigio che sta sfrattando il più pacifico e piccolo cugino italiano e il gambero rosso della Louisiana che ha colonizzato canali e aree umide di mezza Italia, Lombardia compresa. Nei nostri fiumi, in particolare nel Po, è sempre più frequente trovare anche il pesce siluro, una specie ittica di grandi dimensioni originaria dell’Est Europa che si nutre di pesci vivi e morti, di vermi e girini, desertificando fondali e sponde. Non possiamo dimenticare l’americana testuggine dalle orecchie rosse, inserita tra le cento specie aliene più aggressive al mondo. In totale – spiega la Coldiretti Lombardia – secondo la Banca dati mondiale delle specie invasive sono oltre 200 quelle presenti nel nostro Paese.

Pierfranco Redaelli

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