
Asportata dal volume La Sforziade, l’opera del grande pittore, ingegnere e scienziato, uomo d’ingegno e talento universale del Rinascimento, nato a Vinci il 15 aprile 1452 e morto ad Amboise, in Francia, il 2 maggio 1519, rappresenta la più recente attribuzione che riguarda l’autore della Gioconda e dell’Ultima Cena, scaturita in seguito ad una serie di’indagini scientifiche nel 2009, che avrebbero scoperto sul lavoro artistico un’impronta digitale altamente compatibile con altre conosciute dell’artista, in particolare sul San Girolamo della Pinacoteca Vaticana, ritenuto completamente autografo, in quanto dipinto dal maestro quando ancora era giovane e non poteva disporre di assistenti.

Nel 2006 ha confermato l’attribuzione anche un gotha di studiosi, capeggiati da Nicholas Turner, Alessandro Vezzosi, Mina Gregori e Cristina Geddo.
Nel settembre 2011, Martin Kemp e Pascal Cotte, basando la loro analisi sui fori di legatura, hanno anche identificato il codice da cui il foglio sarebbe stato strappato e si tratta di una copia di un incunabolo stampato a Milano, presso Antonio Zarotto, nel 1490, La Sforziade di Giovanni Simonetta, con un frontespizio miniato da Giovanni Pietro Birago, contenente allusioni sulle nozze del suo probabile possessore, Galeazzo Sanseverino, con Bianca Sforza.
La ‘Bella Principessa’ potrebbe, infatti, raffigurare Bianca Sforza, nata nel 1482, figlia naturale primogenita di Ludovico il Moro e Bernardina de Corradis, andata in sposa a Gian Galeazzo Sanseverino, capitano delle armate proprio di Ludovico il Moro, nel gennaio 1496 e deceduta nel novembre dello stesso anno. Sequestrato durante il sacco di Milano del 1499, l’esemplare sarebbe passato nelle collezioni reali francesi per poi essere donato da Francesco I di Francia a Sigismondo di Polonia in occasione delle sue nozze con Bona Sforza nel 1518. Tele ipotesi conferma, secondo i due studiosi, l’identità della donna effigiata. Il capolavoro, esposto per la prima volta nel 2010 nell’Eriksbergshallen di Goteborg, in Svezia, è ora valutato 107 milioni di euro.
La presentazione ufficiale dell’evento monzese si terrà a Roma, venerdì 15 maggio, con la presenza del popolarissimo critico d’arte Vittorio Sgarbi, Mina Gregori, Cristina Geddo, Elisabetta Gnignera e Martin Kemp.
Il padiglione sarà curato dalla casa editrice di Reggio Emilia Scripta Maneant, già al fianco di Vittorio Sgarbi per la presentazione della stessa mostra al teatro Sanzio di Urbino lo scorso dicembre,
con l’organizzazione della Reggia di Monza, del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e del Comune di Monza.
Enzo Mauri

