Lissone Città del Mobile e d’arte è infatti in Provincia di Monza l’unica a vantare un museo d’arte moderna, ma da qualche giorno anche fra le poche realtà brianzole che possono disporre di un corso di musica nelle scuole superiori.
La conferma arriva dalla Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo I, Prof.ssa Malvina Poggiagliolmi, che, in piena sintonia con il Collegio dei Docenti, ha sempre sostenuto come la pratica strumentale, nell’ottica di un’offerta formativa fortemente inclusiva, possa essere particolarmente adatta a rispondere ad alcuni bisogni/eccellenze degli alunni oltre ad essere fortemente efficace nel promuovere il raggiungimento di alcune competenze di comunicazione, socializzazione e di espressione culturale e, parallelamente, di obiettivi quali l’integrazione e la prevenzione del disagio.
Al riguardo aggiunge Concettina Monguzzi, Sindaco di Lissone: “L’espressione musicale rappresenta un canale di comunicazione non verbale trasversale di superamento delle diversità, intese sia in quanto caratterizzanti differenti livelli di apprendimento sia in quanto dovute a provenienze culturali variegate”.

Gli studenti ammessi frequenteranno il corso musicale per i tre anni del triennio. L’insegnamento dello strumento persegue un insieme di obiettivi generali all’interno dei quali si individua l’acquisizione di alcuni traguardi essenziali quali: il dominio tecnico del proprio strumento al fine di produrre eventi musicali tratti da repertori della tradizione scritta e orale con consapevolezza interpretativa; la capacità di produrre autonomamente elaborazioni di materiali sonori, pur all’interno di griglie predisposte; l’acquisizione di abilità in ordine alla lettura ritmica e intonata e di conoscenze di base della teoria musicale. A questi si aggiunge non da meno la speranza che l’interazione degli alunni col territorio, attraverso eventi musicali pubblici promossi e realizzati dalla scuola media Benedetto Croce, possa contribuire a far percepire ai cittadini la diversità come ricchezza e non come motivo di pregiudizio.
Pierfranco Redaelli

