La nostra storia

40 anni fa Monza cancellò l’Ippodromo Mirabello e la sua bella storia

Studio Associato MSC - Treviso

Monza, Ippodromo MirabelloCon il ‘Grande Cross Country di Monza’, classica gara ad ostacoli sulla distanza di più di 5 chilometri, con guado del fiume Lambro, cessò ufficialmente nel 1976 l’attività dell’ Ippodromo Mirabello, nel Parco reale, considerato l’’Ascot italiana’, per lo stile Liberty delle sue due tribune in legno e per il richiamo ambientale alla Belle Epoque.

La Sire, Società Incremento Razze Equine, che aveva in gestione l’area, preoccupata per le troppe spese di gestione ed onde evitare una concorrenza incalzante con il più remunerativo ippodromo di San Siro, decise, infatti, in quell’anno, di chiudere i battenti ed abbandonare gli uffici amministrativi di Villa Mirabello.

Neppure i tentativi isolati, a metà degli anni Ottanta, di una finanziaria bresciana, composta da appassionati d’ippica ed organizzatrice, a sorpresa, di una memorabile giornata di gare con cavalli di valore internazionale, riuscirono a cambiare l’atroce destino di questo sfortunato impianto, vanto della Brianza e dell’intera Lombardia.

Monza, Ippodromo Mirabello 2Avviato alla costruzione nel 1922, contemporaneamente al vicino Autodromo ed inaugurato nel 1924, l’ippodromo fu uno dei primi progettati dall’architetto Paolo Vietti Violi, il quale poi realizzerà Roma Capannelle, Merano Maia, il Trotter di Milano fino ad arrivare a circa cinquanta ippodromi, anche in Africa e in India. L’impianto ippico del Parco disponeva di due piste da corsa, lunghe una 1.800 metri e l’altra 2.200, sia per il trotto che per il galoppo e di due tribune da 1.500 posti, informali, ma estremamente eleganti.

Le corse che venivano disputate a Monza erano sempre belle, avvincenti e di buon livello, anche se, per la verità, poche e per lo più nella bella stagione, e non arrivando ad eguagliare, per spessore tecnico, quelle in programma a Milano durante l’intero anno. Negli Anni Venti e Trenta questi eventi venivano seguiti, in modo speciale, dall’aristocrazia e dall’alta borghesia brianzola, che vedevano in questo sport un piacevole passatempo mondano.

Persino il grande regista Luchino Visconti, che abitava a Cernobbio, in una splendida villa ottocentesca affacciata sul lago di Como, un decennio dopo, fu tra i più assidui frequentatori del Mirabello, prima quale fantino dilettante, poi come allenatore ed allevatore.

Negli anni Sessanta e Settanta, l’ ippodromo Mirabello richiamava sulle tribune, negli appuntamenti infrasettimanali, vip e calciatori famosi, appassionati di ippica e tra questi, il più esperto, non restio alle scommesse sulle ‘dritte’ degli amici delle scuderie vicine, era sempre il buon Sandro Vitali, l’ex giocatore del Milan e del Napoli, poi illustre direttore sportivo, scomparso a Monza lo scorso agosto. A lui, amante dei cavalli, al pari delle barche da diporto e delle potenti auto inglesi, Jaguar su tutte, spesso si rivolgevano, in cerca di un nome su cui puntare, i giornalisti di casa Giancarlo Pozzi e Giancarlo Besana, altri accaniti appassionati, immancabili alle riunioni monzesi.

Monza Ippodromo MirabelloSul percorso ad ostacoli, gareggiarono cavalieri del calibro del campione mondiale ed olimpico Raimondo D’Inzeo, il più grande di tutti i tempi nella storia dell’equitazione, del fratello Piero, con sette titoli al Concorso ippico internazionale ‘Piazza di Siena’, il partecipante più vincente di sempre in questa manifestazione, e di Graziano Mancinelli, medaglia d’oro individuale alle Olimpiadi di Monaco 1972 ed ai Campionati Europei di Roma 1963, nonché d’argento individuale ai Campionati del Mondo di La Baule del 1970.

E come non ricordare, per il galoppo, in gara a Monza il fantastico fantino sardo Gianfranco Dettori, pluricampione dei jockey italiani negli anni 70 e 80, che aveva inventato un nuovo modo di montare, facendo coincidere il proprio baricentro con quello del cavallo, al quale non faceva sentire il suo peso e, così, vinceva sempre in handicap.

Tiziana Sozzi, prima donna fantino italiana

La bella Tiziana Sozzi, prima donna fantino italiana finita sulle pagine di Playboy senza veli

Per non parlare delle presenze al Mirabello, a metà Anni Settanta, della prima donna fantino professionista in Italia, la bella e sensuale Tiziana Sozzi, amica particolare di un noto negoziante di scarpe monzese, pure lui legato al mondo dell’equitazione, quale consulente di una plurivincente scuderia della zona. Finita a posare, senza veli, al fianco dei suoi amati cavalli, per un servizio fotografico sulle pagine di Playboy del febbraio del 1979. Immagini che all’epoca fecero scalpore. Per quegli scatti osé, Tiziana Sozzi fu allora squalificata per sei mesi dalla sua Federazione.

Tiziana Sozzi, Playboy MirabelloSul finire degli Anni Ottanta, il Mirabello fu distrutto da quattro misteriosi incendi, il primo dei quali nel gennaio 1987, mandò in fumo, tra lo stupore e l’incredulità generale, le due tribune, lo chalet e la ricevitoria, azzerando, così, in pochi minuti, le piacevoli opere realizzate dalla sapiente mano dall’architetto Vietti Violi.

Monza, Ippodromo Mirabello ruderi

Quello che resta dell’ Ippodromo Mirabello nel Parco di Monza

La verità, su quanto realmente accaduto nel Parco, non venne mai a galla e nessuno fu mai condannato, anche se i vigili del fuoco, una volta spente le fiamme, rilevarono sul luogo tracce di liquido infiammabile, indizio per un possibile incendio doloso, collegabile, forse, al mondo delle scommesse clandestine milanesi, con i suoi protagonisti per nulla soddisfatti di dover ‘lavorare’ anche in trasferta, fuori dal proprio habitat.

Nel giugno del 1990, un ultimo focolaio, provocato con molta probabilità da uno dei tanti balordi, tossicodipendenti e clochard, che sovente frequentavano quella zona del Parco, alla ricerca di un posto dove passare la notte, accendendo il fuoco per scaldarsi. Quell’ultimo rogo distrusse il poco che rimaneva delle tribune in legno, che vennero in seguito demolite, insieme alle stalle.

Collocato fra le Ville Mirabello e Mirabellino, l’ippodromo, sottoposto ai vincoli della Soprintendenza, si inseriva in un delicato equilibrio paesaggistico, tutto immerso nel verde, con l’erba sempre di taglio perfetto ed i secolari alberi a far da cornice, vicino alle sponde del Lambro ed allo storico ‘cannocchiale’ prospettico del viale dei Carpini.

Monza, Ippodromo Mirabello ruderi 2

La strada che porta verso l’ingresso principale dell’Autodromo Nazionale a Vedano con a lato i ruderi dell’ Ippodromo Mirabello

Nell’estate del 2015, il Consorzio Villa Reale ha stanziato 250.000 euro per recuperare l’ex insellaggio, mezzo diroccato e le biglietterie, con le sole pareti perimetrali rimaste, annerite dal fumo e dall’incuria, ma l’ippodromo, di certo, con questo piccolo ed insignificante intervento, non tornerà più a vivere.

In compenso, sempre nell’area recintata, nelle vicinanze dell’ex ingresso principale, sulla curva della strada che porta in discesa verso i vicini cancelli di Vedano dell’autodromo, nella quasi totale indifferenza dei gruppi ecologici, decisamente più incentivati a contestare i grandi eventi nel Parco, è sorto, su un quadrato in terra battuta, ricavato sul bel manto erboso, un chiosco, con tanto di sedie e tavolini attorno.

L’ ippodromo Mirabello rimarrà solo nei ricordi dei monzesi con i capelli grigi, così come la pista di hockey a rotelle di via Giovanni Boccaccio ed il minigolf di via Ugo Foscolo, ridotti ormai a strutture fatiscenti in mezzo alle sterpaglie, deposito di spazzatura di ogni genere e mete predilette di topi e zanzare. Questo alla faccia dei tanti titoli sportivi conquistati dagli atleti delle squadre monzesi, che ne avevano fatto le loro gloriose sedi per le gare casalinghe.

Il 29 maggio scorso è stato organizzato nel pratone adiacente il vecchio impianto, nei pressi dell’edificio diroccato del sellaggio, un simpatico pic-nic “reale”, promosso dal blog Monzareale.com che un po’ ha rievocato gli antichi fasti, con tanti rimpianti per ciò che abbiamo perso.

Asso, il film con Edvige Fenech e Celentano girato nel Parco nel 1981

Asso, il film con Edwige Fenech e Adriano Celentano girato nel Parco di Monza e all’ ippodromo Mirabello nel 1981

Tornando al pittoresco Mirabello, a quarant’anni dalla sua infausta chiusura, l’invito per i nostalgici rimane quello di rivedere alla televisione ‘Asso’, un film del 1981 diretto dai registi Castellano e Pipolo, con attori protagonisti Adriano Celentano e Edwige Fenech, di tanto in tanto riproposto dalla Rai e dalle varie emittenti private. Nel simpatico incontro tra Asso, interpretato dal ‘Molleggiato’ ed Enrichetta (Sylva Koscina), l’’Ascot italiana’, luogo scelto per girare la scena, appare ancora in tutta la sua bellezza, dando, come sfondo, il giusto risalto agli interpreti. Almeno questo, anche se non è molto, ci resta, come testimonianza da passare alla storia.

Enzo Mauri  

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