Sport

Stella e insegne d’oro USSMB 2017, premiazioni al Binario 7

Brianzacque

Come è tradizione l’Unione delle Società Sportive di Monza e Brianza USSMB assegna a fine anno le sue onorificenze agli sportivi che più si sono messi in luce nella stagione agonistica appena trascorsa, giovani promesse e atleti più “maturi”, oltre a premiare con la Stella d’Oro un campione Made in Brianza che si è distinto in ambito internazionale. L’appuntamento è per martedì prossimo, 12 dicembre, alle 21 all’Urban Center Binario 7 di via Turati a Monza.

USSMB Stelle e insegne d'oroQuesto l’elenco  dei premiati:

Stella d’oro XXIV Edizione al ginnasta Matteo Morandi

Premio speciale a Torquato Testa, campione di Free Style Mountain Bike

Premio Giovani Promesse VIII edizione a:

Francesca Conzi dell’Astro Skating, campionessa mondiale di Skate Cross; Laura Pirovano dell’Atletica Monza, vincitrice della medaglia d’argento ai campionati italiani indoor e outdoor nel salto con l’asta; Gaia Pozzi, campionessa italiana allieve di ginnastica ritmica; Julian e Tudor Scutariu, campioni di bocce

Insegne d’oro XXIV Edizione a:

Alessandro Tuzza, campione di motociclismo; Camilla Pasteris, karateka; Davide Radaelli atleta dell’Arcobaleno Down;Nicola Colombo, presidente del Calcio Monza.

Non mancherà un riconoscimento riservato alla stampa. Il ventiduesimo premio intitolato alla memoria di Angelo Corbetta, storico corrispondente da Monza della Gazzetta dello Sport, sarà consegnato al giornalista Carlo Gaeta.

Condurrà la serata Gigi Vignando, speaker dell’Autodromo Nazionale.

Fondata nel 1976 l’Unione Società Sportive Monza Brianza è oggi presieduta da Fabrizio Ciceri. Presidente onorario è Pietro Mazzo che ha guidato l’Unione per oltre quarant’anni.

Nota a margine nel ricordo di Angelo Corbetta

Era il 1978 quando per la prima volta andai al vecchio stadio Sada con l’intenzione di scrivere un articolo. C’ero già stato tante altre volte da piccolo con mio padre, ma quell’anno iniziai a frequentare la tribuna stampa accompagnando il direttore del giornale locale sul quale scrivevo, l’Eco di Monza e della Brianza. L’anno prima avevo fatto qualche servizio a RICS, la radio che avevamo messo in piedi con alcuni amici a Monza, in fondo a via Borgazzi, dietro la Philips. 
Trovarmi lì su quelle panche di legno era una sorta di sogno a lungo covato. Avevo iniziato tre anni prima, ancora studente a 17 anni, come aiuto fotografo girando per lo studio Santi in via Camperio, dove avevo conosciuto la ‘creme’ della stampa monzese. Così mi ero appassionato alla scrittura e sognavo da “grande” di fare il giornalista. Prima però dovevo prendere la maturità. Nel ’78 mi ero iscritto all’università (mai finita) e avevo iniziato a girare per le redazioni locali, in quella de Il Cittadino prima con Gian Nava, e subito dopo all’Eco dove avevo ritrovato Giancarlo Besana, che spesso veniva in radio. All’Eco ho conosciuto in quegli anni uno dei miei più cari amici, Enzino Mauri, che aveva iniziato a imbrattar colonne qualche anno prima di me.  
Così quando Brizio Pignacca, il direttore, mi chiese di accompagnarlo allo stadio ero contento e nel contempo emozionato, agitato. 
Il Monza era in B ed erano gli anni belli in cui aveva sfiorato a ripezione la promozione. Ed io ovviamente ero tifoso. 
Non scrissi manco una riga per intere domeniche, perché il direttore, un po’ geloso del suo ruolo, confezionava l’intera pagina del calcio biancorosso. Osservavo, guardavo, prendevo nota, simulavo interviste a fine gara, ma nessun articolo usciva a mia firma. Una gavetta a foglio bianco. 
Intanto conobbi tanti bravi e simpatici colleghi e tra questi il buon Angelo Corbetta, storico corrispondente della Gazzetta dello Sport. Un’istituzione per Monza perché lavorava pure in Comune come geometra. 
Angelo, insieme allo zio Gianca Bes, era volto notissimo perché animava anche Tele Monza. Tutti gli volevano bene e per tutti era un esempio di sano giornalismo locale, fatto di buona penna e grande onestà intellettuale. Con lui al Sada c’era quasi sempre il figlio Paolo, quasi mio coscritto, che poi lo avrebbe sostituito alla Rosea. 
Angelo mi prese subito in simpatia e mi diede anche qualche buon consiglio quando finalmente Brizio mi fece scrivere i miei primi pezzi di inteviste a fine gara.
Iniziai così la mia storia di giornalista sportivo, mentre mi occupavo dell’impaginazione di sette pagine di cronaca di quel tabloid locale che finì tristemente la sua storia a fine 1980, anno in cui divenni pubblicista, mentre ero soldatino di leva.
Con il Corbettone c’incontrammo tante volte, dentro e fuori lo stadio, alle cene del calcio Monza e a quelle sportive. Purtroppo non per tanti anni perché Angelo ci lasciò prematuramente nel freddo inverno dell’85. Intanto ero diventato corrispondente de Il Giornale di Montanelli e lo sport locale lo seguivo ogni fine settimana. Dal calcio all’hockey su pista, dalle auto agli sport considerati ingiustamente minori. Una passione che è rimasta al di là della professione. 
Un pezzo del mio cuore è legato agli anni del vecchio Sada e alle frequentazioni con gli apprezzati colleghi di quell’epoca irripetibile. Personaggi unici come Angelo Corbetta, Giovannino Fossati, Giancarlo Besana, Enrico Camesasca, Mario Perego, Silvano Concari, Enzo Mauri, Giancarlo Nava. Oggi siamo rimasti in pochi di quel tempo andato e lo scrivo mentre mi tocco. 
Sono quindi quanto mai commosso nel ricevere il Premio giornalistico dell’Unione Società Sportive Monza e Brianza che porta il nome del compianto Angelo Corbetta. Un maestro con grande umanità e sincerità. 
Martedì prossimo al Binario 7 sarà per me una serata di grande emozione che vorrei condividere con la mia famiglia, gli amici più cari e i colleghi.

c.g.

PS un ringraziamento di cuore ai cari amici dell’USSMB nel ricordo di quel primo Festival dello Sport all’Autodromo, nel lontano giugno del1976, quando ragazzo, iscritto al Ferrari Club Monza 5 (società aderente all’allora USSM) prestai servizio come addetto agli ingressi, a contenere una folla che fu davvero imprevista, anche per la novità della manifestazione che, per la prima volta all’interno del recinto del Tempio della Velocità, trasformato in palasport a cielo aperto, raccolse le tante società sportive monzesi. 

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