Benessere e Salute

Monza, alla LILT il primo mammografo digitale in 3D con tomosintesi

Brianzacque
Il Sindaco di Monza Dario Allevi al taglio del nastro del nuovo mammografo digitale della LILT

Il Sindaco di Monza Dario Allevi insieme al Presidente della LILT di Milano Marco Alloisio al taglio del nastro del nuovo mammografo digitale con tomosintesi  

Taglio del nastro presso lo Spazio Prevenzione della LILT Monza per il primo mammografo digitale dotato di tomosintesi, tecnica radiologica di ultima generazione in grado di esaminare il seno in maniera tridimensionale e con una elevata accuratezza diagnostica.

All’inaugurazione erano presenti il Presidente di LILT Milano Marco Alloisio, il Sindaco di Monza Dario Allevi, e l’Assessore alla Famiglia, Politiche Sociali Desirée Chiara Merlini.

“Siamo orgogliosi di poter dotare i nostri ambulatori di queste apparecchiature all’avanguardia – dichiara Marco Alloisio –. La diagnosi precoce è un’arma fondamentale per arrivare prima nella lotta contro il cancro e a ottobre lo ricordiamo in particolare alle donne attraverso la Campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al seno. 25 anni fa gli interventi mammari erano nel 50% dei casi mastectomie, ora all’80% non sono interventi demolitivi e la mortalità si riduce ogni anno dell’1%. Questo grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce e noi della LILT siamo molto impegnati su questo fronte. Infatti la Tomosintesi mammaria è una tecnologia radio-diagnostica innovativa in grado di esaminare il seno in maniera tridimensionale e di individuare i tumori sempre più piccoli con un’elevata accuratezza. Ci rivolgiamo alle donne più giovani, quelle che hanno 40-49 anni, perché questa è la fascia d’età in cui l’incidenza è in aumento. Dopo Monza questa apparecchiatura sarà installata anche in altri Spazi Prevenzione LILT”.

Monza mammografo digitale LILTPer quanto riguarda il carcinoma della mammella, secondo i dati del rapporto Aiom/Airtum ‘I numeri del cancro in Italia 2017’, quest’anno sono stimati 50.500 nuovi casi con un trend di incidenza in leggero aumento (+0,9% per anno). E’ in crescita però anche la percentuale di donne che sopravvivono a 5 anni dalla prima diagnosi: si è arrivati all’87% nel 2017 contro l’85,5% del 2016.

Lo Spazio Prevenzione LILT di Monza, in via San Gottardo 36, è stato aperto nel 1972 e da 45 anni è un presidio importante sul territorio: offre infatti ai cittadini la possibilità di sottoporsi a varie visite di diagnosi precoce. Proprio in questo ambulatorio, nel 1985, era stato installato il primo mammografo della LILT. All’anno vengono effettuate oltre 20mila prestazioni, di cui quasi 5mila sono visite al seno e 4mila mammografie, su un bacino d’utenza di 122.955 residenti in città, di cui 64.008 donne  e 58.947 uomini (fonte Anagrafe Comunale al 31 dicembre 2016).

“Ancora una volta la nostra città sa essere all’avanguardia nel campo della salute – ha aggiunto il Sindaco di Monza, Dario AlleviRingrazio la LILT per aver voluto investire in innovazione nella nostra Monza, certi come siamo che questa nuova tecnologia contribuirà a far compiere un ulteriore passo avanti nel percorso di lotta contro i tumori, sempre più curabili e guaribili grazie alla ricerca e alla diffusione della prevenzione”.

“Grazie alla LILT per essere vicina alle donne – ha sottolineato l’Assessore alla Famiglia e Politiche Sociali Desirée Chiara Merlini –. Questa tecnologia è qualcosa di prezioso che abbiamo in più: aumentiamo la sensibilità ma anche la specificità e mi auguro che riusciremo ad essere più efficaci nei casi più dubbi”.

Monza mammografo digitale con tomosintesiLa mammografia digitale con tomosintesi è una tecnica radiologica di nuova generazione in grado di esaminare il seno in maniera tridimensionale e con una elevata accuratezza diagnostica: possono essere evidenziate lesioni tumorali molto piccole con percentuali pari quasi al doppio di quelle offerte dalla mammografia digitale tradizionale.

Il macchinario, invece di restare fisso, ruota intorno al seno e produce una combinazione di immagini tridimensionali multistrato (3D) con immagini convenzionali “ricostruite” a due dimensioni (2D). Si tratta di un esame quasi 3D: significa che in una singola proiezione si può localizzare tridimensionalmente una lesione, senza bisogno dell’altra proiezione perpendicolare.

La mammella viene studiata a “strati”, cioè scomposta in tante sezioni dello spessore di un millimetro, in modo da poter evidenziare anche tumori di piccole dimensioni. E’ stato dimostrato che la Tomosintesi è in grado di aumentare il tasso di diagnosi tumorali (soprattutto di carcinomi invasivi) e di ridurre il tasso di richiamo di donne per ulteriori accertamenti: 41% in più di tumori al seno invasivi localizzati, 15% in meno di richiami per indagini diagnostiche aggiuntive a causa di probabili falsi negativi e 29% in più di ‘veri’ carcinomi mammari riscontrati (*).

Il mammografo digitale con Tomosintesi è un apparecchio in cui l’immagine radiologica si forma per trasformazione diretta dell’energia dei raggi X emergenti dalla mammella in segnale elettronico che arriva subito alla postazione del radiologo per la valutazione. Con questo nuovo tipo di mammografia la mammella deve essere sempre compressa durante l’esposizione radiologica e l’esame dura solo pochi secondi in più di quello standard. Rispetto alla mammografia analogica/digitale indiretta quella digitale diretta consente una riduzione della dose di raggi X.

Non esistono particolari controindicazioni alla mammografia digitale con Tomosintesi che fornisce immagini di elevata qualità anche in caso di protesi al seno. L’esame può essere effettuato da donne di qualsiasi età e con mammelle di qualunque composizione: può presentare dei limiti solo in caso di seni estremamente densi (la densità non è necessariamente legata all’età e questa condizione riguarda meno del 10% delle donne).

Questa tecnologia è stata approvata per la prima volta negli Stati Uniti nel 2011 ed è disponibile anche altri centri italiani. A Milano e provincia e a Monza le donne possono sottoporsi a mammografia digitale con Tomosintesi in 12 su 23 tra i principali ospedali e centri specialistici, sia con il Servizio sanitario nazionale che privatamente: nella maggior parte dei casi si tratta di un approfondimento diagnostico che viene eseguito a discrezione del radiologo, dopo adeguata valutazione dei possibili dubbi o sospetti riscontrati nella normale mammografia digitale.

E’ infatti ancora aperto un forte dibattito su come utilizzare routinariamente questa nuova efficace tecnologia e come diffonderla adeguatamente sul territorio. La principale iniziale difficoltà era legata alla dose erogata nell’ acquisire il completamento diagnostico con Tomosintesi che di fatto implicava un doppio esame e quindi non ne permetteva un uso a tappeto. Oggi il problema è stato risolto grazie alla miglioria tecnologica del sistema che permette di acquisire direttamente immagini 3D e poi ricostruire sinteticamente la “vecchia” mammografia digitale con un dimezzamento delle dosi erogate. Pertanto siamo già proiettati nella nuova era della mammografia 3D con un vero cambio generazionale che utilizzerà solo immagini di Tomosintesi, senza più alcuna discrezionalità soggettiva da parte del medico-radiologo.

(*) Fonti: Ciatto et Al.Lancet Oncology 2013, Skaane et Al. Radiology 2013, Rose et Al. Am J Roentg 2013, Greenberg et Al.Am J Roentg 2014, Friedewald et Al. JAMA 2014

Gianfranco Scaperrotta, Responsabile S.S. Diagnostica Senologica alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Per ulteriori informazioni: www.legatumori.mi.it

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