Benessere e Salute

Infezione da stafilococco, prestigioso premio per una ricercatrice monzese

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C’è una giovane ricercatrice monzese della ASST di Monza tra i premiati con l’Alfred Soffer Research Award, il prestigioso riconoscimento attribuito ogni anno al Chest Annual Meeting, il congresso internazionale che riunisce ricercatori e specialisti autori di significativi lavori scientifici. A Toronto, un riconoscimento è andato alla ricerca originale presentata dalla dott.ssa Paola Faverio a nome del GLIMP Steering Committee (costituito da Marcos I. Restrepo, Luis F. Reyes, Paola Faverio e Stefano Aliberti). Tema della ricerca: l’ infezione da stafilococco aureus meticillino resistente in pazienti con polmonite.

Classe 1985, laureata in Medicina e Chirurgia e specializzata in Malattie dell’Apparato Respiratorio, Paola Faverio (nell’immagine) lavora attualmente presso la Clinica Pneumologica dell’Ospedale San Gerardo di Monza. Da marzo 2017 è inoltre Ricercatrice Universitaria presso l’Università di Milano Bicocca. Il suo interesse clinico e scientifico verte soprattutto sulle patologie infettive respiratorie (in particolare polmoniti, bronchiectasie e micobatteriosi non tubercolari) e sulle tecniche di ventilazione non invasiva.

La dott.ssa Faverio fa parte del gruppo di lavoro GLIMP (Global Initiative for MRSA pneumonia), creato nel 2014 con l’intento di raccogliere dati sulla prevalenza ed i fattori di rischio per acquisizione di polmonite da Stafilococco aureus meticillino resistente (MRSA) e ha coinvolto medici di 222 ospedali distribuiti in 54 paesi in tutti i continenti. In particolare, i Paesi con maggior numero di partecipanti sono stati Spagna, Stati Uniti e Italia.

I dati raccolti nello studio GLIMP hanno condotto ad un miglioramento della conoscenza riguardo l’ infezione da stafilococco aureus meticillino resistente in pazienti con polmonite acquisita in comunità. I principali risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Lancet Respiratory Medicine a settembre 2016 ed hanno evidenziato una maggior prevalenza di Stafilococco aureus antibiotico-resistente in Nord e Sud America, ed una più bassa prevalenza in Europa. In particolare, tra i paesi partecipanti con la più alta prevalenza di ceppi resistenti ci sono gli Stati Uniti, mentre il paese più “virtuoso” con una più bassa prevalenza di antibiotico-resistenza è stato la Spagna. Questo studio ha inoltre permesso di descrivere alcuni fattori di rischio correlati all’isolamento di ceppi di Stafilococco aureus resistenti, quali la precedente infezione o colonizzazione con tali ceppi, storia di infezioni cutanee ricorrenti, e polmonite severa.

Un’ulteriore analisi dei dati raccolti nello studio GLIMP ha permesso di presentare al Chest Annual Meeting 2017, svoltosi lo scorso ottobre in Canada, degli altri importanti risultati. Si è evidenziato un eccessivo uso delle due molecole antibiotiche ad oggi disponibili per la polmonite da Stafilococco aureus meticillino-resistente: Vancomicina e Linezolid. In particolare, se la prevalenza mondiale di Stafilococco aureus meticillino-resistente in pazienti con polmonite comunitaria si attesta intorno al 3%, i pazienti che hanno invece ricevuto empiricamente una terapia antibiotica per Stafilococco aureus antibiotico-resistente è stata ben maggiore, quasi il 14%. Questo fenomeno è stato particolarmente evidente negli Stati Uniti, mentre in Spagna ed Italia si è osservato un uso più moderato che si attestava intorno al 4% delle prescrizioni totali di tali agenti. Questa presentazione è stata premiata con l’Alfred Soffer Research Award.

“Il nome della ASST di Monza, grazie ai nostri ricercatori e all’eccellenza dei nostri professionisti – sottolinea il Direttore Generale Matteo Stocco della ASST Monzaè sotto i riflettori della scena internazionale. Il premio che abbiamo ricevuto conferma la rilevanza e il peso che le nostre ricerche hanno anche fuori dai confini italiani”.

“L’importanza della ricerca – spiega il prof. Alberto Pesci, direttore dell’Unità Operativa di Clinica Pneumologica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Ospedale San Gerardo, ASST di Monza, in cui lavora la dott.ssa Faverio – sta nell’evidenziare i fattori di rischio di ogni paziente in modo tale da permettere una terapia personalizzata, riducendo sia l’esposizione a farmaci non necessari che l’insorgenza di antibiotico-resistenze”.

“L’attento utilizzo delle risorse sanitarie attraverso una terapia antibiotica razionalizzata – aggiunge la dott.ssa Faverio – è ancora più importante se consideriamo che negli ultimi decenni pochissime sono le nuove molecole antibiotiche immesse sul mercato. Ogni sviluppo di antibiotico-resistenza è un’arma in meno che possiamo utilizzare per il nostro paziente. Lo sviluppo di antibiotico-resistenza è uno dei maggiori problemi di salute pubblica del nuovo millennio, riconosciuto da numerose organizzazioni pubbliche come la World Health Organization (WHO)”.

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