A tavola con gusto

Charity Dinner per festeggiare i 10 anni del ristorante Il Moro

Ristorante Il Moro Charity dinnerIl ristorante Il Moro di Monza festeggia lunedì 15 maggio i dieci anni di attività alla guida dei fratelli Buttice con un Charity Dinner d’eccellenza con tre amici chef ed un partner d’eccezione come Dynamo Camp, pure giunto con successo al decennale.

“Si tratta di una serata unica, alla quale pensavamo da tempo. – dice Vincenzo Buttice, uno dei tre fratelli siciliani che conducono impeccabilmente il Moro – Un evento di beneficenza nel segno del gusto nella quale presenteremo i piatti storici del nostro ristorante, otto portate che saranno firmate per l’occasione da grandi amici cuochi, accompagnate da vini prestigiosi. Gli amici Fabio Silva, Luca Mauri e Dhian Singh non si sono fatti pregare e hanno subito risposto entusiasti all’invito. Li ringrazio davvero di cuore”.

A Il Moro di Monza, in via Parravicini 44, si daranno appuntamento, insieme ai fratelli Buttice, Vincenzo, Salvatore e Antonella, Fabio Silva chef del Derby Grill dell’Hotel de la Ville di Monza, Luca Mauri di AdiAlice, Dhian Singh de Il Gusto della Vita.

Il tutto per dare corpo al concept I Cuochi per i Bambini dedicato a Dynamo Camp che ospita gratuitamente bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni con patologie gravi e croniche sia in terapia che in fase post ospedalizzazione.

Paccheri pistacchio e gamberi

Paccheri pistacchio e gamberi

“Va bene festeggiare un decennale – aggiunge Vincenzo Buttice – ma tutto deve avere un senso e così abbiamo pensato a Dynamo Camp, a ciò che fa per tanti ragazzini e per le loro famiglie, nella consapevolezza che la diagnosi di una malattia non colpisce unicamente il bambino malato ma coinvolge tutta la sua famiglia. Sarà una serata speciale alla quale hanno già aderito in tanti”. 

Il menù degustazione enogastronomica (dal costo di 100 €, di cui parte verrà devoluta in beneficenza) è nello stile della tradizione de Il Moro con il pesce grande protagonista: spiccano riso con tonno, piselli, pomodoro e luganega (Fabio Silva); ostrica fine de clair cotta (Luca Mauri); l’astice alla catalana, uno dei piatti top del locale (i Buttice); la crema di asparagi, sarde, uvetta e finocchietto (Dhian Singh); i paccheri di Gragnano con pistacchio raffadalese, gamberi di Mazara del Vallo (Luca Mauri); filetto di pesce bianco con patate, carciofi e oliva nocellara (Dhian Singh), per finire con la pesca di Bivona IGP (i Buttice) e il mitico cannolo riempito al momento (Fabio Silva).

I vini in abbinata saranno il Berlucchi Saten, Gran Cru di Mailly Champagne, Verdicchio Santa Barbara e il passito liquoroso Terre di Zagara.

I fratelli Buttice, da Raffadali in provincia di Agrigento: da destra, Vincenzo, Antonella e Salvatore

I fratelli Buttice, da Raffadali in provincia di Agrigento: da destra, Vincenzo, Antonella e Salvatore

I tre fratelli Buttice, partiti da Raffadali, paesino ad otto chilometri da Agrigento, dopo varie esperienze sono approdati nel capoluogo brianzolo nel 2007 e con la loro cucina fatta di sapori, di cultura, di tradizioni hanno saputo dettare uno stile, conquistandosi la fiducia dei non facili monzesi e fidelizzando la propria clientela al punto tale da divenire un riferimento dell’alta ristorazione locale.

“Ci sono dei valori dai quali non possiamo prescindere – sottolinea Vincenzo Buttice, il maggiore dei tre fratelli, titolare della cattedra di cucina all’istituto Olivetti di Monza – Nel piatto di deve essere senso del gusto, ma anche pulizia, nettezza, ordine, arte, estetica. Un piatto deve prima di tutto sedurre, avere degli equilibri e trasformarsi in un’esperienza polisensoriale ad ogni boccata. Nella nostra aragosta alla catalana, ad esempio, abbiamo cercato di replicare il carattere del popolo sardo, modulato da una mia precedente esperienza nell’isola: c’è l’asprezza ma emerge poi anche la dolcezza. Così per altri piatti, dove il territorio rivive. Il cibo permette di superare qualsiasi barriera. C’è poi il senso dell’ospitalità, caro a noi siciliani, che nel locale si respira”.

Buon compleanno a Il Moro e un “bravi!” ai fratelli Buttice.

Carlo Gaeta 

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