Made in Brianza

Artigianato, 2016 positivo ma l’ultimo trimestre segna uno stop

Brianzacque

Artigiano al lavoroPer l’artigianato Made in Brianza il 2016 è stato complessivamente positivo anche se gli ultimi tre mesi dell’anno segnano uno stop per produzione e fatturato. La produzione nei dodici mesi è stata in crescita dello 0,8%, mentre il fatturato ha fatto segnare un aumento dell’1,3%. L’ultimo trimestre presenta però dati contrastanti: produzione si è fermata e il fatturato e mercato del lavoro sono in diminuzione, ordini e investimenti però sono in aumento. Tutto questo porta a ragionamenti cauti sul 2017 da parte dei rappresentati della categoria un tempo motore trainante dell’intera economia locale.

Secondo l’indagine congiunturale trimestrale di Unioncamere Lombardia, Camera di Commercio di Monza e Brianza, in collaborazione con le Associazioni provinciali dell’Artigianato e dei Lavoratori della Brianza, divulgata oggi 2 marzo, come si è registrato per l’industria, anche l’artigianato l’ultimo trimestre ha evidenziato un rallentamento della produzione, accompagnato da un calo del fatturato. Sia la variazione congiunturale che quella tendenziale della produzione, infatti, sono pressoché nulle. Mentre l’indicatore del fatturato assume segno negativo: su base annua si registra una variazione percentuale del fatturato che scende da +0,7% a -0,4%, mentre la variazione congiunturale diminuisce passando da +0,2% a -0,1%.

Dato incoraggiante l’andamento della quota del fatturato estero sul fatturato totale, che nel trimestre in esame aumenta rispetto ai tre mesi precedenti raggiungendo il 9,8%. Bene gli ordini: nel IV trimestre del 2016, considerando la variazione tendenziale, quindi rispetto allo stesso periodo del 2015, si evidenzia una crescita dello 0,8%, che si attesta a +0,2% rispetto al trimestre precedente. Particolarmente dinamici gli ordini esteri che, su base annua, aumentano del 4,3% (+1% rispetto al trimestre scorso). Positivo, del resto, risulta anche l’andamento degli ordini del mercato interno.

In aumento la quota di imprese che dichiara di aver effettuato investimenti nel 2016, che si attesta al 30,1% contro il 17,3% del 2015. Così come è in crescita anche la quota di artigiani che prevedono di fare investimenti nel 2017 (dal 25,5% al 28,2%).

Meno confortante la situazione sul fronte del mercato del lavoro: per l’occupazione il saldo è negativo e pari a -1,5%, risultato della differenza tra un tasso di ingresso in calo (0,9%)  e un incremento del tasso di uscita (2,4%). La situazione ancora incerta fa sì che gli artigiani mostrino cautela sull’andamento del primo trimestre 2017.

Gianni Barzaghi, Presidente Apa Confartigianato Imprese Milano e MB

Le imprese artigiane costituiscono il vero tessuto produttivo del nostro territorio e hanno saputo affrontare le difficoltà della crisi, come dimostrano i dati complessivi del 2016. Per accettare le nuove sfide del mercato in maniera consapevole, è necessario che anche le nostre aziende più piccole si strutturino, tornando a fare investimenti come nel corso dell’ultimo anno.– ha dichiarato Gianni Barzaghi, presidente di Apa Confartigianato Imprese Milano e MB, membro di giunta della Camera di commercio di Monza e Brianza – Per questo è necessario insistere ancora sul sostegno al credito: il denaro per i piccoli imprenditori continua ad essere scarso e costoso, frenando così le opportunità di sviluppo, scoraggiando i nuovi investimenti e rallentando ulteriormente un sistema produttivo già segnato dalla crisi economica. Per i nostri artigiani il credito resta il carburante indispensabile per   svilupparsi e consolidarsi.”

“L’aspetto positivo degli ultimi dati congiunturali è che i nostri artigiani stanno meglio, dopo aver affrontato pesanti difficoltà che hanno minato le imprese più rappresentative del made in Brianza – ha dichiarato Walter Mariani membro di giunta della Camera di commercio di Monza e Brianza – Tuttavia, anche se il 2016 ha registrato complessivamente un trend positivo, i dati non possono far dimenticare le botteghe e gli impianti che hanno chiuso, i “piccoli” che non sono riusciti a resistere alla crisi. Il nostro nucleo di imprenditori si è ridotto numericamente ma rafforzato qualitativamente, riuscendo a strutturarsi per poter esportare, mettersi in rete, andare on line e adottare tecnologie avanzate. E questo è stato possibile nonostante il quadro internazionale e le criticità nazionali, legate alla burocrazia, alla pressione fiscale e alla catena dei  pagamenti.

“Il processo di lenta ripresa sembra essere confermato dall’andamento economico dell’intero 2016 sull’anno precedente mentre gli indici non certo confortanti dell’ultimo trimestre dell’anno potrebbero riservare non pochi elementi di preoccupazione. La produzione risente ancora dei sintomi di un andamento di mercato alquanto altalenante, cosa che non favorisce investimenti e occupazione. La nostra associazione ha apprezzato l’ipotesi di riaprire i meccanismi di pensionamento attraverso la richiesta di anticipo finanziario a garanzia pensionistica, l’ormai famosa Ape; occorre, infatti, garantire alle nuove generazioni la capacità di assorbire occupazione giovanile da qualificare in azienda. Solo così sarà possibile dar vita a quel volano che vede nelle disponibilità di reddito la condizione indispensabile per la crescita della domanda interna.” ha commentato il consigliere della Camera di commercio di Monza e Brianza Sandro Mauri

PRODUZIONE

Nel quarto trimestre 2016 rallenta ancora l’andamento della produzione dell’artigianato manifatturiero brianzolo: sia la variazione percentuale registrata rispetto allo stesso periodo di un anno fa, sia quella rispetto allo scorso trimestre (espressa come media mobile a 4 termini) è in calo e pressoché nulla in entrambi i casi. Di conseguenza, il numero indice della produzione, espresso in rapporto al valore della produzione del 2005 (posto pari a 100), rimane invariato a quota 69,9 nel trimestre in esame. Per le aziende artigiane, anche il tasso di utilizzo degli impianti, che esprime il livello della produzione in percentuale al potenziale massimo degli impianti in funzione, si attesta al 68,4% evidenziando un valore ancora basso. Nonostante la debolezza degli ultimi mesi, considerato nel complesso, il 2016 è stato un anno positivo per la produzione dell’artigianato manifatturiero della Brianza registrando una crescita media annua dello 0,8%.

FATTURATO

Nel 4° trimestre dello scorso anno, l’indicatore del fatturato totale a prezzi correnti frena la sua crescita e assume segno negativo, sia su base annua che a livello congiunturale: rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si registra una variazione percentuale del fatturato a prezzi correnti che scende da +0,7% a
-0,4%; analogamente, la variazione rispetto al terzo trimestre 2016 (espressa come media mobile a 4 termini) diminuisce passando da +0,2% a -0,1%. Nonostante questi risultati di fine anno, l’intero 2016 ha visto il fatturato aumentare in media dell’1,3%.

A fronte di questo andamento, il numero indice del fatturato (posto 100 il valore medio dell’anno 2005) rimane pressoché  invariato a quota 70,8, leggermente superiore al dato della produzione. Positivo invece l’andamento della quota del fatturato estero sul fatturato totale che nel trimestre in esame aumenta rispetto al trimestre precedente raggiungendo il 9,8%.

ORDINI

E’ positivo l’andamento degli ordini nel trimestre in esame, sia su base annua che rispetto al trimestre precedente. In particolare, considerando la variazione tendenziale, quindi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per gli ordini totali si registra una crescita dello 0,8% che scende a +0,2% rispetto al trimestre precedente (variazione espressa come media mobile a 4 termini); si tratta di valori sui quali ha inciso soprattutto la dinamicità degli ordinativi provenienti dal mercato estero che su base annua registrano un aumento del 4,3% e del +1% rispetto al trimestre scorso, ma anche il positivo andamento di quelli provenienti dal mercato interno. In un’ottica annuale, anche per gli ordini si registrano dati positivi, con quelli esteri che in media annua sono cresciuti più di quelli interni (1,6% contro 0%).

In lieve calo anche le giornate di produzione assicurata garantite dagli ordini già acquisiti nel trimestre che scendono da 40 a 35,9.

SCORTE DI MATERIE PRIME E PRODOTTI FINITI

Continuano a prevalere, anche nel quarto trimestre del 2016, i giudizi di scarsità sia per quanto riguarda le scorte di materiali per la produzione, sia per i prodotti finiti: il saldo di punti percentuali si attesta rispettivamente a -16,8 e -13,3, lasciando sperare in un migliore andamento della produzione nel prossimo trimestre. Scende al 49,5% la percentuale di imprenditori artigiani che giudica adeguate le scorte di materie prime, salgono  i giudizi di scarsità (da 18,6% a 22,8%) e si attesta al 21,8% la quota di artigiani che non ne tiene. Diminuisce leggermente dal 28% al 27,5% la quota di aziende artigiane che considera adeguato il livello delle scorte di prodotti finiti, mentre sale al 17,3% la percentuale di imprenditori che dichiara scorte scarse; per il 4,1% invece le scorte di prodotti finiti sono esuberanti e per il 51% delle imprese artigiane brianzole non si tengono scorte. Sul fronte dei prezzi si conferma la dinamica positiva, maggiore per quelli delle materie prime, che registrano una crescita del +1,5% in tre mesi, contro un aumento del +0,6% di quella dei prezzi dei prodotti finiti.

OCCUPAZIONE

Si conferma ancora difficile nel quarto trimestre 2016 la situazione sul fronte del mercato del lavoro evidenziando, per l’occupazione dell’artigianato manifatturiero della Brianza, un saldo negativo pari a
-1,5%, risultato della differenza tra un tasso di ingresso in calo (0,9%)  e un incremento del tasso di uscita (2,4%). Migliora invece la situazione sul fronte della cassa integrazione; nel trimestre in esame scende a zero sia la percentuale delle imprese artigiane manifatturiere brianzole che ha fatto ricorso alla CIG, sia la quota di ore di CIG sul totale del monte ore.

ASPETTATIVE

Gli artigiani manifatturieri della Brianza mostrano cautela sull’andamento del primo trimestre 2017, come si evince dalle loro incerte aspettative. Passano infatti in terreno negativo i saldi della produzione e della domanda interna, ad indicare che la percentuale di imprenditori che prevede aumenti di queste variabili è inferiore a quella che le prevede in calo nel primo trimestre 2017. Si azzerano invece i saldi relativi agli indicatori relativi ad occupazione e domanda estera. Tuttavia, supera il 50% la quota di imprenditori che prevede stabilità per l’andamento di tutte le variabili sopra citate; nel caso dell’occupazione tale percentuale raggiunge l’85,9%.

INVESTIMENTI

La quota di imprese che dichiara di aver effettuato investimenti nel 2016 è pari al 30,1%, un dato in aumento rispetto a quello del 2015 (17,3%). Aumenta anche la quota di imprese che prevedono di fare investimenti nel prossimo anno, che passa da 25,5% a 28,2%. Nel 2016 il valore degli investimenti realizzati rispetto all’anno precedente è cresciuto del 29,7%. Nel 2016 si attesta all’10,4% la percentuale di fatturato destinata agli investimenti. La suddivisione per tipologia, conferma la prevalenza di investimenti in macchinari dove hanno destinato risorse il 77,4% delle imprese investitrici; seguono gli investimenti in informatica, gli altri investimenti e quelli in fabbricati. 

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