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Arriva da Sovico il patron del Giro d’Italia Rosa

Studio Associato MSC - Treviso

Giro Rosa 2015Grande successo sulle strade lombarde, sulle provinciali della Martesana per il “Giro d’Italia Rosa”, la corsa a tappe riservata alle cicliste professioniste conclusasi domenica 12 luglio. Una corsa internazionale che ha nel brianzolo Giuseppe Rivolta, il grande ideatore, l’esperto organizzatore, la vera “mente” del Giro. Rivolta, ufficialmente direttore di corsa, General Manager, è stato l’artefice nel 2002 del rilancio di questa competizione che sembrava destinata all’oblio. Il buon Giuseppe, commerciante di Sovico, con la bici nel cuore, per decenni ha organizzato le corse per dilettati nel suo paese e in quelli limitrofi. Da uomo di punta della ciclistica locale, una passione per lo sport che è un marchio di qualità fra i Rivolta, il fratello Giorgio, per un decennio è stato alla guida della Sovicese Calcio, conquistando ben tre promozioni, sfiorando il salto in Eccellenza, Giuseppe che è nel mondo delle corse dal 1975, riesce anno dopo anno, ad imporsi all’attenzione della Federazione Ciclistica per la sua vivacità, per la grande conoscenza che ha nel circo delle due ruote. Negli anni è responsabile di competizioni provinciali, regionali e internazionali. Nel 2001 è la mente, il grande regista dell’indimenticabile settimana “tricolore” che si svolge in Brianza, con tappe a Carate e dintorni.

Giro rosa 2

Il brianzolo Giuseppe Rivolta, grande patron del Giro d’Italia femminile, riceve uno dei tanti meritati riconoscimenti

“Nel 2002 – dice Giuseppe  Rivolta – l’allora presidente della Fci Giancarlo Cerutti mi chiama e mi dice: devi organizzare il Giro d’Italia donne. Una sfida non da poco, visto le scarse risorse, ma soprattutto il poco tempo che avevo a disposizione”.

L’uomo di Sovico si organizza, con la professionalità tutta brianzola, con l’entusiasmo che solo chi lavora per passione può dare, dapprima rilancia poi consacra questa corsa che è di proprietà della Federazione. Una fiducia che viene confermata anche dall’attuale presidente federale Renato Di Rocco. In questo ultimo decennio la corsa in “Rosa” ha rilanciato la totalità delle campionesse mondiali delle due ruote, regalando loro con la notorietà un palco prestigioso. E’ riuscito a smuovere una platea di tifosi che è pari a quella del più blasonato Giro d’Italia per professionisti. Lo si è visto anche in questa edizione 2015, che ha preso il via dalla Slovenia.

Il caldo torrido che ha frenato in parte i tempi delle cicliste, non ha al contrario tenuto lontane le folle dalle strade del giro. “Oggi il ciclismo femminile è una forte realtà anche in Italia. Dopo questa ennesima fatica  – dice il patron del giro – confesso che organizzare questa corsa è importante per me; mi permette ogni giorno il confronto con atlete favolose, che pedalano con grande impegno, purtroppo mal ripagato sotto l’aspetto economico. Questa corsa rappresenta le mie ferie, le mie vacanze, la mia vita. Sono stanco ma felice. C’è un solo appunto: peccato che pochi sponsor credano in questo sport, ma ancor più è grave che a snobbarlo lo siano le grandi testate giornalistiche”.

Solo per la cronaca la maglia rosa quest’anno è stata a tutto vantaggio dell’olandese Anna Van Der Breggen. Prima delle italiane, Elisa Longo Borghini con oltre 8 minuti di distacco, ha concluso il Giro all’ottavo posto. Intanto già si pensa al 2016.

Piefranco Redaelli

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